mercoledì 27 febbraio 2008

PSICHIATRIA: oltre al danno anche la beffa. Quali verità nascoste sull’elettroshock e sugli psicofarmaci

Sul sito di Adnkronos, Athanasios Koukopoulos, Presidente uscente dell'Associazione italiana per la terapia elettroconvulsivante (Aitec), afferma che gli psicofarmaci sono più costosi e letali dell’elettroshock. Oggi il Corriere riporta uno studio inglese che rivela che gli antidepressivi sono inutili e paragonabili al placebo.

Come la mettiamo ora con i milioni di persone che stanno assumendo da anni psicofarmaci decantati come assolutamente sicuri ed unica soluzione alle “malattie mentali”? Chi glielo va a dire che sono a rischio di morte? O mentono coloro che promuovono gli psicofarmaci o mentono Cassano e Koukopoulos. Sottolineiamo che Cassano promuove sia l’una sia l’altra soluzione. Come la mettiamo con i miliardi, di nostre tasse sudate, che attraverso il fondo sanitario vengono elargiti generosamente alle case farmaceutiche? Intervistato dal sottoscritto, lo Psichiatra dr. Mariano Loiacono, che da 32 anni opera con estremo successo nell’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia afferma: «Ricevo molte persone che, disperate, cercano di uscire dalle cure psichiatriche tradizionali, anche del dr. Cassano, provate nel fisico e nell’animo ben più di prima che finissero sotto trattamento. Mi piacerebbe che qualcuno organizzasse un confronto pubblico, magari televisivo, tra il dr. Cassano con le sue cure e i suoi collaboratori e i miei metodi e i miei collaboratori. In 32 anni di attività sono centinaia le persone che posso dimostrare sono usciti dal tunnel del disagio psichico affrontandolo col “metodo alla salute” che esclude l’uso di psicofarmaci, a conferma di quello che dice anche il dr. Antonucci sul Giorno di qualche giorno fa. Io e due “casalinghe”, usando il mio metodo, siamo in grado di aiutare un cosiddetto “schizofrenico” senza l’uso di psicofarmaci e trattamenti molto meglio del dr. Cassano e suoi collaboratori; e lo possiamo dimostrare. Inoltre questo con costi decisamente inferiori sia in termini economici ma soprattutto umani». Cassano gioca colpevolmente con le parole quando dice che oggi l’elettroshock è diverso e non provoca più danni poiché effettuato sotto anestesia e iniezione di mielorilassanti. Facciamo un esempio: se ti danno una martellata in testa mentre sei sveglio, è probabile che sentirai molto dolore oltre agli ovvi danni fisici. Se ti danno la stessa martellata mentre sei sotto anestesia, non sentirai il dolore, ma il danno resta. Inoltre nel documento, in nostro possesso, del consenso informato della Clinica Psichiatrica all’Università di Pisa, praticamente non vengono citati danni collaterali fisici che qualsiasi medico potrebbe confermare. Non solo nello stesso documento si fa del terrorismo psicologico dicendo al paziente che se non si sottopone…avrà un più lungo e grave periodo di malattia e debilitazione. Il documento afferma che eventuali ricadute dopo l’elettroshock vengono “evitate” con l’assunzione di psicofarmaci. Mamma mia è un circolo dannatamente vizioso!

La vera differenza, che Cassano e Koukopoulos non dicono tra il passato e il presente dell’elettroshock, è solo da un punto di vista estetico: non si vedono più gli aspetti drammatici delle convulsioni (mielorilassanti) quindi è accettabile per la gente, ma non per colui che lo riceve.

Una società civile non dovrebbe permettere trattamenti brutali ma proibirli, oltre ad effettuare una completa indagine per scoprire i danni causati fino a questo momento. Alla luce delle dichiarazioni di Koukopoulos bisognerebbe anche indagare a questo punto su cosa intende con “psicofarmaci costosi e letali” soprattutto sull’affermazione “letali”. Siamo d’accordo su entrambi i punti. Un appunto sul costoso: la psichiatria in America con 12 dollari di corrente incassa 5 miliardi. Sembra proprio un buon affare.

