lunedì 28 gennaio 2008

Grande affluenza di pubblico Centro Sociale San Lazzaro per la conferenza sull’Iperattività e disturbo da deficit di attenzione su bambini e ragazzi.

COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI O.N.L.U.S.

Viale Monza, 1 – 20125 MILANO – Tel. 02/36510685

C.F. 97378250159

Torino, 28 gennaio 2008



COMUNICATO STAMPA

Grande affluenza di pubblico Centro Sociale San Lazzaro per la conferenza sull’Iperattività e disturbo da deficit di attenzione su bambini e ragazzi

Grande partecipazione del pubblico alla conferenza che si è svolta venerdì 25 gennaio presso il Centro Sociale San Lazzaro sul tema dell’ADHD, un pubblico composto in massima parte da insegnanti e operatori del settore, oltre che da genitori.

I saluti della città sono stati fatti dall’Assessore all’Istruzione la dott.ssa Tiziana Alchera che oltre a ringraziate i qualificati relatori per il loro contributo alla corretta informazione sul problema dell’ADHD e l’indiscriminata somministrazione di psicofarmaci sui bambini, ha anche sottolineato come sul territorio esiste una rete di assistenza funzionale che mette a disposizione delle famiglie molteplici soluzioni per far fronte al disagio dei minori laddove esiste.

Il dott. Roberto Cestari, presidente nazionale del CCDU Onlus, dopo aver illustrato l’inattedibilità scientifica dell’individuazione dell’ADHD quale malattia , ha elencato le seguenti cifre statistiche conseguenti all’attuale trend internazionale volto all’ipermedicalizzazione dei bambini:

- 11.000.000, i minori in terapia con psicofarmaci nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times); 17.000.000 il totale nel mondo.

- 2 miliardi di dollari, il fatturato legato alla vendita di un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)

- 12%, la percentuale di bambini ai quali vengono somministrati psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari in Francia (fonte: Ministere de la Santè, - Canadian Journal of Psichiatric vol. 43)

- 30.000, i bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi SSRI (fonte: Istituto Mario Negri di Milano), che tra gli effetti collaterali possono indurre al suicidio (fonte FDA - USA)

Per ciò che riguarda invece il numero dei bambini che sarebbero affetti dall'ADHD, ha aggiunto: "Su quanti siano i bambini colpiti da questa presunta patologia (ADHD), le cifre si sprecano. La prevalenza (numero di casi nel momento in cui il dato viene rilevato) sarebbe dell’1% (fonte ISS); mentre secondo vai studi internazionali sarebbero tra il 4 e il 12 % (fonte ISS). Secondo lo studio Ritz, in Spagna, la percentuale sale al 14, 5 %.

Secondo il lo studio de Renoche la percentuale varia 2,4 al 24,05 % (in età scolare) .

E conclude: "con cifre variabili dal 1 al 24%, ogni affermazione fatta perde matematicamente significato, cioè ognuno sembra poter dire ciò che vuole”.

Il Consigliere Regionale Gian Piero Clement, nel concludere la serata ha osservato: “il vero pericolo in questa nuova tenedenza a risolvere il disagio giovanile con delle pillole sta nel rischio di creare una generazione incapace di affrontare gli inevitabili problemi della vita senza fare uso di sostanze. Sotto questa ottica, la recente legge regionale che regolamenta la somministrazione di psicofarmaci ai minori e vieta i test psicopatologici nelle scuole ha il grande merito di regolamentare la materia a beneficio dei bambini e delle loro famiglie”.

Ufficio Stampa
Dott.ssa Maria Elena Testa
CCDU Onlus
Coordinamento Regione Piemonte
Tel. : 011 – 245.88.47
Mobile: 333 – 97.66.437 / 380 – 72.80.368

Email: ccdutrn@yahoo.it
Sito internet:
www.ccdu.org - www.perchenonaccada.org - www.cchr.org

domenica 27 gennaio 2008

Video - Psichiatria : Etichetta, droga ed uccide i bambini

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Che cos'è l'ADHD?

*(Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”)

Per coloro che volessero approfondire questo argomento al termine dell’opuscolo, è stata inserita una lista di fonti di informazione (libri, siti web, ecc.). .
ADHD: malattia o artefatto?

Di fronte ad ogni argomento che abbia componenti tecniche, ognuno di noi può fare una scelta: delegare la decisione agli “esperti” – dicendo a se stesso: perché io non ne capisco abbastanza – o acquisire la conoscenza necessaria e decidere con la propria testa.

Se la tua scelta è la seconda e preferisci essere tu a decidere, allora questo opuscolo è scritto proprio per te.
Buona lettura.


Cos’è l'ADHD?

ADHD significa letteralmente Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”. Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale.

Al fine di fare chiarezza e di poter capire se queste affermazioni sono vere o meno, è necessario ed indispensabile comprendere alcuni aspetti fondamentali che ci permettono di acquisire gli strumenti di valutazione essenziali.

Cos’è la scienza?

La scienza è l’insieme delle conoscenze ottenute tramite un principio rigoroso di verifica della loro verità. Il metodo scientifico prevede i seguenti passaggi: osservazione, ipotesi, predizione, sperimentazione, validazione o invalidazione dell’ipotesi, tesi.

Nella scienza sono quindi sempre, perentoriamente, esclusi la soggettività, il giudizio o l’opinione personale.
Nella scienza, l’onere della prova è a carico unicamente di colui o coloro che pongono un nuovo o differente postulato.

I concetti di causa ed effetto nella scienza.
Nella scienza le cause di ogni fenomeno, vengono distinte dagli effetti, cioè da quello che si manifesta all’osservatore o dal risultato finale.

Cos’è la medicina?

La medicina è quella scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione.

Cos’è una malattia?

Il vocabolario della lingua italiana, De Voto Oli, definisce malattia come: “anormale condizione dell’organismo causata da alterazioni organiche o funzionali ad andamento evolutivo verso la morte, la guarigione o una nuova, diversa condizione di vita”.

Ogni e qualunque malattia è chiaramente identificabile attraverso esami specifici in grado di individuare le anomalie nel corpo, organo, tessuto o cellula: non sulla base del parere di qualcuno, né di test che debbano essere “interpretati”.

Cosa sono i sintomi? 1

Il SINTOMO è ciò di cui il paziente si lamenta, dice, afferma o fa di sua volontà. Sono sensazioni soggettive.

Lamentarsi di un dolore, stringersi l’addome, riferire di una sensazione di bruciore allo stomaco, sono tutti sintomi. I sintomi sono importanti: servono ad indirizzare l’indagine clinica, ma come ben sappiamo i sintomi non sono assolutamente mai ritenuti sufficienti per fare diagnosi: possono ingannare.

