sabato 29 dicembre 2007

Comportamenti o malattie?

Negli ultimi anni nuove diagnosi hanno esteso il raggio d'azione psichiatrico a comportamenti un tempo considerati assolutamente normali. Ora anche il gioco d'azzardo è diventato una malattia mentale, mentre l'università di Pisa riteneva che lo fosse persino la passione amorosa. Comportamenti, invece, che sono sempre stati considerati negativi vengono oggi ridefiniti come salutari: lo psichiatra Cassano in un'intervista su La Repubblica del 7/12, vorrebbe far credere che la tristezza è salutare.

Ma la malattia è un fatto oggettivo, non qualcosa che viene deciso da qualche "luminare" o da un'assemblea di "esperti". Sarebbe come decidere se il diabete è una malattia votando per alzata di mano. Ci vogliono prove concrete, esami, dati oggettivi che la psichiatria non ha mai portato a sostegno delle proprie tesi.

La casistica dei disturbi psichiatrici è tanto ampia che chiunque potrebbe rientrarvi, proprio per questo il giudizio psichiatrico sembra così infondato.

Giorgio Antonucci nel suo libro "Critica al Giudizio psichiatrico" afferma: "Gli psichiatri non possono né definire la malattia mentale né dimostrarne l'esistenza; per loro e per i loro seguaci, l'esistenza della malattia mentale è ovvia, al di là di ogni necessità di dimostrazione".

Il vero problema è che queste "diagnosi" trovano risposta in metodi di trattamento estremamente distruttivi. Un tempo esistevano i manicomi in cui i pazienti venivano legati al letto con camicie di forza, ma queste strutture non sono mai scomparse del tutto, basta entrare nei reparti psichiatrici di qualsiasi ospedale. Il trattamento sanitario obbligatorio è ancora oggi una pratica molto diffusa, in pratica è un ricovero coatto, dove la persona non riceve nemmeno notifica del provvedimento intrapreso nei propri confronti. I criteri usati per intervenire sono spesso soggettivi, è sufficiente ritenere pericolosa la persona per giustificarne il TSO e trattamenti farmacologici.

Esistono altri metodi, ben più umani, per occuparsi delle persone con problemi mentali. Ce ne parla sempre Antonucci in un'intervista su "Sabatosera Online" del 6/12: "Entravo nelle stanze dei manicomi e chiedevo di togliere le camicie di forza ai pazienti. Solo così potevo pensare di liberare le persone, dormendo nei loro reparti e parlando con loro".

Ma lo psichiatra Cassano probabilmente non ha mai visto i pazienti di Antonucci, perché "La depressione" sostiene Cassano "è un dolore morale fortissimo, che solo la terapia farmacologica può curare".

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Psicofarmaci: Prima pastiglia a otto anni

"I bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000", così scrive l'On. Patrizia Paoletti Tangheroni nell'interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall'interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo stesso argomento. La preoccupazione è giustificata ancor più dal fatto che i presupposti stessi della "malattia" vengono messi continuamente in discussione: Leiber dell'FDA afferma che "Nessun aspetto fisiopatologico del disordine è ancora stato delineato" il Dr. Fred Baughman,

nel suo libro "The Future of ADD", scrive: "Sia la FDA che la DEA hanno
riconosciuto che l'ADHD non è una malattia, né organica né biologica".
Ma se non esiste uno squilibrio biochimico, perché lo si cerca di curare con sostanze chimiche? I principi attivi maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato, meglio conosciuto col nome di Ritalin, e l'Atomoxetina.

Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.

Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l'equipe psico-pedagogica che munita di altisonanti "Progetti psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validità
scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in qualche "disturbo psichiatrico" come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc...; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso sono i più variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.

Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria infantile che sono il punto d'ingresso verso trattamenti farmacologici, anziché interventi didattici e sociali. Ce
ne sono 40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati. E' stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la somministrazione degli psicofarmaci sul campo.

Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un'inequivocabile chiarezza e trasparenza nell'informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di "velate" minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.

Lo screening dei bambini per "localizzare" malattie mentali non è qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la società dagli "elementi inferiori". Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della "genetica psichiatrica" e tra gli ideatori dell'Olocausto, durante un discorso al
Congresso Internazionale sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di "malattie ereditarie". In cima all'elenco dei "difetti" che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c'era il "disturbo da deficit dell'attenzione". Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati "idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici", venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacità mentale".

A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati "disturbi mentali".

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Psichiatria: Un'etichetta per la vita

Molte persone si rivolgono al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per denunciare le conseguenze dei trattamenti psichiatrici, da quel momento, infatti, è come se fossero etichettate per tutta la vita; qualsiasi passo falso o atteggiamento che possa essere considerato "sospetto", o magari una denuncia da parte di parenti o vicini di casa, senza reali motivi o motivi dimostrabili, possono condurre al ricovero coatto in strutture psichiatriche, dove subiscono trattamenti molto debilitanti, di solito iniezioni di psicofarmaci, che sedano la persona anche per giorni interi.

Dopo i trattamenti psichiatrici, queste persone perdono il libero arbitrio, l'autodeterminazione e la capacità di difendersi; molto spesso persino il lavoro o la propria posizione sociale, a causa delle "etichette" che gli vengono attribuite o dei trattamenti invasivi usati per sedarli, che danno effetti collaterali tali da renderli non più socialmente utili.

E' il caso della signora seduta al bar che viene raggiunta da carabinieri e infermieri, e portata senza spiegazioni in ospedale. Oppure dei genitori che scambiano le arrabbiature della figlia per "reazioni di tipo psichiatrico" e la fanno internare. O ancora dell'anziano di 71 anni che passeggiava tranquillamente in una strada del Comune di Paderno d'Adda, una pattuglia lo ferma e lo trattiene a lungo, poi chiamano un'ambulanza per farlo internare e alla fine pretendono che firmi un foglio in cui lui dichiarava di rifiutarsi di seguirli.

