Nonostante le avvertenze del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani il dr. Campolongo e alcuni dirigenti scolastici della Vallagarina si ostinano a proseguire il discusso studio sull'ADHD
Trento, 12 gennaio 2008.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera informare i cittadini sulle effettive conseguenze della campagna “La Testa Altrove”.
Ci troviamo di fronte infatti ad un fenomeno nuovo per la nostra nazione e per la Provincia stessa.
Noi riteniamo, sulla base dei dati qui di seguito illustrati, che senza precise norme, anche qui possa avvenire ciò che, dopo essere dilagato negli USA, sta prendendo piede in tutta Europa.
Ma procediamo con ordine. Di quale fenomeno stiamo parlando?
Ciò che fronteggiamo oggi è il dilagare del consumo di psicofarmaci prescritti a bambini ed adolescenti. I dati, parlano chiaro e citiamo solo alcuni esempi:
- Il metilfenidato, laddove distribuito in modo massiccio, ha condotto persino a fenomeni di spaccio. Non sono rari e vengono anche riportati dai mezzi di stampa, i casi in cui i bambini di famiglie povere, vengono addestrati dai genitori ad essere irrequieti a scuola, al fine di ricevere la diagnosi ed il farmaco. Quest’ultimo viene poi spacciato ad alto prezzo sulle strade e diviene un’interessante forma di guadagno. Mark Townsend, “Scourge of The Ritalin Pushers” The Observer (UK), 4 May, 2003.
- La vendita di metilfenidato in tutto il mondo è aumentata da 2,8 tonnellate nel 1990 a 15,3 tonnellate nel 1997.
- Nel 2002, il Council of Europe Parliamentary Assembly ha affermato che le percentuali più alte di consumo di metilfenidato sono state registrate in Svizzera, Islanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania, Belgio e Lussemburgo. In Gran Bretagna la percentuale delle prescrizioni dello stimolante è aumentata del 9.200% tra il 1992 e il 2000.
Lucy Johnston, “These Youngsters are like guinea pigs in a huge medical experiment...” Sunday Express, 15 June 2003.
- Oggi nelle scuole del Queensland, in Australia, gli scolari non si mettono più in fila per la merenda, ma fanno la fila per il farmaco che mette sotto controllo i “problemi del loro comportamento”. Gli insegnanti passano più tempo a distribuire “medicine” che ad insegnare.
Kara Lawrence, "Drug Shame, Row over virus of the '90s." Sunday Mail, 22 Feb. 1998.
- “Non è un lavoro divertente”, racconta una maestra d’asilo. “Come maestra mi si spezza il cuore a dover somministrare queste droghe a bambini di tre anni, per poi vederli trascorrere la giornata in uno stato di zombie”.
Chris Griffith, "The virus of the '90's, 'Zombie' heartbreak," Gold Coast Sunday Mail, March 1998.
- L’uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre “rischi tremendi” ad un’intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per “controllare il comportamento in breve tempo” e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. -
Intervista a Thomas Moore, autore di Prescriptions for Disaster, 1997
Jeanie Russell, "The Pill That Teachers Push," Good Housekeeping, Dec. 1997.
- 11.000.000, i minori che ogni anno utilizzano psicofarmaci (per tutte le varie patologie psichiatriche) nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times); 17.000.000 il totale nel mondo.
- 10%, la percentuale della popolazione infantile USA che soffrirebbe (secondo chi sostiene questa teoria non scientificamente provata) dell'ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione (fonte: International Narcotics Control Board, OMS)
- 2 miliardi di dollari, il giro d'affari per la vendita di un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)
- 12%, la percentuale di bambini che ricevevano già psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari nella vicina Francia (fonte: Ministere de la Santè, ricerca pubblicata su Canadian Journal of Psichiatric vol. 43)
- 30.000, i bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi, che inducono potenzialmente al suicidio. (fonte: Istituto Mario Negri di Milano)
Potremmo proseguire per molte pagine, ma qui volevamo unicamente ribadire l’esistenza del fenomeno.
I test per l’ADHD, la discalculia o per altre presunte patologie mentali avvengono oggi nelle scuole italiane, compilati da psicologi, insegnanti e a volte dai genitori (ma non sempre – anzi in alcuni casi i genitori non erano nemmeno stati informati) e non sono limitati ai progetti di ricerca nazionali (ufficialmente conclusi): si diffondono a macchia di leopardo e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi sul loro territorio.
L’opera di diffusione certosina, se pur frammentaria, prosegue con alacrità e zelo tali da indurre persino ad ipotizzare un progetto orchestrato.
Apparentemente potrebbe configurarsi come un tema di politica sanitaria.
In realtà è un argomento esclusivamente, profondamente, radicalmente, politico: è in gioco il concetto stesso della democrazia.
Come è possibile che nel giro di poco più di un decennio il numero dei bambini in trattamento con psicofarmaci negli USA sia arrivato a 11.000.000?
Come è possibile che lo stesso indice di incremento avvenga oggi in Inghilterra, Francia e Germania?
Un’analisi dettagliata ci fornisce le risposte. Carro trainante è certamente stata la ADHD (ben 6.000.000 degli 11.000.000 di bambini americani sono in terapia per questa presunta “patologia”).
Inoltre, prima negli USA e poi nelle altre nazioni, possiamo facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto una precisa strategia di marketing.
La strategia di marketing è organizzata come segue:
1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!
2) Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.
3) Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.
4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.
5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.
Il risultato finale: milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti.
Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale.
Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.
I test psicopatologici nelle scuole sono l’invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un grave rischio per la democrazia.
Il test promosso con zelo dal dr. Campolongo e dal Lions Club rientra pienamente nei punti 3 e 4 di questa strategia. Come ho già detto a più riprese noi siamo convinti della buona fede della maggioranza delle persone che portano avanti queste campagne e abbiamo cercato (inutilmente) di incontrare le persone interessate per informarle di questa strategia in atto, almeno per sospendere la sperimentazione in vista di un approfondimento della materia.
Su questa materia si è già espresso anche il Consiglio regionale piemontese che il 30 ottobre 2007 ha approvato all'unanimità la Legge n. 405 "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti". Infatti, punti cardine della legge sono l'art. 4 che vieta la somministrazione di test per l'ADHD e altri testi psicopatologici all'interno delle strutture scolastiche, e l'art. 3 che introduce l'obbligo del consenso informato che deve essere sottoscritto dai genitori del minore per i quali è stato proposta la somministrazione di psicofarmaci.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche. Inoltre ti ricordiamo che puoi sempre ritirare il tuo consenso a questo “sondaggio”. Certo è possibile che questa indagine sia animata da buoni propositi e probabilmente le persone coinvolte sono in buona fede. Ma prima di dare il tuo consenso a qualcosa che potrebbe rovinare il futuro di tuo figlio, ti consigliamo di informarti scrupolosamente.
Se desideri informazioni o ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (www.ccdutrento.org).