Come in un’indagine di polizia i sintomi sono semplici indizi, “voci”, non sono prove che ci permettono di individuare il colpevole, tantomeno sono il colpevole (malattia).

Cosa sono i segni? 1

Questi non appartengono alle affermazioni, comportamenti o lamenti del paziente: sono riscontri oggettivi che il medico constata, quali un fegato che è ingrossato, un rumore cardiaco anomalo, le pustole della varicella, una paralisi facciale o un escreato sanguinolento.

I segni, sempre tornando al nostro paragone con l’indagine poliziesca, sono prove (anch’essi non sono la malattia, il colpevole).

I concetti di sensibilità e specificità nella scienza e nella medicina in particolare

In medicina possiamo utilizzare molti strumenti diagnostici. Tuttavia, per essere affidabili, i nostri strumenti di diagnosi medica, devono essere quanto più sensibili e specifici possibile. Si dice che un esame diagnostico è SENSIBILE, tanto quanto riesce a rivelare la presenza della malattia o alterazione.

Più è sensibile, più sarà in grado di rilevare alterazioni anche minime.

Un esame viene detto SPECIFICO se è in grado di rilevare solo ed unicamente una specifica alterazione o malattia e nessun’altra.

Se un esame è sensibile e specifico, lo si può utilizzare per fare diagnosi; se non lo è, non serve a nulla: produce solo numeri o immagini insignificanti.

Il criterio Ab Juvantibus in medicina

Ab juvantibus significa “a giovamento”. Questo criterio viene utilizzato alcune volte in medicina, specie quando noi medici non sappiamo esattamente cosa fare.

Di fronte ad un dubbio irrisolvibile, si può provare a somministrare al paziente un certo rimedio; se questi starà meglio e quindi ne avrà un beneficio, un giovamento (da cui le parole latine “ab juvantibus”), ne possiamo dedurre che – ad esempio - visto che quel farmaco è un antibiotico, il paziente ha un’infezione batterica.

In realtà questo criterio è un criterio estremo, che non rispetta i parametri della scienza, valido solo in situazioni disperate o in rarissime occasioni.

Perché questo criterio non è scientifico?

L’esempio seguente ci aiuta a capire:

Es. Una persona disturba – qualcuno lo fa smettere, dandogli una randellata in testa. Da ciò non deriviamo che la persona che disturbava aveva una “carenza di randellate”.

La medicina e la psichiatria adottano gli stessi criteri diagnostici?

Secondo una teoria ogni alterazione mentale sarebbe fondamentalmente organica: una disfunzione o alterazione del cervello.

È bene ricordare che la psichiatria è tuttavia divisa al suo interno, in varie correnti di pensiero (biologica, psicologica, sociale, bio-psico-sociale o eclettica, ecc.) e che la corrente biologica è solo una tra le molte. I sostenitori della psichiatria biologica cercano di dimostrare che le malattie mentali sono “malattie organiche”, esattamente come tutte le altre.

A tal fine occorrerebbero tuttavia almeno alcune prove scientifiche inequivocabili:

a) l’anatomia patologica;
b) segni patologici (vi sono solo sintomi);
c) esami strumentali con sufficiente specificità e sensibilità;

Dopo aver compreso i termini e la logica della scienza e della medicina, possiamo esaminare meglio il “fenomeno ADHD”.

La scienza e l’ADHD

Chi ha deciso che l’ADHD è una malattia e come? L’ADHD è stata inserita come disturbo mentale, tramite votazione di un gruppo di esperti, nel Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali, in sigla DSM. Come per tutte le altre malattie mentali, l’ADHD è di fatto una diagnosi fondata unicamente sul riscontro di sintomi.

ADHD significa solo un insieme di sintomi, di comportamenti. Gruppi di psichiatri si sono messi d’accordo e hanno votato, decidendo che questa è una malattia. Impongono la loro decisione, affermando di “essere gli esperti in materia”.

Cos’è il DSM, come è nato e cosa fanno ora

La sigla DSM significa Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali (2). Ricordiamo che il catalogare, definire e dare un nome alle cose ed ai fenomeni, non è scienza.

Nel corso degli anni il DSM si è progressivamente accresciuto, con l’aggiunta di nuove “patologie” psichiatriche. Ogni nuova “malattia” elencata nel DSM, viene stabilita attraverso discussione e voto di gruppi di esperti. Questo è un criterio certamente democratico e altrettanto certamente non scientifico.

In medicina non potremmo mai stabilire, per decisione, che il colera non è una malattia e nemmeno che lo è: ciò dipende da prove e fatti incontrovertibili.

Come fanno a fare la diagnosi di ADHD: i test

Gli UNICI strumenti per fare “diagnosi” di ADHD, sono liste di domandine.
Non ne esistono altri.

Osservano il bambino e rispondono alle domande di un questionario, mettendo una crocetta sul SI o sul NO.

Ecco alcune domande dei test (2)
– Per fare “diagnosi” bastano sei risposte affermative su nove:

* “muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?”
* “è distratto facilmente da stimoli esterni?”
* “ha difficoltà a giocare quietamente?”
* “spesso chiacchiera troppo?”
* “spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?”
* “spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?”
* “spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?”.

Esistono prove che l'ADHD sia una vera malattia?

La teoria dello squilibrio biochimico si fonda sul criterio “ab juvantibus”, ed ecco come ci sono arrivati, in base alle loro stesse affermazioni. (3)














Gli studi di neuroimaging

Questi esami, in tema di malattie mentali e di ADHD, non sono né sensibili, né specifici: in altre parole non sono in grado di distinguere tra i sani ed i malati.

La teoria genetica

Alcune correnti psichiatriche affermano che le malattie mentali sarebbero dovute ad alterazioni genetiche. Anche per l’ADHD è stata diffusa questa “verità”. Se ciò fosse vero, potrebbero fare diagnosi usando un test genetico, come facciamo oggi per qualsiasi vera malattia genetica.

Quali prove ci vorrebbero?

Se l’ADHD è una vera malattia biologica, l’onere della prova è carico di chi lo sostiene.

La prova consiste in: alterazioni anatomo patologiche specifiche; esami clinico strumentali (sul sangue, urine, RMN, TAC, PET, genetici, ecc.) che rilevino le alterazioni con sufficiente sensibilità e specificità, cioè che permettano di distinguere i sani dai malati.

Se ciò esistesse, l’ADHD diverrebbe una malattia neurologica (non sarebbe nemmeno più di competenza psichiatrica), vi sarebbero test specifici biologici per confermare la diagnosi e nessuno ricorrerebbe più ai test attuali (domandine) ai fini diagnostici.