Che dire, invece, del signore che si vede irrompere in casa i carabinieri e che senza spiegazioni è spinto all'esterno, dove c'è un'ambulanza che l'aspetta?

Innumerevoli persone che hanno subito trattamenti psichiatrici o hanno subito TSO, possono testimoniare che i loro diritti vengono violati. Gran parte delle leggi sull'internamento si basano sul concetto che la persona, se non posta in una struttura adeguata, possa rappresentare un pericolo per se stessa, e ribadiscono il "diritto" delle persone a ricevere trattamenti. Si pensi che l'art. 33 del codice di deontologia medica, in vigore dal 25 giugno 1995, che dispone: «l'opposizione del paziente o del rappresentante legale non ha effetto nei casi per i quali sia previsto dalla legge trattamento sanitario obbligatorio. Al medico non è peraltro consentito di porre direttamente in essere, anche in caso di trattamento sanitario obbligatorio, trattamenti fisicamente coattivi.»

Si tratta di punti di vista molto soggettivi, da parte di persone che non hanno mai visto o parlato con un paziente. I pregiudizi nei confronti delle persone che hanno subito trattamenti psichiatrici o che reagiscono in modi considerati "non normali", sono tali che i diritti di queste persone vengono totalmente violati. Per non parlare dei "trattamenti" estremamente invasivi, spesso non necessari: la prassi, infatti, di chi viene portato in un reparto psichiatrico, prevede il trattamento con "medicinali", anche quando non vi sia un problema accertato.

Gli psichiatri spesso si guardano dall'informare i pazienti dei numerosi effetti collaterali degli psicofarmaci, anche se questi lamentano che li stanno "uccidendo", togliendogli la linfa vitale e privandoli di qualsiasi gioia, della voglia di vivere, della volontà o della loro consapevolezza.

Ci si domanda se le svariate Campagne in nome della salute mentale per far si che tutti i cittadini possano usufruire dei "servizi psichiatrici", per aumentare i finanziamenti, quando già "la spesa sanitaria psichiatrica si aggira, secondo stime, tra i 4 e i 5 mila miliardi di vecchie lire l'anno (apismed.org), e il personale, non siano in realtà i target sbagliati!

Il degrado ambientale e la cattiva e scarsa assistenza ai degenti, sono solo la punta dell'iceberg della reale crisi della salute mentale, grazie a diagnosi che non hanno fondamento scientifico, a vergognose e stigmatizzanti catalogazioni, a leggi che favoriscono il ricovero forzato, ai trattamenti brutali e depersonalizzanti, i Diritti Umani di migliaia di individui sono calpestati ogni giorno. Denunciando questi soprusi, e impedendo che tali violazioni continuino a ripetersi, forse le persone in difficoltà sapranno realmente di poter avere un futuro migliore.

Giornata della salute mentale e pericoli degli psicofarmaci

LA GIORNATA DELLA SALUTE MENTALE ESIGE
PROTEZIONE CONTRO I PERICOLI DEGLI PSICOFARMACI

Un gruppo di difesa dei diritti umani richiede un sistema più diretto
per riferire gli effetti collaterali degli psicofarmaci

EVENTO: Il 10 ottobre è la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, un gruppo di controllo e denuncia di abusi psichiatrici fondato 38 anni fa, ha promosso un'iniziativa a cui hanno aderito associazioni come CODACONS, GESEF (genitori separati dai figli), APEI (associazione Pedagogisti educatori italiani), ANFFAS ed altre. Allestirà un gazebo per informare i cittadini circa i pericolosi effetti collaterali degli psicofarmaci che, a livello internazionale, hanno dato luogo alla pubblicazione di oltre 100 avvertenze da parte di agenzie per il controllo dei farmaci. Volontari del CCDU e semplici cittadini hanno già iniziato una raccolta firme che continuerà fino alla fine del mese, per una petizione a sostegno di una richiesta che il Comitato spontaneo aggregatosi per l'iniziativa invierà al Ministro della Salute On. Livia Turco il giorno 9, chiedendo che le case farmaceutiche vengano obbligate ad includere sui foglietti informativi dei farmaci, e sulle loro confezioni, un'avvertenza chiara e visibile che reciti: "Siete invitati a riferire qualsiasi effetto collaterale di questo farmaco incluso casi di soggetti che hanno commesso crimini aggressivi o manifestano istinti suicidari all'AIFA". Il 20 settembre 2007 Il Congresso statunitense ha approvato una legge analoga.

DOVE & QUANDO: A Milano il 10 Ottobre in Piazza San Babila dalle 10 alle 19, oltre a Verona, Padova, Macerata, Brescia, Novara nei giorni antecedenti.