Massimo Parrino

Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Tel.: 02/36510685

E-mail: direttore@ccdu.org

Sito: ww.ccdu.org

martedì 26 febbraio 2008

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali: Una Bufala




Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) dell'Associazione Psichiatria Americana (APA) è la "bibbia della fatturazione" dei cosiddetti disturbi mentali. Con il DSM, la psichiatria ha raccolto innumerevoli aspetti del comportamento umano e li ha riclassificati come "malattie mentali" semplicemente aggiungendo il termine "disturbo" a tali comportamenti. Anche se alcuni autori chiave del DSM ammettono che l'esistenza di tali "disturbi" non sia suffragata da nessuna prova scientifica/medica, il DSM viene usato come strumento diagnostico non soltanto per i trattamenti individuali, ma anche per le dispute di custodia, i casi di discriminazione, le testimonianze, l'educazione e molti altri settori. Dato che le diagnosi sono completamente prive di criterio scientifico e sono basate su opinioni, chiunque può essere etichettato come malato mentale ed essere soggetto a "trattamenti" pericolosi e potenzialmente letali.

  • Il Dott. Thomas Dorman, un internista membro dell'Università Reale di Medicina del Regno Unito e Socio dell'Università Reale di Medicina del Canada, scrisse: "In poche parole, l'intera faccenda del creare categorie di "malattie" psichiatriche, formalizzandole per consenso e in seguito attribuendo loro codici di diagnosi, con il loro conseguente uso per il rimborso da parte degli enti assicurativi, non è altro che un'estorsione diffusa che fornisce un'aura pseudoscientifica alla psichiatria. I responsabili stanno, ovviamente, mungendo quattrini pubblici".
  • I Professori Herb Kutchins e Stuart A. Kirk, autori di Making Us Crazy, concludono: "Il pubblico in generale può trarre un falso conforto da un manuale diagnostico psichiatrico che incoraggia a credere nell'illusione che la durezza, la brutalità e il dolore delle loro vite possono essere spiegati da un etichetta psichiatrica ed eliminati da una pillola. Ci sono sicuramente moltissimi problemi con cui dobbiamo confrontarci, e una miriade di modi peculiari con i quali lottiamo… per poterli superare. Ma potrebbe la vita essere diversa? Troppo spesso, la bibbia psichiatrica ci ha resi pazzi - quando siamo semplicemente umani".

Mentre gli psichiatri sono riusciti per anni a fare in modo che le loro diagnosi sembrassero convincenti e scientifiche, esse sono ora viste per quello che sono: una pericolosa frode. Molto più che semplici "strumenti di marketing" o innocui "codici di fatturazione" per i trattamenti, questi manuali, in mano agli psichiatri, possono letteralmente essere usati per decidere della sorte di qualsiasi individuo.

domenica 24 febbraio 2008

Trento : test e psicofarmaci ai bambini, passa all'unanimità il testo in difesa dei minori.

La quarta commissione permanente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, il 21 febbrario 2008 ha approvato all'unanimità il disegno di legge 259 proposto dal Consigliere di AN Cristano de Eccher (Foto a sinistra), ispirato alla legge già approvata in Piemonte (che prevede, tra l'altro il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole e l’obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima della somministrazione di tali sostanze).

Petizione per l'abolizione dell'elettroshock in Italia.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus


COMUNICATO STAMPA

Cari Cittadini,
la democrazia ci permette di esprimere il nostro libero pensiero su
qualsiasi soggetto.

Il 21 febbraio, all'Hilton di Roma, un gruppo di psichiatri della Società
Italiana di Psicopatologia, hanno ufficializzato una petizione indirizzata
al Ministro della Salute, che chiede chiaramente più centri per la pratica
dell'elettroshock.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, propone invece una
contropetizione per abolire l'elettroshock in Italia, che ogni singolo
cittadino può firmare e inviarla al Ministro Livia Turco.

Chi fosse d'accordo con la petizione può:

1) compilare il documento, scaricabile sul sito www.ccdu.org, e
inviarlo via fax al Ministero 06 - 59945226 (metodo più diretto)
2) Stessa azione di cui sopra ma inviarlo via posta ordinaria a:
Dott.sa Livia Turco Ministro della Salute, Lungotevere Ripa, 1 - 00153 Roma
3) far girare questa petizione segnalandola su tutti i blog, forum e siti
possibili
Qui non c'entrano le ideologie, i partiti o le religioni. E' un problema di
Diritti Umani e d'impedire la promozione di pratiche "terapeutiche" barbariche.

Massimo Parrino
Direttore
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Tel 02 36510685
Email info@ccdu.org
Sito www.ccdu.org
Petizione scaricabile qui : www.ccdu.org/files/u1/file/petizione-elettroshock.pdf

venerdì 22 febbraio 2008

Primario e medico a giudizio per il caso Giuseppe Casu, morto durante un TSO.