La battaglia delle cifre:
esagerazione ed esasperazione delle statistiche

L’ADHD, secondo i suoi sostenitori, colpirebbe almeno il 5% della popolazione, (ma le voci più accreditate parlano di un 12 o 15%),

Certo, ridefinendo i comportamenti umani ed etichettandoli come patologie, ogni cosa può divenire una grave e diffusa malattia, a tre condizioni:

1. che si abbiano i mezzi economici per diffondere sufficientemente tale “verità”.
2. che si possieda un qualche tipo di autorità “scientifica” per imporre il “verbo”.
3. che gli interlocutori siano sufficientemente ignoranti e creduloni.

Sulla base dei dati sinora emersi, il fenomeno ADHD sembra obbedire, più che ad un allarme medico scientifico, ad una precisa strategia di marketing. L’allarme lanciato da molte associazioni ed enti a livello nazionale ed internazionale, scaturisce unicamente dalla constatazione dei seguenti fatti:

* quasi 8 milioni di bambini etichettati e drogati nei soli USA;
* quasi duecento morti correlate al trattamento (4);
* un giro di affari enorme che sostiene questo mercato.

Il principale trattamento dell’ADHD:
il metilfenidato – “Ritalin”

Il trattamento dell’ADHD consiste principalmente nella somministrazione di uno psicofarmaco, il metilfenidato, (un anfetaminico in voga tra alcune comunità di tossicodipendenti negli USA occidentali negli anni 70’), ma vi sono altri farmaci specifici che entreranno presto sul mercato.

Sotto il profilo educativo il bambino viene “addestrato” a risolvere i problemi della sua vita (ove questi esistono…) con una pastiglia.
Questa è solo la prima di una serie di una serie di iniziative su questo tema…


Riferimenti

  1. N. Dioguardi, G.P. Sanna – Moderni aspetti di semeiotica medica – Società editrice Universo.
  2. American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Fourth Edition) 1994.

Vi sono moltissime fonti da cui estrapolare questo dato, tra le decine abbiamo scelto di indicare quella forse più “autorevole”: Ministero della Salute U.S.A. http://www.surgeongeneral.gov/library/mentalhealth/chapter3/sec4.html
The truth behind Ritalin – http://www.ritalindeath.com


Fonte: www.perchènonaccada.org

sabato 26 gennaio 2008

OLOCAUSTO PSICHIATRICO: PIU’ MORTI CHE PER AIDS

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi venticinque anni, le morti per disturbi psichiatrici e farmacodipendenza in Italia sono state più di 75 mila, una cifra vertiginosa che fa subito riflettere; un numero di gran lunga superiore alle morti per AIDS. (www.iss.it/site/mortalita/)
Questo dato diventa persino più drammatico, se si pensa ad alcuni fatti agghiaccianti, l’ultimo dei quali risale proprio a lunedì 14 novembre, nel corso di un blitz nel dipartimento di salute mentale dell’ospedale in viale Duca degli Abruzzi 103 a Brescia, in cui sei persone sono state arrestate con l’accusa di peculato, maltrattamenti e abusi sessuali sui pazienti.
Ma non è certo la prima volta che simili fatti si verificano e non molto diversa era la storia dello psichiatra Giovanni D’ Antonio, in servizio all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore (SA), che nel gennaio del 2001 venne arrestato dai carabinieri con l’accusa di abuso sessuale sui pazienti.
Ai nostri giorni non si capisce come possa ancora essere usata una simile barabarie sull’uomo civilizzato, quando la psichiatria ha favorito la diffusione delle principali droghe nella società, contribuendo a violenza e criminalità. Per non parlare degli psicofarmaci, che sono vere e proprie droghe legalizzate, la cui relazione col suicidio è stata (più volte ripresa dai media) confermata anche dalle agenzie del farmaco americana ed europea.
Una delle droghe più diffuse, la cannabis, la pianta da cui vegono ricavate hashish e marijuana, fu introdotta in Francia da Jean-Jacques Moreau de Tours nel 1840, che la usava sui suoi pazienti in una ricetta chiamata Majoun.
L’LSD cominciò invece ad essere somministrato nel 1953, nel corso di psicoterapie, dallo psichiatra tedesco Walter Frederking, prima che la Sandoz cominciasse a fornirlo gratuitamente a medici e scienziati, fino al 1966. Ma furono sopratutto psichiatri e psicologi a servirsene, per trattare la schizofrenia. Persino Freud raccomandava l’utilizzo di cocaina per casi di malinconia.
La nostra società è stata così influenzata da tutto questo che potremmo prendere in considerazione uno qualunque dei mali sociali e poi farlo risalire in qualche minima parte anche alla psichiatria.
Oggigiorno questa disciplina si sta sempre più inserendo in contesti diversi, come i tribunali o le scuole. In America le vite di moltissimi minorenni sono state distrutte dall’uso immotivato di psicofarmaci. (circa 30 mila bambini in Italia e 8 milioni negli Stati Uniti ne fanno uso).
Ma vediamo da dove ha origine tutto questo.
Nel 1940 lo psichiatra britannico John Rawlings Rees, co-fondatore della Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH), descrisse con queste parole gli obiettivi futuri della psichiatria: “Dobbiamo mirare a farle permeare ogni attività educativa nella nostra società…. vita pubblica, politica e industria dovrebbero tutte essere nella nostra sfera di influenza… Specialmente, dall’ultima guerra mondiale abbiamo fatto molto per infiltrarci nelle varie organizzazioni sociali attraverso il paese… Allo stesso modo abbiamo fatto un efficace attacco su un certo numero di professioni. Le due più facili sono naturalmente l’istruzione e la chiesa; le due più difficili sono la legge e la medicina. Se ci infiltriamo nelle attività professionali e sociali delle altre persone, penso che dovremmo imitare gli stati totalitari e organizzare una sorta di attività di quinta colonna!” (www.notetab.net)
Questo meschino progetto ai nostri giorni è diventato realtà, e in molte scuole vengono consegnati ai bambini test per diagnosticare l’ADHD, che non è altro che una malattia inventata per alzata di mano, senza alcuna base scientifica. Infatti è proprio così che presso l’Associazione Psichiatrica Americana (APA) vengono decise le malattie mentali, che poi vengono pubblicate e smerciate come “verità” sul loro testo fondamentale chiamato DSM IV.
Che poi la psichiatria abbia giocato un ruolo importante in molti conflitti mondiali non è da trascurare. Persino la Seconda Guerra Mondiale affonda le sue radici in questa disciplina. L’eugenetica, come potrete ben immaginare, trae origine proprio da questa pseudo-scienza.
Ma come la storia ci ha spesso insegnato, l’uomo ha compiuto i passi più grandi quando è stato in grado di accettare cose che fino a quel momento parevano incredibili. Questo è avvenuto con Galileo e questo deve avvenire di nuovo ora, comprendendo che la psichiatria di scientifico ha ben poco, se non nulla.