PERCHE': Al mondo, oltre 100 milioni di persone assumono psicofarmaci che sono stati oggetto di avvertenze da parte di numerose agenzie farmacologiche governative, a causa degli effetti collaterali che possono causare: agitazione, malattie ematiche, allucinazioni, ostilità, depressione psicotica, ictus, attacco cardiaco, psicosi, gravi danni al fegato, diabete, convulsioni, suicidio, violenza e decesso. Al contrario di quanto avviene per i farmaci che vengono prescritti per curare una determinata situazione fisica, non esiste alcun esame del sangue o nessun altro test che possa confermare un "disturbo mentale". Il sistema diagnostico psichiatrico è accusato di essere mosso più dal profitto derivato dalla vendita di psicofarmaci che dalla necessità di curare il paziente. Uno studio pubblicato l'anno scorso negli Stati Uniti, ha dimostrato come il 56% degli psichiatri che decidono le linee guida per la diagnosi e cura delle "malattie mentali", abbia legami di tipo finanziario con le case farmaceutiche che producono psicofarmaci. Il volume d'affari internazionale generato da questi farmaci ha superato gli 80 miliardi di dollari, e molti pazienti non sono consapevoli del loro diritto di riferire eventuali effetti collaterali direttamente all'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), senza l'intermediazione del loro psichiatra. L'agenzia ha lo scopo di proteggere gli interessi dei consumatori. Di solito, la Giornata della Salute Mentale non riesce ad attirare l'attenzione sugli abusi che avvengono in questo campo e sul bisogno d'informare correttamente i consumatori circa gli effetti negativi dei trattamenti, o circa l'esistenza di trattamenti alternativi meno pericolosi. Il CCDU, co-fondato dalla Chiesa di Scientology e dallo psichiatra emerito Dott. Thomas Szasz, vuole affrontare questo problema in attività di sensibilizzazione della cittadinanza.

Scuole: Luoghi d'istruzione o cliniche?

Nel mondo a 17 milioni di bambini sono stati diagnosticati "disturbi mentali" per i quali vengono richiesti interventi di "specialisti" e trattamenti psico-farmacologici a base di stimolanti simili alla cocaina o di potenti antidepressivi, con quasi 400 morti correlate al trattamento.

Ma la psichiatria non si ferma e in Europa è stato avviato in questi giorni il progetto Neurodys, finanziato con tre milioni di euro, che ha l'obbiettivo di fare chiarezza sulle cause biologiche, genetiche e sociali all'origine di disturbi dell'apprendimento, quali la dislessia, cioè la difficoltà ad apprendere il linguaggio scritto, e la disfasia, difficoltà a comprendere e produrre il linguaggio e che permetterà agli scienziati di organizzare la più grande banca dati biologica sulla dislessia. fonte: Adnkronos salute, 26 settembre * 26 settembre 2006.

In Italia Progetti pilota psichiatrici (www.fdarianna.it/progetto%20prevenzione.htm) proliferano ormai da alcuni anni nelle nostre scuole di ogni ordine e grado e vengono proposti ed approvati sotto mentite spoglie, con lo scopo di prevenire le difficoltà di apprendimento e/o comportamento e in nome della "tutela del benessere" del bambino.
Così facendo creano nuovi "pazienti", ottenendo altri finanziamenti per i loro interventi.
Gli Insegnanti diventano sempre più segnalatori di bambini "con problemi" a psicologi e psichiatri vari, e le scuole si trasformano da luoghi d'istruzione a cliniche.

Corsi di formazione e aggiornamento a insegnanti tenuti da psicologi e neuropsichiatri sul tema ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), dislessia, bullismo, ecc. (www.ist-lacasa.it/fissi_sinistra/formazione/fissi/corsoprevdda) Progetti "salute", anche in collaborazione con case farmaceutiche, che, attraverso dei questionari fatti compilare dai genitori nella scuola dell'infanzia con interviste fatte sui loro figli, dagli insegnanti stessi (www.adhdtesting.org/testing.htm) attraverso la compilazione di liste con crocette o dagli studenti, prove di screening delle abilità sui bambini, l'osservazione degli alunni, anche durante l'attività didattica o mediante prove presentate agli alunni stessi sotto forma di gioco, hanno lo scopo di "localizzare malattie mentali" inesistenti, "etichettare i bambini come malati mentali" riconoscendoli anche "handicappati" o "diversamente abili", quindi supportati dall'insegnante di sostegno, o con la somministrazione di psicofarmaci potenti, che altro non fanno che controllare il loro comportamento e mascherare il vero problema, o sottratti alla famiglia stessa al fine di somministrare loro le cure nel caso i genitori si rifiutino.

Non esiste nessuna prova scientifica che i "disturbi psichiatrici" siano malattie di origine biologica, esistono invece prove certe che molti fattori di natura anche differente fra loro (problemi scolastici, didattici, problemi di relazione, problemi affettivi, circa 200 e forse più vere malattie fisiche e molto altro(compresi casi di bambini geniali, molto intelligenti e creativi, nutrizione non ottimale, allergie, intolleranze alimentari...) possano portare un bambino ad avere un comportamento non ottimale.

Se conosci qualcuno, bambini compresi, che ha subito violenza o danni da parte di uno psicologo o psichiatra o altro operatore della salute mentale o se a tuo figlio o a qualcuno di tua conoscenza è stato somministrato un test senza ottenere prima il consenso scritto da parte dei genitori o per ulteriori informazioni contatta il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

ADHD: i dati, i soldi, il mercato

I dati.

L'ADHD esiste? Esiste cioè un'entità patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data?
La diagnosi si fonda solo sui test e sull'osservazione del comportamento del bambino.
I test per l'ADHD sono solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine - o loro varianti).


I sostenitori della ADHD parlano di un "disturbo neurobiologico".
Su quali basi fanno queste affermazioni? Quale è la specifica lesione anatomo patologica e quale è l'alterazione funzionale biologica specifica? Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilità e soprattutto con assoluta specificità?

Nel caso poi vi sia una qualunque risposta a queste domande, ciò significherebbe che la diagnosi di ADHD è una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bensì neurologica.

A chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d'impaccio: se l'ADHD è una malattia neurobiologica, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere.

L'obiezione: "Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!", non dimostra nulla. Questo genere di argomentazione è sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: "Perché hai dato fuoco ad un'auto?", replicasse: "Perché lo facevano molti altri".

Spesso otteniamo le solite risposte fumose: "l'ADHD è un disturbo multifattoriale", "comorbilità", ecc. Una volta sviscerato il problema, arrivano a parlare di diagnosi differenziale: "Il bambino ADHD è quello dove gli altri eventuali fattori, possibile causa della iperattività e disattenzione, sono stati comunque esclusi".