«Siamo un passo più vicini alla giustizia per mio padre, e adesso si va avanti». Queste le parole di Natascia Casu alla fine dell'udienza preliminare in Tribunale a Cagliari che ha stabilito il rinvio a giudizio per Giampaolo Turri e Maria Rosaria Cantone: il primario del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell'ospedale Santissima Trinità di Cagliari e la dottoressa che aveva in cura Giuseppe Casu, il padre di Natascia. Il giudice per l'udienza preliminare ha accolto la richiesta del pubblico ministero Gian Giacomo Pilia - che aveva chiesto il rinvio a giudizio per i medici con l'imputazione di omicidio colposo - e fissato il processo per il 17 aprile.

I medici ieri mattina erano rappresentati dai loro avvocati - Gian Franco Macciotta e Guido Manca Bitti per il primario e Massimo Ledda per la dottoressa - e hanno preferito non commentare la decisione del giudice. Ma fra due mesi Turri e Cantone, ormai ufficialmente imputati, dovranno spiegare cosa sia realmente accaduto all'interno dell'ospedale Santissima Trinità tra il 15 giugno 2006 - giorno in cui Giuseppe Casu fu ricoverato a seguito di un “trattamento sanitario obbligatorio” - e il 22 giugno, giorno in cui il paziente morì. A chiedere l'intervento della magistratura era stata - pochi giorni dopo il decesso - la famiglia, tramite l'Asarp, l'Associazione sarda per la riforma psichiatrica. Troppe erano infatti le ombre su quella morte inattesa.

Giuseppe Casu era un venditore ambulante sprovvisto di licenza, che lavorava a Quartu Sant'Elena, e negli ultimi mesi era stato la vittima più colpita da parte del Comune, che aveva deciso di intraprendere una vera e propria guerra all'abusivismo. Le multe si erano accumulate rapidamente. Il 15 giugno era arrivata l'ultima della serie, mentre il signor Giuseppe - ricordano alcuni testimoni - si trovava nella piazza IV Novembre.

Una giornata come tante altre, con la sua motocarrozzella carica di frutta e verdura parcheggiata nella piazza e lui a chiacchierare e a giocare a carte con altre persone. Questa ricostruzione dei fatti lascia molti interrogativi sull'opportunità di intervenire con la forza pubblica per un “trattamento sanitario obbligatorio”. Provvedimento estremo, che deve avvenire solo in situazioni particolarmente gravi e per questo stabilite dalla legge. La motivazione scritta nel documento che giustificava il TSO era “agitazione psicomotoria”, ma a detta di che era con lui quella mattina il signor Casu non era affatto agitato.

La prima di tante irregolarità in questa storia. La più grave tra tutte è sicuramente la conferma del TSO da parte del giudice tutelare, che secondo la legge - proprio perchè si tratta di un provvedimento grave che limita fortemente la libertà delle persone che lo subiscono - deve avvenire entro 48 ore. «Ma per il signor Casu arrivò solo il giorno prima della sua morte» precisa Francesca Ziccheddu del Comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu. Viene spontaneo pensare che se non ci fosse stato il TSO, probabilmente il signor Casu ora sarebbe ancora vivo. Ma «se a qualcuno verrà attributa la responsabilità di queste irregolarità, saranno solo illeciti amministrativi», spiega Dario Sarigu, che insieme a Mario Canessa difende la famiglia Casu in giudizio. Illeciti amministrativi che però hanno portato alla morte di una persona.

Durante quei 7 giorni, il signor Casu era stato legato mani e piedi e tenuto sotto costante effetto di sedativi fino alla sua morte, avvenuta per tromboembolia polmonare nel letto dell'ospedale. Nessuno si aspettava un epilogo del genere, la famiglia si era fidata dei sanitari, ma dopo una morte la richiesta di indagare sull'accaduto appare più che legittima. Se gli imputati siano responsabili, e in quale misura, lo stabiliranno i giudici il 17 aprile. Intanto è stata aperta un'indagine parallela, relativa allo scambio di reperti autoptici. Il magistrato infatti aveva disposto degli accertamenti medico-legali, ma dopo le analisi i medici nominati dal Tribunale stabilirono che quei reperti non appartenevano al signor Casu ma ad un altro paziente, morto anch'egli per tromboembolia polmonare ma che era malato di cancro. Un'altra ombra pesantissima sulla vicenda, per la quale è stata presentata - almeno per ora - una denuncia contro ignoti.