DAVIS FIORE

giovedì 24 gennaio 2008

A Saluzzo si parla delle connivenze della psichiatria con il nazismo

Venerdì 25 gennaio il professor Angelo Lallo presenta il volume «Psichiatria e nazismo»

SALUZZO (22 gennaio) - Venerdì 25 gennaio (ore 21) nell'antico Palazzo Comunale di Saluzzo si ricorderà l'eccidio ebreo con il professor Angelo Lallo, co-autore del volume «Psichiatria e nazismo. La deportazione ebraica dagli ospedali psichiatrici di Venezia nell'ottobre 1944» (Venezia, Ediciclo 2001).

Il nazismo teorizzava un progetto di eugenetica con il proposito di ottenere un miglioramento della razza ariana germanica, favorendo i caratteri ereditari positivi e impedendo lo sviluppo dei caratteri ereditari sfavorevoli. Il progetto di eugenetica, denominato «Aktion T4», prevedeva «l'eliminazione delle vite indegne di essere vissute»: i malati incurabili, i disabili fisici e psichici.

Nel 1939 quasi tutta la psichiatria tedesca si schierò con le teorie htileriane del progetto «Aktion T4», saldando il rapporto tra scienza, ideologia e politica nel quale i paradigmi scientifici di un'intera classe di psichiatri hanno giocato un ruolo di connivenza con il potere nazista, diventando strumenti dello sterminio di circa 200.000 disabili fisici e psichici.

«La riflessione sullo sterminio degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, dei malati incurabili, dei disabili fisici e psichici, fondato sui presupposti della purezza della razza, implica una serie di riflessioni - sostiene il professor Lallo - sui legami intercorsi tra l'ideologia nazista e la psichiatria che ha collaborato con la creazione di teorie razziste (oggi si potrebbe dire socialdarwiniste) o come braccio operativo alla ricerca di una società senza scorie. Per tutto il Novecento la psichiatria è stata lo strumento dei sistemi totalitari: dall'uso dell'internamento manicomiale per i dissidenti politici in Unione Sovietica al Cile di Pinochet, fino all'Argentina dei «desaparecidos».


fonte : cuneonotizie.com

mercoledì 23 gennaio 2008

Iperattività e disturbo da deficit di attenzione su bambini e ragazzi - Conferenza a Pinerolo (TO)

COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI O.N.L.U.S.

Viale Monza, 1 – 20125 MILANO – Tel. 02/36510685

C.F. 97378250159

Torino, 11 gennaio 2008

Redazione Cronaca

COMUNICATO STAMPA

Iperattività e disturbo da deficit di attenzione su bambini e ragazzi,

gli psicofarmaci sono la risposta?

Conferenza a Pinerolo, presso Centro Sociale San Lazzaro

Via dei Rochis 3

Continua il giro di conferenze informative promosso dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ente internazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale. Questa volta sarà a Pinerolo (To) presso Centro Sociale San Lazzaro in Via dei Rochis 3 dove il 25 gennaio alle ore 20,45 si discuterà di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). La conferenza, il cui moderatore sarà Ernesto Bodini, giornalista medico scientifico, avrà come relatori il Consigliere Regionale Gian Piero Clement (RC) firmatario della nota legge regionale recentemente approvata contro l’uso indiscriminato di psicofarmaci sui bambini e la somministrazione di test ADHD nelle scuole, Consigliere Regionale Gianluca Vignale (AN) primo firmatario della legge regionale, il dott. Roberto Cestari, medico e Coordinatore Nazionale della Campagna “Perché non accada” e il Prof. Paolo Portaleone, Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l’Università di Torino.

Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale del Piemonte della Legge Regionale n.21 “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” avvenuta il 30 ottobre 2007 è stato fatto un passo importante nella direzione della tutela dei bambini dagli abusi psichiatrici causati da somministrazione di psicofarmaci: “Questo provvedimento legislativo, senza precedenti in Europa, rappresenta un grande passo avanti per la protezione dell’infanzia e delle famiglie a fronte di una campagna di marketing che cerca di VENDERE nuove malattie senza alcun fondamento scientifico” afferma il dott. Roberto Cestari, medico e Presidente nazionale del CCDU oltre che Coordinatore Nazionale della campagna “Perché non accada”, e aggiunge: “Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate. Qui ci confrontiamo con diagnosi ove si confondono sintomi con malattie. Il tutto in assenza di ogni fondamento scientifico adeguato. Se a questo aggiungiamo la conseguente somministrazione di psicofarmaci, il quadro è persino grottesco. Non dimentichiamo che la diffusione della somministrazione di psicofarmaci ha raggiunto negli USA ben 11 milioni di bambini e adolescenti, alcuni dei quali si sono successivamente resi responsabili delle stragi in diverse scuole americane. Noi NON vogliamo che ciò accada anche in Italia”, e prosegue: “l’unico modo per tutelare i bambini è rappresentato dalla corretta informazione alle famiglie e insegnanti sul problema e ampliando i meccanismi di controllo ai genitori e insegnati attraverso:

1) Un fermo NO all’introduzione e somministrazione nelle scuole italiane di test per effettuare diagnosi sull’ ADHD o altre presunte malattie mentali.

2) Un migliore controllo e maggiori avvisi agli utenti in relazione a farmaci che presentano gravi rischi per la salute di chi li assume, nonché di essere utilizzati come droghe e conseguentemente spacciati.

Ci auguriamo che questo provvedimento venga adottato anche dalle numerose altre Regioni italiane che lo hanno in discussione e dallo stesso Parlamento della Repubblica.”

Seguendo l'onda Statunitense, in Italia ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell' ADHD. “Nei fatti l’ ADHD è solo un sintomo e la sua diagnosi non ha alcuna base scientifica certa, ciò è fin troppo noto nella comunità scientifica internazionale.”dott.ssa Maria Elena Testa. Coordinatrice regionale del CCDU, e aggiunge: “Siamo davvero sicuri che i genitori di un bambino difficile siano disposti a far assumere farmaci che possono produrre seri e imprevedibili effetti collaterali sui propri figli? E soprattutto, ne sono a conoscenza?” commenta la

Ecco allora l’importanza di informare i genitori, gli insegnati e gli operatori del settore sul problema e sulle opportunità di tutela introdotte dalla Legge Regionale n.21 recentemente promulgata.