Quindi il bambino iperattivo e disattento perché ha i genitori che si stanno separando, non è ADHD; non lo è quello dove la causa sia una vera malattia fisica; non lo è laddove vi siano problemi di relazione o affettivi; non lo è...
Ne dobbiamo dedurre che il bambino ADHD è quello iperattivo e disattento, per il quale non siamo stati capaci di capire o spiegare il perché. Una diagnosi veramente interessante poiché diagnostica, casomai, l'incapacità del medico.

Alcuni affermano che si tratta di una questione di gravità: dipende da quanto è grave questo comportamento, da quanto disturba gli altri e ostacola se stesso.

Possiamo anche concordare, ma quali sono le cause di quel comportamento nello specifico caso? Se si tratta di un problema medico vero (svariate patologie mediche possono provocare questi sintomi), allora vi sarà una diagnosi medica e una terapia conseguente. Se si tratta di un problema di relazioni umane, ci si dovrà muovere su un altro terreno. La gravità della situazione, la sua intensità, non può essere confusa con le cause che la determinano.

Alcuni mostrano grandi quantità di testi scritti sulla ADHD: la vastità della letteratura.
Henri Poincaré, nel suo libro - la Scienza e l'Ipotesi - scriveva: "...un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa...."

Altri si appellano al numero ed alle qualifiche degli esperti a favore della ADHD. Eravamo convinti che il principio di autorità fosse il contrario della scienza, sin dai tempi di Galileo.
Un neuropsichiatra infantile, non sapendo più cosa rispondere, ha detto: "Insomma, dobbiamo pur dare un nome alle cose!". Questa frase si commenta da sola.

I soldi.
Qualcuno, a mio avviso incautamente, sostiene la seguente idea: "I bambini malati di ADHD non sono quelli che semplicemente sono troppo distratti o attivi. Qui si tratta di una vera patologia. In questi casi diagnosi e cure sono necessarie e lo psicofarmaco sarà comunque sempre l'ultima soluzione possibile. Inoltre i bambini che soffrono di ADHD sono solo il 4% della popolazione infantile".

Quindi parliamo di una cifra compresa tra i 300,000 e i 350,000 bambini. Questo significa un indotto di altrettanti nuovi pazienti nel mercato della salute. Impossibile calcolare, se non molto approssimativamente, la spesa sanitaria: solo per i controlli, le visite e gli esami, non potrà comunque essere inferiore ai 350 € all'anno per paziente.
A questi vanno aggiunti i costi delle psicoterapie e/o degli psicofarmaci (o di entrambi).
Anche qui, ipotizzando sempre i costi più contenuti possibili, siamo sui 1,000 € annui per la psicoterapia e tra i 500 e i 5,000 € annui per i farmaci, con una media di 3,000 € annui in totale.
Attenendoci alle cifre sottostimate di 300,000 bambini per soli 3,500 € annui ciascuno, otteniamo un totale di spesa che supera il miliardo di Euro annui.
Ma, ripeto, le cifre sono più vicine al doppio o al triplo di quella descritta. Per non parlare della comorbilità e di quant'altro si aggiunge dopo.

Il mercato.
Sono infatti sempre i sostenitori della ADHD e dei test che affermano: " ...in Italia ... sono... circa 800 mila i giovani depressi : il dato non solo è reale, ma è dichiaratamente sottostimato... la statistica non è affatto altisonante, ma parte dal presupposto longitudinale della presenza di almeno (sottolineo almeno) il 20% di giovani nella popolazione depressa: è la percentuale minima indicata dalle ricerche dell'American Psychiatric Association, valida per tutti i paesi occidentali".

Potete trovare il testo intero alla pagina web: www.nopsych.it/article80.html

Quindi avremmo il 4% ADHD, il 10 o il 20 % depressi, cui vanno aggiunti un 7% di sofferenti di sindromi ansiose, un 2 o 3% di affetti da disturbo ossessivo compulsivo (http://depression.forumup.it/post-33-depression.html), cui vanno aggiunti (sempre secondo queste teorie), gli schizofrenici e tutte le altre malattie mentali.

Raggiungiamo così una media del 35/40 % della popolazione infantile: oltre 3 milioni di bambini.

Quindi le cifre sopra elencate per l'ADHD vanno decuplicate. Ora abbiamo un mercato con un fatturato globale (potenziale), di oltre 30 miliardi di Euro: un fatturato che si avvicina a quello della FIAT.

Sono cifre che dovrebbero indurre a qualche riflessione.

E dopo tutto ciò che abbiamo detto, tu, che stai leggendo, pagherai per sostenere l'intera faccenda. Si, perché tutto questo sarà fornito dal nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
Per essere precisi, questo andamento provocherebbe il crollo economico dello stesso SSN.

Alcuni insegnanti e genitori, lamentano comunque un incremento dei fenomeni di iperattività e disattenzione nei bambini. Non sono certo di questo incremento, ma ciò è possibile. Due sono i fattori da esaminare.

Anzitutto, in una società sempre meno a misura di bambino, dove la presenza dei genitori è diminuita perché spesso entrambi devono lavorare, dove l'educazione e l'amore sono meno presenti, dove i valori ed il rispetto sono "cose di altri tempi", dove noi abbiamo provocato in gran parte quelle reazioni, ora forse abbiamo modo di far "quadrare le cose"?

Certa è inoltre la diminuita tolleranza degli adulti, o almeno di molti di loro, nei confronti dei comportamenti tipici dei bambini.

E' dunque questa la ADHD? La somma di questi due fattori? Sarà compito dei sociologi di domani rispondere a queste domande.

Diceva una pubblicità: "E intanto io... pago!"