Oltre al caso in sé, Natascia Casu vuole la tragica storia di suo padre possa servire almeno a modificare le pratiche seguite all'interno del Servizio psichiatrico diagnosi e cura dell'ospedale Santissima Trinità: «Mio padre non tornerà in vita neppure se verrà fatta giustizia, ma quello che mi auguro è che questa storia possa servire ad altre persone che hanno subito e stanno subendo trattamenti simili». E a sentire Gisella Trincas, presidente dell'Arpas, da giugno 2006 a oggi le cose non sono cambiate, in quel reparto e altrove: «Noi stiamo continuamente denunciando casi di cattive pratiche, ma la cosa peggiore è che è il Santissima Trinità non è un caso isolato, in tutta Italia esistono ospedali con medici reticenti a mettere in pratica la legge Basaglia».

A 30 anni dalla sua entrata in vigore le resistenze culturali sono ancora molto forti, e si preferisce utilizzare il contenimento fisico e pesanti terapie farmacologiche e invasive, a volte persino l'elettroshock, anziché instaurare rapporti umani con i pazienti, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità per persone che dovrebbero essere seguite e curate da ambulatori territoriali, come stabilisce la legge 180. «Per questo non si crea un clima di fiducia tra pazienti e personale ospedaliero», continua Gisella Trincas: «c'è sempre la paura da parte dei pazienti che un ricovero da volontario diventi obbligatorio».



fonte : http://www.altravoce.net/2008/02/20/giudizio.html

giovedì 21 febbraio 2008

Trento: tavola rotonda a Rovereto sull'ADHD.

Giovedì 21 febbraio si è tenuta la tavola rotonda per informare i cittadini sul tema dell’iperattività, degli screening nelle scuole, in particolare sull’indagine promossa nelle scuole della Vallagarina. Sono stati trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di questo fenomeno, nonché l’aspetto giuridico. Più di 150 genitori, insegnanti, medici hanno attivamente partecipato ed hanno avuto occasione di comprendere la tematica in oggetto, così da poter fare scelte consapevoli.

Introdotto dal consigliere provinciale De Eccher, che ha informato i presenti dell’approvazione all’unanimità (vedere http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=75086), da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, del progetto di Legge n. 259 ispirato alla legge già approvata in Piemonte (che prevede, tra l’altro il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole e l’obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima della somministrazione di tali sostanze), il convegno è proseguito con gli interventi del dott. Cestari (Presidente CCDU Italia), dell'avv. Di Francia (Chairman distrettuale Kiwanis International Italia - San Marino), del dott. Plotegher (medico e Consigliere Comunale di Rovereto), del dott. Bombarda (Consigliere Provinciale), del dott. Poma (Portavoce nazionale campagna “Giù le mani dai Bambini).

Gli elementi scientifici illustrati hanno evidenziato la totale mancanza di qualsiasi base oggettiva ed organica a sostegno dell'esistenza di una specifica malattia o disturbo definita ADHD. Con la sigla ADHD si illustra pertanto solo un comportamento dei bambini, che come ogni altro comportamento umano, anche qualora protratto nel tempo e di particolare rilevanza può essere originato da molte e differenti cause. La parola ADHD assume quindi unicamente il “valore” di uno “spiegatutto” che in realtà non chiarisce nulla, mentre illude genitori ed insegnanti di aver trovato il perchè.

Il pubblico presente ha espresso grande soddisfazione, e vi è stata una calorosa partecipazione con interventi e domande rivolte ai relatori.

Si sono dichiarati molto soddisfatti anche i promotori della tavola rotonda.

Cordialmente.

Paolo Roat
CCDU ONLUS Sezione di Trento
www.ccdutrento.org - ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: www.ccdu.org

“Evviva” l’elettroshock!


Quanti, dei milioni di persone che hanno ricevuto l’elettroshock, sarebbero d’accordo con l’affermazione del Dott. Cassano? E’ di pochi giorni fa l’intervista shock nelle radio nazionali principali che, negando tout court la realtà dei fatti, promuove e spera nell’apertura di decine di centri e reparti che fanno elettroshock, spacciandola come cura miracolosa. Dobbiamo renderci conto che i “trattamenti” psichiatrici sono semplicemente uno stupro dell’anima.

Durante l’intervista il Dr. Cassano ha seppellito qualsiasi critica e tutte le storie drammatiche con affermazioni tipo: “è tutta letteratura”. Si, letteratura fatta sulla pelle della gente.