Ufficio Stampa
Dott.ssa Maria Elena Testa
CCDU Onlus
Coordinamento Regione Piemonte
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lunedì 21 gennaio 2008

Antidepressivi: i dati negativi non vengono pubblicati

Un terzo degli studi clinici di fase due e tre approvati dalla Food and Drug Administration tra il 1987 e il 2004 su molecole antidepressive non sono mai stati conclusi e i dati raccolti nel corso della sperimentazione non sono mai stati condivisi con il resto della comunità scientifica. Lo dimostra un articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine. È impossibile determinare se questi dati non siano stati pubblicati per scelta delle case farmaceutiche o perché sono stati rifiutati dalle riviste mediche, sostengono gli autori dell'articolo, ma un fatto è innegabile: questa mancanza di dati falsa le conoscenza in materia di antidepressivi della comunità scientifica. La denuncia è chiara; il NEJM ha dato spazio, evento non comune, ad un articolo che prende una posizione netta. Un "J'accuse" che non riguarda solo le industrie farmaceutiche ma anche gli organi di controllo e l'editoria medica. Bibliografia. Turner E et al. Selective publication of antidepressant trials and its influence on apparent efficacy. NEJM 2008;358:252-60.


di emanuela grasso - fonte : it.notizie.yahoo.com

Iperattività infantile attribuibile ai coloranti nei cibi.

Uno studio pubblicato su “Lancet” attribuisce la sindrome da iperattività infantile all’uso di coloranti artificiali nei cibi. Ma tra le cause potrebbe esserci anche l’inquinamento

di GIULIANA LOMAZZI

Il problema della sindrome da iperattività infantile, attribuita di volta in volta alle cause più disparate, è di nuovo balzato agli onori della cronaca. Questa volta le accuse ricadono sull’uso eccessivo di coloranti negli alimenti. A puntare il dito contro gli additivi artificiali è una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet. Secondo lo studio, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività infantile (nota con l’acronimo Adhd) sarebbe da imputare proprio ai coloranti. L’esperimento condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Southampton ha rivelato che il loro consumo abituale è associato a un aumento dell’iperattività nei bambini di 3 e 8-9 anni. Ma c’è chi pensa che fermarsi alla correlazione con la presenza di sostanze chimiche nei cibi possa essere riduttivo.

Come Luciano Pecchiai, primario patologo dell’ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” e direttore del centro di Eubiotica umana di Milano. «Non si tratta soltanto di una questione alimentare» spiega il professore, che fra le cause dell’Adhd inserisce anche l’abitudine di guardare per troppe ore al giorno la tv. I bambini si abituano a un linguaggio fatto di immagini e per loro le lezioni diventano difficili perché faticano a prestare attenzione alle parole. Ma non è tutto.

«Indubbiamente tutti i prodotti chimici, dal campo agronomico agli additivi del sistema alimentare – aggiunge Pecchiai – influiscono sulla crisi eccito-motoria e sull’incapacità di saper fissare l’attenzione nell’apprendimento. Ma su queste problematiche influiscono anche l’inquinamento ambientale e soprattutto quello da elettrosmog». Sul banco degli imputati salgono così anche lo smog e le polveri sottili, accompagnati da fili dell’alta tensione, onde dei cellulari, microonde, computer e tutto quanto è in grado di generare campi elettromagnetici. Forme di inquinamento che, secondo il professore, sono anche capaci di abbassare le difese immunitarie.

Che fare dunque per rimediare almeno in parte alle minacce che gravano sui nostri bambini? Pecchiai, antesignano dell’alimentazione e della medicina naturali (già negli anni Sessanta raccomandava l’uso di pane integrale e prodotti biologici), non ha dubbi sul valore da attribuire alla dieta: alimenti freschi, vivi e crudi, prima di tutto. Servirebbe poi un ambiente più sano, cosa non certo facile da ottenere. Il professore consiglia di contrastare i campi elettromagnetici artificiali dotandosi di un anionizzatore.

L’apparecchio, da utilizzare nella zona notte della casa, emette ioni negativi che contrastano l’attività nociva di quelli positivi prodotti dai campi elettromagnetici. Così le difese immunitarie possono risultare rafforzate e l’organismo è in grado di reagire meglio alle minacce dell’ambiente circostante.
Anche se sull’Adhd non è stata detta ancora l’ultima parola, è evidente che non è possibile cercare un unico responsabile. È perciò importante porre attenzione a tutte le potenziali minacce provenienti dall’ambiente esterno e dalla dieta, ma certamente non è auspicabile ricorrere agli psicofarmaci.


fonte : lanuovaecologia.it

domenica 20 gennaio 2008

Dott. Giorgio Antonucci su ADHD e psicofarmaci ai bambini.

martedì 15 gennaio 2008

Il diritto alla tutela della salute dei nostri bambini e delle future generazioni.

INFORMAZIONI DI BASE


Nella nostra cultura tradizionale, di un bambino vivace, si diceva: “Ha l'argento vivo addosso”. Ma la situazione si è modificata e oggi alcuni affermano che questi comportamenti sarebbero di fatto una specifica malattia.

Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale e di conseguenza “trattato” con potenti psicofarmaci che ricadono nella categoria degli stupefacenti, assieme ad oppio, morfina, eroina e cocaina.

Molti bambini, nelle nazioni dove questa pratica è stata seguita, sono deceduti a seguito di tali “cure”.

ADHD significa solo un insieme di sintomi, di comportamenti.
Gli UNICI strumenti per fare “diagnosi” di ADHD, sono liste di domandine. Non ne esistono altri. Il bambino viene osservato e si risponde alle domande di un questionario, mettendo una crocetta sul SI o sul NO.
Cosa ci dicono questi test? Confermano, in modo grossolano e soggettivo, se un bambino è distratto o iperattivo: identificano SINTOMI.

Ecco alcune domande dei test (6) ­ Per fare “diagnosi” bastano sei risposte affermative su nove
- “muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?”
- “è distratto facilmente da stimoli esterni?”
- “ha difficoltà a giocare quietamente?”
- “spesso chiacchiera troppo?”
- “spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?”
- “spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?”
- “spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?”.

Non vi è nessuna prova scientifica che dimostri che l’ADHD sia una specifica malattia. Non esistono prove biologiche, né organiche di alcun tipo.
Se tali prove esistessero, nessuno ricorrerebbe più alle domandine sopraelencate per “fare diagnosi”. Sino a che non esistono prove, siamo nel campo delle ipotesi: anche l’idea che i Titani o il dio Pan, siano la causa dei terremoti è un’ipotesi.
Se si osserva che su questi assunti le statistiche della somministrazione di psicofarmaci ai bambini hanno raggiunto le cifre sotto riportate si può bene comprendere quali e quanti interessi vi siano dietro all’invenzione di queste “malattie”.



LA SITUAZIONE ATTUALE DI PERCENTUALI E STATISTICHE AMERICANE E ITALIANE CHE SI STA VERIFICANDO.
Dati tratti da fonti ufficiali riportate sotto.

- 14.000.000, i minori che ogni anno utilizzano psicofarmaci (per tutte le varie patologie psichiatriche) nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times); 17,000,000 il totale nel mondo.