Dr. Roberto Cestari

* per chiunque non ne fosse a conoscenza, riporto qui alcune delle domane (7 su 18) del test.
- "muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?"
- "è distratto facilmente da stimoli esterni?"
- "spesso ha difficoltà a giocare quietamente?"
- "spesso chiacchiera troppo?"
- "spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?"
- "spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?"
- "spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?".

Perchè uccidono?













ESSERI INUMANI - La personalità "chimica".


Una madre uccide i suoi cinque bambini. Studenti delle superiori massacrano i loro compagni. Un veterinario iracheno ha inferto 71 coltellate a sua moglie. Come può succedere tutto ciò?

Un argomento comune in questi fatti è che gli assassini stavano assumendo psicofarmaci.


Ma questo è troppo semplice. Così sentiamo parlare di "depressione post-parto" e "stress da combattimento". Nel caso dei ragazzini, è "la disgregazione della famiglia", o è la musica, i film o i videogiochi.


La risposta vera è la de-umanizzazione indotta dai farmaci.


Un essere umano ha più di un aspetto. C'è una componente elettro-chimica ben definita. Il corpo funziona fisicamente grazie a procedimenti elettro-chimici.


Poi c'è un aspetto che percepisce, ragiona e crea. Questo non è elettro-chimico. Quando le persone comunicano, non sono le molecole chimiche che si scambiano le idee. Questo è l'aspetto spirituale, la parte conscia, l�individuo consapevole.


C'è anche una componente mentale, una mente è una connessione interattiva tra i fattori fisici e il ragionamento.


Una mente sana (motivata dallo spirito) è analitica (per maggiori informazioni sulla mente clicca qui).


Una mente meno sana è meno analitica e sempre più reattiva. Opera su una base stimolo-risposta ed è motivata da fattori casuali. Una mente offuscata, non sana, non è in grado di ragionare. Non percepisce bene. Reagisce agli stimoli.


Già da parecchio tempo, chi si occupa istituzionalmente di salute mentale ci sta dicendo che noi siamo "chimici" in natura. Vorrebbero farci credere che possono risolvere i nostri problemi con medicine che alterano l'umore.


Questo approccio può funzionare a un livello puramente fisico, come prendendo antibiotici per curare le infezioni, ma non è la componente fisica che ci dona la nostra razionalità, la nostra umanità. Non sono le molecole del cervello che pensano e percepiscono, amano e si prendono cura degli altri, che creano grande musica e poesia.


No, la componente fisica si compone di cellule e impulsi elettrici, che ragionano e creano come un avocado, o come la corrente elettrica che alimenta il tuo tostapane.


Quando una persona è confusa, sta già scivolando verso il lato reattivo, irrazionale, fisico, della sua natura. Il fatto di somministrargli sostanze chimiche che alterano l'umore, la spinge ulteriormente in quella direzione, Mentre l'effetto sedativo sembra calmarlo, sta diventando sempre più "chimicalizzato".


Perciò, è forse una sorpresa che questi assassini sembrino meno che umani ? Essi SONO meno che umani. Sebbene possano sembrare in certi momenti lucidi e razionali, la loro capacità di giudizio è sparita. Sono completamente reattivi, alienati.


Le loro menti si agitano e gorgogliano come la massa di sostanze chimiche che sono diventati. Non c'è più capacità analitica. Non c'è più spirito. Rispondono in modo casuale e letterale agli stimoli (vedi musica, film e videogiochi).


Quindi, nei casi estremi, sferrano colpi alla cieca con violenza ai demoni immaginari e ai nemici che popolano il loro personale mondo irreale. Hanno subito una sorta di corto circuito mentale causato dalle medicine che avrebbero dovuto aiutarli. È il tradimento definitivo.


E quando il loro mondo da incubo bizzarro, indotto chimicamente, si scontra con il mondo della NOSTRA realtà -- che consiste di gente che vive, famiglie che vanno d'accordo, bambini, insegnanti, cultura, realizzazione -- ne deriva un massacro e noi non possiamo fare altro che chiederci "PERCHÉ? COSA E' SUCCESSO?".


La risposta: si è insinuata la psichiatria. E perché qualcuno, fingendo di aiutare, perpetrerebbe un siffatto crimine come drogare bambini e adulti, facendoli impazzire? È tutto terribilmente semplice. È un affare che rende molti miliardi di dollari (per maggiori informazioni sulle dimensioni del business clicca qui).


La buona notizia è che quando la società si renderà conto di questi fatti, smetteremo di permettere che questi mali accadano.


È il momento.


Tom Solari

tom@tomsolari.com

Il mercato di bambini.




















La litania delle trovate di marketing psichiatrico, prosegue.

Siamo ad una nuova puntata. Colti da un'ondata di critiche e rimbrotti, proteste e dissensi, rimediati nel tentativo di diffondere il verbo dell'ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), provano oggi ad aggirare l'ostacolo, verso la meta finale, il mercato di bambini, usando argomenti teoricamente più accettabili al pubblico italiano.
I bambini italiani sono depressi! Almeno il 20 % lo è... forse molti di più... E non se ne rendono conto! Si, perchè alla loro età la depressione si manifesta (e questa è la notizia nella notizia!) con piccole lamentele e piccoli disturbi fisici (guarda caso quelli che comunemente accompagnano la crescita e che gran parte dei bambini hanno e che spariscono da soli col tempo). E il 2 % sono affetti da, anzi il 4 %, no, scusate sono il 12 %, ma no, il 18, forse di più.... La scienza, e si comprende anche la scienza medica, non procede per affermazioni altisonanti o per dichiarazioni di personaggi "illustri".
Chi produce un'affermazione dovrebbe essere in grado di dimostrarla.