L’On. Lucchese, medico Pediatra, da noi intervistato in proposito, critica l’impostazione di “pura affermazione” delle proprie opinioni, senza dimostrare nulla o portare prove delle proprie dichiarazioni. L’unica cosa di cui Cassano si preoccupa è che Cerletti ha sbagliato nome: non doveva chiamarlo elettroshock. Come se cambiare nome a qualcosa, la facesse sembrare più umana. Lo stupro è stupro anche se lo chiami “rapporto sessuale non consenziente”.

Lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell’elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50 affermò che questa terapia doveva essere cancellata, affermazione confermata dalla sorella e dalla figlia, negli anni seguenti.

Quale è lo scopo di Cassano? Egli evita di dire alla gente che tutta la teoria che sta dietro a questa “grande scoperta” risiede nell’ipotesi che una manifestazione neuropatologia, l’ epilessia e una malattia mentale, la depressione non possono coesistere. Così, se si provocano convulsioni epilettiche queste “scacciano”, come se fosse il malocchio, la depressione. Una teoria strampalata, come molte altre.

Il Dott. Antonucci, medico che ha smantellato molti reparti psichiatrici, afferma che L’ETC può procurare gravi danni neurologici e fisici, per esempio pancreatine emorragica, come si trova scritto nel dizionario medico SAIE/LAROUSSE del 1983.

Nessuna società civile dovrebbe permettere l’uso di una pratica brutale come l’elettroshock e la distruzione della sanità mentale di una persona, facendola passare per “cura miracolosa”.

Il Dott. Giorgio Antonucci e lo psichiatra Mariano Loiacono hanno provato, al di la di ogni ragionevole dubbio, che dal disagio psichico si può uscire senza l’uso di psicofarmaci o altri trattamenti brutali, simili in tutto e per tutto a torture.

Inoltre i costi sociali ed economici di questo approccio sono drammaticamente ridotti, in certi casi fino al 90%. Antonucci, al tempo del suo lavoro nei reparti, dice che gli unici ad essere scontenti erano i rappresentanti farmaceutici. Forse Cassano vuole invece favorire l’azienda elettrica…

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede da anni la cancellazione di questa pratica brutale.

Massimo Parrino

Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Tel.: 02/36510685

Email: info@ccdu.org

Sito: www.ccdu.org

martedì 19 febbraio 2008

La grande frode : la corruzione nel settore psichiatrico.


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lunedì 18 febbraio 2008

Personaggi fantomatici per malattie fantomatiche, le scuole stanno diventando terra di conquista per chiunque

Il giorno 29 Gennaio il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, a seguito di una segnalazione del Sig. Gianni Zappoli, Responsabile del centro Don Milani di Bologna e Pianoro, ha presentato una segnalazione all’Ordine degli Psicologi e al Provveditorato Scolastico Regionale e Provinciale nei confronti della Dott.ssa Monica Pavan, la quale, sul suo sito (www.associazioneagap.org), afferma d’insegnare ai docenti delle scuole di Bologna e Provincia come riconoscere nei bambini la (mai provata scientificamente) “malattia” psichiatrica ADHD, meglio conosciuta come “iperattività”. Questa dottoressa si presenta come psicologa, nonostante l’ordine degli psicologi nazionale e regionale, salvo errori, neghi la sua iscrizione. Se ciò corrisponde al vero ci troviamo di fronte ad una psicologa, che tale non è, che insegna come diagnosticare una “malattia” mentale, che tale non è.

Le nostre scuole sembra si stiano trasformando sempre più in distaccamenti delle ASL, che propongono ai Presidi, con il supporto di psicologi, fantomatici programmi che dovrebbero migliorare l’istruzione e le relazioni. Questi programmi sono le brutte copie di quelli attuati in America dal 1965 e che hanno causato il disastro nella loro istruzione. Le stragi nelle scuole americane sono una diretta conseguenza di tali programmi. I Presidi hanno il dovere di informarsi riguardo ai risultati, se di risultati si può parlare, prodotti nel passato da tali programmi. Non devono fidarsi solo per il fatto che a proporli sono dei cosiddetti “professionisti”. Se qualcuno pensa di trasformare le nostre scuole in un nuovo mercato per la psicologia e la psichiatria ha fatto male i suoi calcoli. Noi continueremo a denunciare chiunque sostenga la necessità di screening nelle scuole, chiunque sostenga l’ADHD e i disturbi dell’apprendimento come fossero malattie mentali, nonostante non ci siano prove scientifiche a sostegno. Non ci sono scuse e compromessi su una questione così delicata. E’ il futuro dei nostri bambini che è in gioco.