- 10%, la percentuale della popolazione infantile USA che soffrirebbe (secondo chi sostiene questa teoria non scientificamente provata) dell'ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione (fonte: International Narcotics Control Board, OMS)

- 27% - 6%, la differente incidenza percentuale dei disturbi del comportamento in USA rispettivamente nei minori delle classi sociali a basso reddito e nei minori delle classi sociali agiate (fonte: NIMH, USA)

- 2 miliardi di dollari, il giro d'affari per la vendita di un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)

- 3 il numero di mesi dopo i quali sono state rilevate alterazioni genetiche (triplicate le anormalità cromosomiche) nei bambini sottoposti a terapia a base di farmaci stimolanti per l'ADHD (fonte: Università del Texas)

- 12%, la percentuale di bambini che ricevevano già psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari nella vicina Francia (fonte: Ministere de la Santè , ricerca pubblicata su Canadian Journal of Psichiatric vol. 43)

- 9% (pari a 730.000 unità), la percentuale di minori italiani che soffrirebbero di disagi o turbe mentali secondo i risultati del progetto di screening PRISMA 2004 (fonte: Ministero per la Salute ) (Questi dati sono ottenuti sempre e solo con l’utilizzo di questionari e domandine…)

- 2% (pari a 170.000 unità), la percentuale di minori italiani che soffrirebbero della Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione, secondo i risultati del progetto di screening PRISMA 2004 (fonte: Ministero per la Salute ) (Questi dati sono ottenuti sempre e solo con l’utilizzo di questionari e domandine…)

- 4% (pari a 340.000 unità), la percentuale di minori italiani che soffrirebbero della Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione, secondo le associazioni scientifiche di impostazione organicista (fonte: Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb) (Questi dati sono ottenuti sempre e solo con l’utilizzo di questionari e domandine…)

- 11, le molecole antidepressive in uso in età pediatrica la cui somministrazione è stata recentemente interdetta in quanto ispiravano idee suicidarie (induzione al suicidio) nei bambini (fonte: EMEA, Agenzia Europea per il Farmaco)

- 34.000, i bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi che inducono potenzialmente al suicidio, la cui somministrazione è stata interdetta dall'Agenzia Europea del Farmaco (fonte: Istituto Mario Negri di Milano)

- 25%, il numero di giovani pazienti che hanno dimostrato dipendenza (difficoltà ad interrompere l'assunzione) di molecole antidepressive (fonte: Ufficio studi Glaxo)

- 20, uno per ogni regione, il numero dei Centri regionali per la somministrazione di psicofarmaci ai minori che dovevano essere attivati sul territorio italiano: 83 quelli già attivati. (fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero per la Salute )

- 12 il numero di Centri Regionali per la somministrazione di psicofarmaci ai minori attivati nella sola Regione Veneto (fonte: delibera di Giunta Regione Veneto, pubblicata su questo nostro portale, sezione Ricerca Scientifica, area Centri ADHD)

- 112 il numero di centri che al gennaio 2007 risultano essersi accreditati per fare diagnosi e terapia

- 1, il registro nazionale dove verranno "schedati" i bimbi in terapia a base di psicofarmaci (fonte: Istituto Superiore di sanità, Ministero per la Salute ) aperto da Sirchia.

- Ci sono state già proposte di legge in Italia per sottoporre a screening psichiatrico di massa tutti i bambini italiani (testo unico Burani Procaccini Camera dei Deputati, Marzo, 2003; art. 14 comma 1)

- Nel 2007 l’agenzia del farmaco Italiana ha approvato l’introduzione degli psicofarmaci Ritalin e Stattela (anfetamine) per la somministrazione ai bambini diagnosticati affetti da ADHD. Sono in attuazione i protocolli di rimborsabilità di tali sostanze.

- In otto regioni, al Senato italiano e alla Camera dei deputati, sono state presentate proposte di legge per evitare gli screening psico – patologici nelle scuole.

domenica 13 gennaio 2008

Perché lo Stato finanzia la Psichiatria e la Psicologia? L’ultima frontiera della strategia psichiatrica in Italia.

Durante un convegno a Roma il 17 Novembre scorso, le maggiori istituzioni dell'Istituto Superiore di Sanità, tra cui Il Dott. Pietro Panei e il Dott. Marco D’Alema, consulente per la Salute Mentale, hanno affermato che per evitare di trovarci con personalità antisociali bisogna fare diagnosi precoci in tutti i bambini, anche da zero a due anni, così da individuare i loro problemi genetici e “curarli” prontamente . Dopo le bastonate che hanno ricevuto dall’opinione pubblica e dai politici a causa del progetto ADHD e test psicologici nelle scuole, presi dalla disperazione e per mantenere il loro status quo, non possono fare altro che chiedere ora a gran voce di diagnosticare psichiatricamente tutti i bambini appena nati. Così saremo a breve testimoni di diagnosi di massa con “criteri altamente scientifici” che determineranno che il 10% (lo hanno già stabilito) dei bambini sono malati mentali. Ecco l’ultima frontiera. Nonostante la mancanza di prove la strategia va avanti. Perché lo Stato li finanzia? Forse mancano le informazioni? Forse non ci sono statistiche? In America dal 1960 al 2000 sono morte negli ospedali psichiatrici circa 1.100.000 persone che corrisponde a circa il doppio di tutti i caduti americani dalla guerra civile alla guerra del Golfo. E le statistiche del costante aumento del numero di malattie e malati mentali? Forse che l’esperienza di altre nazioni, America, Svizzera, Francia, Inghilterra, Germania etc con più di 20 milioni di bambini etichettati come malati mentali che assumono psicofarmaci sia di qualche utilizzo? Forse che le stragi compiute da ragazzi sotto l’effetto di psicofarmaci nelle scuole siano d’esempio? Forse la risposta, dopo anni di false promesse e frasi di circostanza sta nei risultati dei primi tre mesi del Registro italiano ADHD? Si è sempre detto che lo psicofarmaco era l’ultima soluzione nel trattamento della “ADHD”. Affermazione falsa. Il Dott. Pietro Panei dell’Istituto Superiore di Sanità, al quarto congresso AIFA (associazione italiana famiglie ADHD, guarda caso uguale alla sigla AIFA (agenzia italiana del farmaco), ha annunciato che su 204 bambini etichettati iperattivi e inviati ai centri specializzati l’84% di loro sono finiti su psicofarmaci. Un bambino ha completato “felicemente” la cura dopo tre mesi, e due settimane dopo i genitori disperati, hanno chiesto che fosse rimesso sotto anfetamina perché i sintomi erano tornati!! Per completare l’opera registriamo l’affermazione di Panei per cui un bambino assume l’anfetamina nel periodo dell’anno scolastico, la sospende nelle vacanze per riprenderla, “dopo un’attenta diagnosi”, all’inizio del nuovo anno. Noi la definiamo tossicodipendenza e i primi risultati confermano non le nostre affermazioni ma la triste esperienza di altre nazioni. Perché il politico non chiede spiegazioni al Dott. Panei quando afferma durante una trasmissione di Rete 4 di Aprile, che “non conosciamo l’effetto di questi farmaci sui bambini a lungo andare”? E’ sperimentazione allora? Ogni singolo politico, eletto per tutelare il benessere del cittadino, che permette facili sequestri (trattamenti sanitari obbligatori) con la giustificazione della pericolosità e che permette ai nostri bambini di essere sottoposti a cure che possono portare alla tossicodipendenza, sta tradendo il mandato e la fiducia dei suoi elettori.

