martedì 4 marzo 2008

Prozac come placebo?

Una ricerca pubblicata su PloS Medicine ritiene clinicamente inesistenti gli effetti della “pillola della felicità”. E in Gran Bretagna scoppia la polemica

Prozac, Seroxat e gli antidepressivi in generale? Non producono benefici clinicamente significativi. Ha avuto l'effetto di un terremoto il rapporto di Irving Kirsch, direttore del dipartimento di psicologia della Hull University, che - pubblicato sulla rivista online PloS Medicine – valuta gli esiti complessivi di 47 studi (sia noti che inediti) di esperti britannici e statunitensi sui reali effetti della “pillola della felicità”.

Rimbalzato immediatamente sulle prime pagine dei principali giornali britannici, dal Guardian al Times all'Independent, e subito attaccato dalle case farmaceutiche interessate, lo studio sostiene che questa tipologia di medicinali – assunti ogni anno da oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo – in realtà riscontra miglioramenti minimi rispetto all'assunzione di semplici placebo, pari a soli due punti sulla scala Hamilton della depressione (composta da 51 punti complessivi). Esiti sufficienti perché fluoxetina (Prozac), venlafaxina (Efexor), paroxetina (Seroxat) e molecole similari siano state messe in commercio, ma che non raggiungono i tre punti necessari perché il britannico National Institute for Clinical Excellence (Nice) riconosca loro differenze cliniche significative.


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