Una prima annotazione: vi siete mai chiesti perché ci sia così tanto bisogno di affermare che la depressione è veramente una malattia?
Perché non c'è una campagna di marketing identica sulla varicella o sulla malaria?
Semplice, perché di queste ne abbiamo le prove scientifiche (anatomia patologica ed esami strumentali) e della prima no.
In campo scientifico servono prove inconfutabili, non dichiarazioni autorevoli; o si preferirebbe forse un atteggiamento succube / fideistico?

Mentre Galileo si rivolta nella tomba, i propagatori di alcune verità psichiatriche, proclamate con arroganza pari solo alla inconsistenza di prove scientifiche oggettive, paiono ignorare (volutamente o per mancanza di conoscenza) che le diagnosi in ambito psichiatrico non si fondano su criteri oggettivi (come invece accade in medicina - esami ematochimici, radiologici, anatomia patologica, ecc.), quanto unicamente su criteri soggettivi, sui quali gruppi di psichiatri si sono accordati.

Siamo ormai giunti, di fatto, alla elezione di "nuove" patologia approvate per voto, ed alla creazione di "nuove patologie psichiatriche", per alzata di mano; procedura adottata proprio dai membri della American Psychiatric Association nella formulazione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. E' come se un gruppo di medici o di altri cittadini si riunisse e decidesse a maggioranza se il colera o l'ulcera gastrica siano o meno malattie.

Anche le griglie per i criteri diagnostici vengono stabilite a tavolino. Perciò è sufficiente allargare la griglia e si può giungere a diagnosticare come depressi o schizofrenici percentuali variabili di fasce della popolazione, teoricamente raggiungendo anche il 100%. Quanti vitelli grassi ho nel recinto?
Risposta: tutti quelli che non riescono a passare tra le sbarre. Basta decidere di stringere le sbarre e potremmo avere moltissimi vitelli grassi, pronti al macello. Questi sono principi di una tale ovvietà che risulta veramente difficile metterli in discussione, persino partendo dal presupposto che chi li contesta ignori completamente la notevolissima letteratura in merito, dai testi del Prof. Thomas Szasz in poi.

Nell'esempio precedente ho volutamente utilizzato i vitelli, per giungere al macello. Perché laddove questi criteri e procedure sono stati applicati, ci si confronta oggi con bambini e adolescenti morti. Seguendo infatti questa procedura si possono diagnosticare come depressi o affetti da ADHD o da qualsiasi altra patologia mentale, percentuali enormi di bambini. Ciò è già stato attuato negli USA, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Sono diminuiti i problemi dei bambini e degli adolescenti? Il rendimento scolastico è forse aumentato? La violenza nelle scuole è calata? Si sono ridotti i suicidi?
La risposta è NO, per tutte queste domande; anzi i problemi sono aumentati, il rendimento scolastico è in calo, la violenza è salita vertiginosamente, i suicidi sono aumentati di 3 o 4 volte a seconda del periodo preso in esame (e parliamo di meno di dieci anni).

Continuare a proclamare cifre iperboliche di bambini e adolescenti relativamente a patologie psichiatriche è un esercizio assai pericoloso. Se anche in Italia in futuro vi saranno vittime tra i bambini e gli adolescenti, direttamente causate dall'indiscriminato utilizzo di diagnosi psichiatriche e conseguente prescrizione farmacologica, sapremo a chi chiederne conto, poichè a questa campagna partecipano anche politici (pochi per fortuna) e qualche media.
Ciò vale inoltre anche in sede elettorale, tenuto conto del sistema uninominale. L'associazione che presiedo, è apartitica e potrà forse essere piccola con le sue poche migliaia di associati, ma siamo connessi a molte altre associazioni, per un totale di più di 9 milioni di cittadini italiani. Ci assumiamo l'impegno, sin da ora, di portare alla conoscenza del maggior numero possibile di cittadini italiani le rispettive posizioni.

La psichiatria sta "patologizzando" il comportamento dei bambini.











L'abitudine controversa della psichiatria nello screening e la cura dei bambini per i cosiddetti "problemi mentali", ha recentemente attirato l'attenzione dei media a livello internazionale. L'Associated Press ha riferito giorni fa, che: " In psichiatria c'è un campo in crescita noto come salute mentale dell'infanzia".

Un medico di Londra, il Dott. Michael Fitpatrick, ha commentato: "L'estensione di queste categorie (come l'ADHD) che includono dal 20 al 30% dei bambini, riflette una tendenza sociale a "patologizzare" e medicalizzare la vita dei bambini..."
In Italia la percentuale di minori italiani che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo le associazioni scientifiche di impostazione più organicista, sarebbe dal 4% al 20%.
(fonte: Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb)
Da 30.000 a 50.000, i bambini italiani che ogni giorno assumono psicofarmaci, alcuni dei quali inducono al suicidio secondo i più recenti "warning" dagli USA
(fonte: Istituto Mario Negri di Milano)

Negli Stati Uniti la professione psichiatrica sta spingendo sempre più nella direzione di programmi, come il
" Teen Screen", per diagnosticare dei disturbi psichiatrici a bambini piccoli ed adolescenti, dopo di che vengono spesso prescritti loro dei potenti psicofarmaci, descritti dall'ente americano, la FDA come causa di mania, psicosi, tendenze e comportamenti suicidi, idee omicide, attacco cardiaco, colpo apoplettico e decesso improvviso. Soltanto nello stato della Florida, in un anno, sono stati prescritti antipsicotici a 4500 bambini, sotto l'età di 5 anni, coperti dall'assistenza sanitaria Medicaid. Nonostante i seri pericoli di questi farmaci, sono prescritti sulla base di diagnosi soggettive, le quali non possono essere verificate con esami fisici - tali analisi del sangue, tomografia o radiografia del cervello.