Preghiamo tutti i genitori a cui figli sono stati sottoposti test psicologici nelle scuole, sotto forma di domandine, osservazione diretta, sviluppo di temi e disegni, di segnalarlo al nostro Comitato.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Tel.: 02/36510685

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Tavola rotonda a Rovereto su ADHD e somministrazione di psicofarmaci ai bambini.

Trento, 18 febbraio 2008

Tavola rotonda sul tema

ADHD

DISTURBO DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ

I LATI OSCURI DI UNA “NUOVA” MALATTIA CURATA CON LA
SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI A BAMBINI E ADOLESCENTI

Presso la Sala Filarmonica di Rovereto, giovedì 21 febbraio 2008 alle ore 20,30

Giovedì 21 febbraio si terrà una tavola rotonda per informare i cittadini sul tema dell’iperattività, degli screening nelle scuole e sull’indagine “La Testa Altrove” promossa e autorizzata nelle scuole della Vallagarina.

Nella tavola rotonda verranno trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di questo fenomeno. Inoltre verrà trattato anche l’aspetto giuridico. I genitori, gli insegnanti, gli operatori, i politici e i cittadini avranno modo di comprendere appieno la questione e sapere quello che sta accadendo.

Questo convegno sta riscuotendo molto interesse e saranno presenti vari rappresentanti politici, tra i quali: l’onorevole Maurizio Fugatti, i consiglieri provinciali Giorgio Viganò e Giuseppe Parolari e la consigliera circoscrizionale di Rovereto Mara Dalzocchio, che hanno già confermato la loro intenzione di essere presenti. Ma ci sono altri politici che hanno manifestato interesse e saranno presenti compatibilmente con i loro impegni.

Inoltre molti genitori si sono attivati e stanno distribuendo volantini; si prevede una grande partecipazione anche in considerazione delle oltre 3400 firme raccolte in pochissimo tempo a favore della legge contro i test nelle scuole e gli abusi di psicofarmaci sui bambini. È stata scelta una sala molto grande proprio per accogliere tutte le persone interessate.

CCDU ONLUS Sezione di Trento
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Sito nazionale: www.ccdu.org

sabato 16 febbraio 2008

Strage nel campus dell'illinois: anche questa volta il killer assumeva psicofarmaci.

Aveva smesso da poco di prendere psicofarmaci

(ANSA) - NEW YORK, 15 FEB - L'autore della strage nel campus dell'Illinois aveva problemi mentali ed era deciso a far male. Lo afferma il presidente dell'ateneo. Il giovane ricercatore, Steven Kazmierczak, aveva di recente smesso di prendere farmaci, verosimilmente psicofarmaci, e nelle ultime due settimane, secondo la polizia, aveva dato prova di comportamenti instabili. Nessuna idea del movente. Ridimensionato intanto il bilancio delle vittime: sei morti incluso Kazmierczak e non sette come in precedenza indicato.


15 Feb 18:49



Fonte : http://www.borsaitaliana.it/bitApp/news/ansa/detail.bit?id=55407

PSICOFARMACI: COSA SUCCEDE IN ITALIA?

Si schiera dalla parte dei cittadini Daniela Guerra dei Verdi, che nella risoluzione espressa presso la Giunta Regionale dell'Emilia Romagna, chiede al Ministero della Salute di intervenire in materia psicofarmaci, perché il metilfenidato (Ritalin) e l'atomoxetina (Strattera) tornino nella tabella degli stupefacenti. Ricordiamo che il Ritalin è un’anfetamina somministrata ai bambini, scomparsa in Italia nell'89 e rimasta nella tabella stupefacenti sino al 2003; riportata il 26 aprile 2006 tra le sostanze stupefacenti, il 10 marzo 2007, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) aveva deciso di riammetterla tra i farmaci normalmente prescrivibili.

Altra vittoria emiliana è stata l’approvazione all'unanimità di una mozione di Verdi e Pd, che chiedono al Governo che sulle confezioni di determinati farmaci siano riportate più informazioni, in particolare per il metilfenidato, con una guida dettagliata sui potenziali pericoli.