Purtroppo chiunque utilizzi metodi coercitivi, psicofarmaci dannosi, etichette psichiatriche e l’intera serie di “trattamenti” psichiatrici, viene ostacolato e spesso direttamente attaccato, impedendo di fatto che metodi alternativi possano dare il loro contributo ed aiutare davvero le persone in difficoltà. La montagna di soldi che la psichiatria guadagna è una motivazione più che legittima per attaccare chiunque si discosti: il “metodo della salute” è uno di questi.

Non cesseremo mai d’informare il pubblico denunciando chi sostiene e chi invece lotta contro questo crimine. Perché quindi lo Stato Italiano continua a finanziare i programmi della psichiatria e psicologia nonostante le prove non solo della loro inefficacia ma del loro potere distruttivo e dannoso? Rendiamoci conto di una cosa: il potere che abbiamo messo nelle mani degli psichiatri, rende ognuno di noi un possibile bersaglio, nessuno escluso. Sarai tu il prossimo?

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel.: 02 36510685

Email: linea.stampa@ccdu.org

Sito: www.ccdu.org

sabato 12 gennaio 2008

Trento - Continua la campagna per far accettare la somministrazione di psicofarmaci ai bambini

Nonostante le avvertenze del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani il dr. Campolongo e alcuni dirigenti scolastici della Vallagarina si ostinano a proseguire il discusso studio sull'ADHD



Trento, 12 gennaio 2008.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera informare i cittadini sulle effettive conseguenze della campagna “La Testa Altrove”.

Ci troviamo di fronte infatti ad un fenomeno nuovo per la nostra nazione e per la Provincia stessa.

Noi riteniamo, sulla base dei dati qui di seguito illustrati, che senza precise norme, anche qui possa avvenire ciò che, dopo essere dilagato negli USA, sta prendendo piede in tutta Europa.

Ma procediamo con ordine. Di quale fenomeno stiamo parlando?

Ciò che fronteggiamo oggi è il dilagare del consumo di psicofarmaci prescritti a bambini ed adolescenti. I dati, parlano chiaro e citiamo solo alcuni esempi:

- Il metilfenidato, laddove distribuito in modo massiccio, ha condotto persino a fenomeni di spaccio. Non sono rari e vengono anche riportati dai mezzi di stampa, i casi in cui i bambini di famiglie povere, vengono addestrati dai genitori ad essere irrequieti a scuola, al fine di ricevere la diagnosi ed il farmaco. Quest’ultimo viene poi spacciato ad alto prezzo sulle strade e diviene un’interessante forma di guadagno. Mark Townsend, “Scourge of The Ritalin Pushers” The Observer (UK), 4 May, 2003.

- La vendita di metilfenidato in tutto il mondo è aumentata da 2,8 tonnellate nel 1990 a 15,3 tonnellate nel 1997.

- Nel 2002, il Council of Europe Parliamentary Assembly ha affermato che le percentuali più alte di consumo di metilfenidato sono state registrate in Svizzera, Islanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania, Belgio e Lussemburgo. In Gran Bretagna la percentuale delle prescrizioni dello stimolante è aumentata del 9.200% tra il 1992 e il 2000.

Lucy Johnston, “These Youngsters are like guinea pigs in a huge medical experiment...” Sunday Express, 15 June 2003.

- Oggi nelle scuole del Queensland, in Australia, gli scolari non si mettono più in fila per la merenda, ma fanno la fila per il farmaco che mette sotto controllo i “problemi del loro comportamento”. Gli insegnanti passano più tempo a distribuire “medicine” che ad insegnare.

Kara Lawrence, "Drug Shame, Row over virus of the '90s." Sunday Mail, 22 Feb. 1998.

- “Non è un lavoro divertente”, racconta una maestra d’asilo. “Come maestra mi si spezza il cuore a dover somministrare queste droghe a bambini di tre anni, per poi vederli trascorrere la giornata in uno stato di zombie”.

Chris Griffith, "The virus of the '90's, 'Zombie' heartbreak," Gold Coast Sunday Mail, March 1998.

- L’uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre “rischi tremendi” ad un’intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per “controllare il comportamento in breve tempo” e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. -

Intervista a Thomas Moore, autore di Prescriptions for Disaster, 1997

Jeanie Russell, "The Pill That Teachers Push," Good Housekeeping, Dec. 1997.

- 11.000.000, i minori che ogni anno utilizzano psicofarmaci (per tutte le varie patologie psichiatriche) nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times); 17.000.000 il totale nel mondo.

- 10%, la percentuale della popolazione infantile USA che soffrirebbe (secondo chi sostiene questa teoria non scientificamente provata) dell'ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione (fonte: International Narcotics Control Board, OMS)

- 2 miliardi di dollari, il giro d'affari per la vendita di un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)

- 12%, la percentuale di bambini che ricevevano già psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari nella vicina Francia (fonte: Ministere de la Santè, ricerca pubblicata su Canadian Journal of Psichiatric vol. 43)

- 30.000, i bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi, che inducono potenzialmente al suicidio. (fonte: Istituto Mario Negri di Milano)

Potremmo proseguire per molte pagine, ma qui volevamo unicamente ribadire l’esistenza del fenomeno.

I test per l’ADHD, la discalculia o per altre presunte patologie mentali avvengono oggi nelle scuole italiane, compilati da psicologi, insegnanti e a volte dai genitori (ma non sempre – anzi in alcuni casi i genitori non erano nemmeno stati informati) e non sono limitati ai progetti di ricerca nazionali (ufficialmente conclusi): si diffondono a macchia di leopardo e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi sul loro territorio.

L’opera di diffusione certosina, se pur frammentaria, prosegue con alacrità e zelo tali da indurre persino ad ipotizzare un progetto orchestrato.

Apparentemente potrebbe configurarsi come un tema di politica sanitaria.

In realtà è un argomento esclusivamente, profondamente, radicalmente, politico: è in gioco il concetto stesso della democrazia.

Come è possibile che nel giro di poco più di un decennio il numero dei bambini in trattamento con psicofarmaci negli USA sia arrivato a 11.000.000?

Come è possibile che lo stesso indice di incremento avvenga oggi in Inghilterra, Francia e Germania?