In Italia seguendo l'onda Statunitense, sempre più frequenti programmi di stampo psicologico pervadono le nostre scuole e sempre più bambini vengono direttamente indirizzati ai centri di neuropsichiatria dove invariabilmente vengono etichettati con qualche disturbo mentale.
Ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell'ADHD con psicofarmaci.

Alla gente e persino ai politici, tutto ciò viene spiegato con la necessità di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di individuare precocemente qualsiasi alterazione di comportamento. Dicono: "Da noi tutto è improntato alla prudenza", esattamente ciò che dicevano all'inizio, dove oggi c'è il disastro (negli Stati Uniti, 8 milioni di bambini sotto psicofarmaci e 400 morti).
Usando parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque, alla fine indagando si scopre ciò che vogliono ottenere: screening, diagnosi e terapia!

Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate, che diagnosi affrettate e senza fondamento scientifico, somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i sintomi, impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino, sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.


Tel.: 02 36510685
Email: linea.stampa@ccdu.org siti: www.ccdu.org - www.cchr.org


Psichiatria : Creazione e sviluppo di una "malattia mentale".

La "dipendenza da Internet e dai videogames"

La "dipendenza da Internet e dai videogames" sarà una possibile new entry nella prossima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il che equivale ad una nuova malattia mentale.

L'Associazione Medica Americana (AMA) ne sta discutendo la validità, secondo il rapporto presentato è dipendente chi usa i video giochi per più di due ore al giorno.

Ma anche questa "sindrome" è controversa, come riporta un articolo su "The Observer", o il rapporto stesso nel quale si parla dei potenziali benefici per alcuni aspetti dell'assistenza sanitaria riabilitativa. Ma del resto la maggior parte delle "malattie" coniate dalla psichiatria non ha riscontri oggettivi.

Il Dottor Bruce Levine, autore di Commonsense Rebellion: "Ricordiamo che non è stato trovato nessun marcatore biochimico, neurologico o genetico per il Disturbo da Deficit di Attenzione, il disturbo oppositivo provocatorio, la depressione, la schizofrenia, l'ansia, l'abuso compulsivo di droghe e alcol, l'obesità, il gioco d'azzardo o qualsiasi altra malattia mentale, disagio o disturbo".

Nel rapporto presentato, nella sezione Effetti Psicosociali si legge: "�nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV, il termine dipendenza da Internet è stato usato per descrivere il fenomeno di eccessivo uso di Internet e videogioco, o il tempo eccessivo speso usando questi mezzi di comunicazione. Questo termine sembra essere stato coniato negli anni 90' quando i ricercatori tentavano di descrivere una costellazione di comportamenti osservati nelle persone usando l'Internet."

Jhon Read professore incaricato di psicologia all'università di Aukland, Nuova Zelanda, nel 2004 affermò: "Vengono creati elenchi di comportamenti, successivamente si applicano etichette altisonanti alle persone che hanno tali comportamenti e successivamente si usa la manifestazione di questi comportamenti per provare che essi soffrono della malattia in questione. Questo metodo non dice niente delle cause o delle soluzioni".

"I legislatori e il pubblico in generale non dovrebbero essere ingannati. I comportamenti non possono essere malattie!". Professore aggiunto di psicologia Chestunt Hill College, Philadelphia.

Nel 1995 lo psicologo Jeffrey A. Schaler affermò: "Il concetto di validità scientifica sebbene non rappresenti un'azione, è correlato al concetto di frode. La validità si riferisce alla misura in cui qualcosa rappresenta ciò che dichiara di rappresentare o misurare. Quando i mezzi diagnostici non rappresentano ciò che si prefiggono di rappresentare, possiamo affermare che tali mezzi mancano di validità. Se una transazione o un affare commerciale si basassero su una simile mancanza di validità, diremmo che tale mancanza di validità costituisce una frode. Il Manuale Diagnostico e Statistico (DSMIV) pubblicato dall'American Psychiatric Association� è noto per la sua bassa validità scientifica".

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
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Psichiatria: gli interessi di parte vengono prima della salute del paziente.

I RICHIAMI ALL'ASSOCIAZIONE PSICHIATRICA AMERICANA PER LEGAMI CON L'INDUSTRIA DEL FARMACO CRESCONO DEL 300% IN TRE ANNI.

Aumentano le prove: gli interessi di parte vengono prima della salute del paziente

In soli tre anni il numero di conferenzieri del Congresso dell'Associazione Psichiatrica Americana che sono stati richiamati per avere ricevuto fondi illeciti dall'industria farmaceutica, è aumentato di circa il 300% - da quattro pagine nel programma del congresso APA del 2004 a 16 pagine in quello del 2007.

L'introduzione nel 2004 di nuove normative per l'accreditamento ECM (Educazione Continua in Medicina) dei congressi è all'origine di quest'aumento. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), un gruppo che denuncia gli abusi psichiatrici, sostiene che i conflitti d'interesse dell'APA stanno venendo a galla mentre aumenta la domanda di trasparenza sui pagamenti ed i regali che l'industria farmaceutica fa ai dottori. Il Washington Post scrive che il numero di richiami nel programma del congresso "riflette l'entità dei finanziamenti da parte dell'industria ... alcuni dei conferenzieri erano sponsorizzati da almeno una decina di ditte".

Persino il New York Times il 27 giugno ha scritto: "Da quando le Amministrazioni richiedono che le società farmaceutiche rendano pubblici i loro pagamenti ai dottori in cambio di conferenze ed altri servizi, è emerso il fatto che: gli psichiatri prendono più soldi dall'industria farmaceutica di qualsiasi altro medico specialista. L'influenza che questi soldi possono avere su chi opera nella psichiatria e in altre branche della medicina sta divenendo uno degli aspetti più controversi della sanità. Per esempio: con l'aumentare dei fondi donati agli psichiatri da parte dell'industria farmaceutica, sono aumentate le prescrizioni di una nuova classe di medicine molto forti (note come antipsicotici atipici) ai bambini, per i quali questi farmaci sono particolarmente pericolosi e per la maggior parte non approvati."