Si tratta di una lunga serie di prese di coscienza che nei mesi scorsi avevano visto il Consiglio Regionale piemontese abolire gli psicofarmaci e i test psichiatrici nelle scuole; e la stessa proposta era stata presentata in Campania da Tonino Scala. Ricordiamo, infatti, che questi test diagnosticano una "malattia" di dubbia esistenza, chiamata ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività), sulla base di domande arbitrarie, un metodo che ha ben poco di scientifico. I ragazzi vengono in questo modo indirizzati a strutture neuropsichiatriche, dove vengono poi somministrati psicofarmaci come il Ritalin.

Etichettare e controllare sembrano essere le attività principali della psichiatria e da Basaglia molti passi devono ancora essere compiuti. A quei tempi il problema erano i manicomi, oggi sembra accentrarsi sui trattamenti ai minori. Ma la Lombardia sembra non averlo compreso e, attraverso una petizione, intende semplicemente potenziare l'intero sistema psichiatrico, quando gli stessi soldi potrebbero invece essere investiti per fermare gli abusi dei diritti umani in quell’ambito e migliorare contemporaneamente il sistema.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel 02 36510685

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Sito www.ccdu.org

sabato 9 febbraio 2008

Abuso psichiatrico a Livorno - TSO (trattamento sanitario obbligatorio)

Giovedì 7 febbraio, un uomo di 44 anni ha subito un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) all' Spdc di Livorno, notificatogli dopo una settimana di ricovero volontario, in risposta alle sue ripetute richieste di dimissioni.

M., ex paziente del Csm di Livorno, stanco della pesante terapia farmacologica, si era rivolto ad un medico di Firenze con il quale era riuscito a staccarsi dal Servizio di Salute Mentale, concordando una
terapia meno invasiva. Mercoledì 30 gennaio la dottoressa del Csm, sotto probabili pressioni della famiglia, suona a casa di M. che non le apre.
A quel punto la stessa, dopo qualche ora fa partire un Aso (Accertamento Sanitario Obbligatorio), e M., scortato da ambulanza e vigili urbani,
arriva al Csm. Durante il colloquio con la dottoressa, M. accetta di farsi ricoverare volontariamente presso il decimo reparto di psichiatria di Livorno, consapevole del rischio di un ricovero coatto se si fosse rifiutato.
Nei giorni seguenti M. ha richiesto la sua cartella clinica per informarsi sia circa il regime del suo ricovero, sia sulla sua terapia farmacologica: negatagli la visione della cartella, dagli infermieri gli è stato detto di essere in Tsv (trattamento sanitario volontario).
Da questo momento ha espresso più volte e chiaramente ai medici la volontà di firmare la dimissione dal ricovero e di uscire, come previsto
dalle legge 180 (legge Basaglia del 1978), ma i medici non glielo hanno permesso, minacciandolo di trasformare il ricovero da volontario in
obbligatorio, anche in presenza nostra e di due giornalisti, e nonostante il supporto esterno del suo medico di fiducia e di un legale.
In risposta a queste pressioni l Spdc di Livorno ha attivato il Tso, nonostante non sia soddisfatta una delle condizioni per l'attivazione del provvedimento, il rifiuto delle cure, visto che M. le ha sempre accettate sia dentro al reparto, dove lui è entrato volontariamente,
sia all esterno dove è in cura da un medico.

Siamo di fronte ad una serie di abusi che vanno dal ledere i diritti fondamentali dell individuo fino ad arrivare al sequestro di persona.
Ad M. è stata negata la possibilità di scegliere come, dove e con chi curarsi; di poter visionare la propria cartella clinica, per essere messo al corrente della propria diagnosi e dei farmaci a lui somministrati; di dare il consenso informato, per conoscere gli effetti
dei trattamenti subiti. Ma l' abuso più grande è stato commesso quando, dopo qualche giorno, ad M. è stato impedito di dimettersi dal reparto con spintoni e ricatti, finché non avesse firmato la richiesta per la pensione di invalidità, questo si chiama sequestro di persona. Temiamo per l' incolumità di M. all interno del reparto, la sua volontà di uscire è stata mascherata da sintomo di malattia e viene trattata farmacologicamente, nel tentativo di neutralizzarne i comportamenti
indesiderati, mettendo a rischio cosi la sua salute e non tutelandola come voglio far credere.

Ancora una volta ci troviamo di fronte al fatto che la psichiatria ripropone le stesse dinamiche che si attuavano nelle strutture manicomiali, esercitando un potere assoluto e fino a ora incontrastato.

fonte: http://www.nicolita.it
da Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa

giovedì 7 febbraio 2008

In San Babila a Milano per dire NO agli psicofarmaci ai bambini!