Un’analisi dettagliata ci fornisce le risposte. Carro trainante è certamente stata la ADHD (ben 6.000.000 degli 11.000.000 di bambini americani sono in terapia per questa presunta “patologia”).

Inoltre, prima negli USA e poi nelle altre nazioni, possiamo facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto una precisa strategia di marketing.

La strategia di marketing è organizzata come segue:

1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!

2) Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.

3) Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.

4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.

5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.

Il risultato finale: milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti.

Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale.

Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.

I test psicopatologici nelle scuole sono l’invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un grave rischio per la democrazia.

Il test promosso con zelo dal dr. Campolongo e dal Lions Club rientra pienamente nei punti 3 e 4 di questa strategia. Come ho già detto a più riprese noi siamo convinti della buona fede della maggioranza delle persone che portano avanti queste campagne e abbiamo cercato (inutilmente) di incontrare le persone interessate per informarle di questa strategia in atto, almeno per sospendere la sperimentazione in vista di un approfondimento della materia.

Su questa materia si è già espresso anche il Consiglio regionale piemontese che il 30 ottobre 2007 ha approvato all'unanimità la Legge n. 405 "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti". Infatti, punti cardine della legge sono l'art. 4 che vieta la somministrazione di test per l'ADHD e altri testi psicopatologici all'interno delle strutture scolastiche, e l'art. 3 che introduce l'obbligo del consenso informato che deve essere sottoscritto dai genitori del minore per i quali è stato proposta la somministrazione di psicofarmaci.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche. Inoltre ti ricordiamo che puoi sempre ritirare il tuo consenso a questo “sondaggio”. Certo è possibile che questa indagine sia animata da buoni propositi e probabilmente le persone coinvolte sono in buona fede. Ma prima di dare il tuo consenso a qualcosa che potrebbe rovinare il futuro di tuo figlio, ti consigliamo di informarti scrupolosamente.

Se desideri informazioni o ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (www.ccdutrento.org).

giovedì 10 gennaio 2008

Conferenza su psicofarmaci ai bambini e ADHD a Pinerolo (TO) - 25/01/2008






















Clicca sull'immagine per ingrandire

Trento: Consultazioni progetto di legge test e psicofarmaci sui bambini

Del 04 Gennaio 2008

La Quarta Commissione permanente si riunirà mercoledì 9 gennaio 2008 presso Palazzo Trentini

Trento, 4 gennaio 2008. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani è stato invitato alla consultazione della Quarta Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" (proponente consigliere de Eccher) che si terrà il giorno mercoledì 9 gennaio 2008 ad ore 14.30, presso Palazzo Trentini, accesso via Torre Verde 16, Trento, Sala emiciclo.

Alla consultazione sono stati invitati anche l'Associazione famiglie numerose, l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, l'Ordine dei farmacisti, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Le consultazioni in merito al disegno di legge inizieranno alle 14:30 e si protrarranno fino alle 16:00.

Il testo di legge ribadisce fermamente l'assoluta necessità del consenso informato, scritto ed inequivocabile per quanto attiene all'eventuale trattamento di minori con psicofarmaci e sostiene il divieto di somministrazione di test psicopatologici nelle scuole.
In particolare, il tema risulta assolutamente scottante proprio in Trentino, in quanto in Vallagarina è in programma con il nuovo anno scolastico uno screening generalizzato all'interno di tutte le scuole elementari. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ha organizzato vari tavoli informativi a Pergine, Rovereto e Trento per raccogliere firme per una petizione in appoggio a questa proposta di legge che è stata firmata da più di 3400 cittadini.

Su questa materia si è già espresso anche il Consiglio regionale piemontese che il 30 ottobre 2007 ha approvato all'unanimità la Legge n. 405 "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti". Questa legge è simile a quella presentata in Trentino. Infatti, punti cardine della legge sono l'art. 4 che vieta la somministrazione di test psicopatologici all'interno delle strutture scolastiche, e l'art. 3 che introduce l'obbligo del consenso informato che deve essere sottoscritto dai genitori del minore per i quali è stato proposta la somministrazione di psicofarmaci.

fonte : www.ccdu.org

mercoledì 9 gennaio 2008

VIDEO "Psichiatria : un industria di morte"



martedì 1 gennaio 2008

Kurt Cobain - l'"iperattivo" più celebre dei nostri tempi.

Sapevate queste informazioni su Kurt Cobain?

fonte : Comitato dei cittadini per i diritti dell'uomo.

"KURT COBAIN: 1967-1994

Cobain fu un bambino molto creativo. In seguito ad una diagnosi di "iperattività" gli fu prescritto il Ritalin. Tra gli effetti collaterali di questo psicofarmaco vi sono i dolori allo stomaco. Kurt ne soffrì per tutta la sua breve vita. Una volta disse: "Ripiegai sull'eroina per calmare il dolore allo stomaco". Per calmare questo dolore Kurt abusò di droghe e psicofarmaci fino ad essere ricoverato in un centro di riabilitazione dove, dopo trentasei ore, scappò e si tolse la vita con un colpo di pistola alla testa. Nel sangue furono trovate tracce di eroina e di Valium."


Questo è uno dei tantissimi prodotti delle "cure" psichiatriche. Non molti sono a conoscenza di questa faccenda riguardo la celebre star del grunge.
Era uno dei miei artisti preferiti che ha accompagnato la mia adolescenza.

Per una lettura più approfondita sull'argomento:

[Come la psichiatria può distruggere gli artisti]

Teen-ager tedesca sottratta con la forza dai propri genitori e imprigionata in un reparto psichiatrico.

DI PAUL BELIEN
The Washington Post

All'inizio di questo mese [02.2007, ndt], una teen-ager tedesca è stata sottratta con la forza dai propri genitori e imprigionata in un reparto psichiatrico. Il suo crimine? Era stata educata a casa (home-schooled).

Il primo di febbraio, quindici agenti della polizia si sono introdotti nella casa della famiglia Busekros, presso la città bavarese di Erlangen. Hanno trascinato Melissa (16 anni), la più grande tra i sei figli dei Buserkros, in un'unità psichiatrica presso la vicina Norimberga. Durante la scorsa settimana, una corte ha sostenuto che Melissa debba rimanere nell'Unità di Psichiatria Infantile in quanto soffre di "scuola-fobia".

L'home-schooling è illegale in Germania da quando Adolf Hitler lo mise fuori legge nel 1938 e ordinò che tutti i bambini venissero inviati alle scuole di stato. La comunità di home-schooler in Germania è infima. Come ben sapeva Adolf Hitler, i Tedeschi tendono ad obbedire agli ordini senza discutere. Solo circa 500 bambini sono stati educati a casa in un paese di 80 milioni di persone. Le famiglie che educano a casa sono perseguite pe