Il CCDU riferisce che alcuni psichiatri molto eminenti, come il Dott. Steven Sharfstein, ex presidente dell'APA, hanno denunciato la corruzione della loro professione. Nel 2006 Sharfstein ammise: "Ci siamo lasciati corrompere in questa piazza di mercato dal pagamento di generose consulenze da parte dell'industria, dai gruppi di pressione, dai consigli d'amministrazione e dai regali che ci venivano portati dagli informatori del farmaco".

Nel maggio del 2007 Daniel J. Carlat, professore associato di psichiatria alla Tufts University aggiunse "Il nostro settore è sempre più ostaggio dell'industria farmaceutica: questo include le diagnosi, le linee guida per la cura ed i congressi nazionali."

Il CCDU sostiene che gli interessi economici della psichiatria sono all'origine del vertiginoso aumento di prescrizioni di pericolosi psicofarmaci al pubblico, specialmente ai bambini - un mercato in forte crescita - nonostante gli avvertimenti emanati da numerose autorità del farmaco sui rischi insiti di molti psicofarmaci, come gli antidepressivi e le anfetamine: idee suicide, manie, psicosi, idee omicide, attacco cardiaco, ictus e decesso improvviso.

Gli antipsicotici - tra i farmaci più potenti oggi esistenti - e che, si è scoperto, causano ai pazienti diabete e decesso, vengono sempre più prescritti a bambini, facendo crescere la preoccupazione a livello internazionale. In aggiunta, la natura soggettiva delle diagnosi psichiatriche ne ha fatto una gallina dalle uova d'oro per gli psichiatri, che possono diagnosticare chiunque come malato mentale basandosi solo su opinioni.

Lisa Cosgrove, co-autrice di uno studio pubblicato nel 2006 sui legami tra l'industria farmaceutica e la bibbia del campionario psichiatrico - il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) - conferma la mancanza di scienza obiettiva nella professione psichiatrica: "Non esistono esami del sangue per i disturbi del DSM. Si basa sul giudizio del professionista, il quale si basa sul manuale". Lo studio della Cosgrove, pubblicato sul Journal of Psychotherapy and Psychosomatics, ha rivelato che oltre il 56% dei membri del comitato che pubblica il DSM è legato ad una o più società farmaceutiche.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.

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PSICHIATRIA E LA DROGA LEGALIZZATA.

È una signora di 50 anni l'ennesima vittima dell'intervento psichiatrico. P.M. racconta come la sua esistenza sia stata rovinata dopo aver ricevuto trattamenti psichiatrici e aver speso inutilmente milioni in psicoterapia. A causa di uno stato di ansia si rivolge a uno psichiatra che comincia a prescriverle psicofarmaci, e da sedici anni a questa parte lei è costretta ad assumere differenti psicofarmaci, antidepressivi e neurolettici, variati a seconda del medico che la vedeva o delle reazioni che avvertiva, con pesanti effetti collaterali come: il non sentire più emozioni, pensieri, ingrassata, dermatosi, sensazione di non avere più la testa, perso completamente la vitalità, l'energia, annullamento della personalità. Per non parlare di effetti ben più gravi come discinesia, con irrigidimenti facciali, del corpo, fuoriuscita della lingua, regressione psicologica.

È risaputo, persino dagli stessi consumatori, che la droga sia un fatto negativo. Ma il consumo è in costante aumento e alla luce del sole, pubblicizzato da insospettabili professionisti, un vero e proprio mercato di droga legale, camuffato tramite un uso improprio della terminologia medica, per cui una persona pensa d'essere malata e curata, mentre in realtà sta assumendo sostanze che alterano la mente, che danno gravi effetti collaterali e assuefazione.

Lo psichiatra Joseph Glenmullen di Harvard, afferma che, "Vista l'assenza di malattie verificabili, la psicofarmacologia non ha esitato a costruire modelli di malattia per le diagnosi psichiatriche. Questi modelli sono solo congetture su quella che potrebbe essere la fisiologia corrispondente, per esempio uno squilibrio della serotonina."

Problemi legati al vivere che una volta si risolvevano tramite la religione, la cultura, gli interventi sociali, o il sostegno familiare e di amici, o al peggio tramite l'alcool, sono considerati "malattie" e vengono trattati con sostanze chimiche simili alle droghe.

Non parliamo poi quando sono coinvolti i bambini, con trattamenti così invasivi, visto che sono stati approvati psicofarmaci anche per loro. E' di questi giorni un articolo pubblicato sul giornale 'The Orlando Sentinel' dal titolo : "Nuovo allarme sul Ritalin". Si tratta della revisione che sta venendo fatta dalla FDA sulle etichette degli stimolanti per avvisare che le pillole possono causare sintomi psicotici, persino con un dosaggio normale. Secondo i resoconti gli effetti collaterali compaiono nel 5 percento dei bambini, e molto di loro si lamentano di infestazioni di cimici o vermi. Vedono o addirittura sentono le creature sotto la propria pelle (http://www.orlandosentinel.com/features/health/orl-hairbrief07jul03,0,6018087.story).

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani continuerà ad indagare e denunciare le violazioni dei Diritti Umani da parte della psichiatria, cooperando con altri gruppi e individui che condividono lo stesso fine: portare ordine nel campo della salute mentale, sino a che le pratiche abusive e coercitive della psichiatria non cesseranno e i Diritti Umani e la dignità saranno ripristinati per tutti.

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Tel. 0236510685 Email: linea.stampa@ccdu.org Sito: www.ccdu.org