CAMPAGNA DI PREVENZIONE E INFORMAZIONE DEL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI CONTRO I TESTS PSICOPATOLOGICI NELLE SCUOLE E L’USO DI PSICOFARMACI SUI BAMBINI.

Ogni sabato dalle 15,30 alle 18,30 il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani è a disposizione dei cittadini per distribuire materiale informativo e raccogliere firme contro i test psicopatologici nelle scuole e l’uso di psicofarmaci sui bambini.

In Italia è da alcuni anni che in diverse scuole stanno venendo utilizzati progetti e test psichiatrici, seguendo l'onda Americana, dove undici milioni di bambini ed adolescenti sono stati etichettati con disturbi mentali e “curati” con potenti psicofarmaci.

Tra l'altro alcuni di loro si sono resi protagonisti di alcune stragi in diverse scuole.

Casualità? O dirette conseguenze dei farmaci?

Fatto sta che queste “malattie” rappresentano una miniera d'oro per le case farmaceutiche!

Qualcuno ha già opposto un fermo diniego!

Il Consiglio Regionale Piemontese ha approvato all'unanimità una legge che vieta i test psicopatologici nelle scuole e impone il consenso informato per la somministrazione di alcuni psicofarmaci nei bambini.

Altre Regioni italiane stanno lavorando su Progetti di Legge similari.

In un recente dibattito, il dott. Roberto Cestari Presidente Nazionale del CCDU, ha dichiaratoDalla ricerca scientifica emergono opinioni sensibilmente contrastanti sulla validità dei "disturbi" infantili relativi al comportamento e all'apprendimento come - ma non solo - il Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD). A causa di tali diagnosi psichiatriche, milioni di bambini in tutto il mondo vengono “trattati” con psicofarmaci dai pericolosi effetti, con una dubbia, e in alcuni casi deleteria, efficacia terapeutica, come testimoniato dai numerosi casi di morte o invalidità che sono sfociate in 39 provvedimenti di legge restrittivi in 25 stati americani e 2 leggi federali restrittive in materia. 26 di questi provvedimenti sono stati deliberati solo nel 2003.

In Italia sono stati recentemente censiti ben 112 centri clinici, per la diagnosi del DDAI (Disturbo del Deficit di Attenzione e Iperattività - ADHD) e autorizzati alla somministrazione di psicofarmaci.

Il CCDU sta lavorando affinché sia presa in considerazione ogni possibilità per prevenire che i bambini vengano "etichettati" ingiustamente come affetti da "disturbi mentali", specie attraverso programmi di "Istruzione Speciale" o attraverso l'uso nelle scuole di test e questionari psicopatologici e che sia protetto il loro diritto inalienabile ad essere educati senza l'uso di farmaci.

Questo mondo appartiene a tutti noi, ma in misura maggiore ai bambini, ai quali un giorno verrà consegnato.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel 0236510685

Email ccdu.milano@tiscali.it

Sito: www.ccdu.org

martedì 5 febbraio 2008

Che cos'è il Comitato dei cittadini per i diritti umani? -> Video

Gruppo internazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale.

Clicca sull'immagine per visualizzare il video.



Per maggiori informazioni : www.ccdu.org (Italia) - www.cchr.org (Internazionale)

lunedì 4 febbraio 2008

Non sono malato, sono timido : atto d'accusa del professor Christopher Lane al mondo della psichiatria americana.

Per la gente della generazione dei suoi le persone timide erano solo degli introversi, al massimo dei soggetti un po’ complicati, in qualche caso affascinanti per i loro modi riservati. Ma nessuno avrebbe mai pensato di definirli malati mentali. Sarebbero sorpresi nel dover constatare che la timidezza non è più solo un modo di essere: è considerata un disagio importante, dalle mille definizioni diverse, che si sente il bisogno di curare.

Christopher Lane, professore di Chicago, per il suo atto d’accusa al mondo della psichiatria americana sceglie il tema della timidezza in "Shyness: How Normal Behaviour Became a Sickness": in una società che fa abuso di diagnostica ed è supermedicata, le emozioni più classiche e parte della vita quotidiana di chiunque sono diventate malattie da rimuovere in quanto disordini mentali. Col risultato di una situazione in cui sempre più persone si considerano o vengono considerate malate, e contribuiscono alla diffusione della credenza per cui i disturbi del comportamento sono in crescita costante. Che le statistiche mostrino un aumento anno su anno dei disturbi legati al comportamento, all’apprendimento, alla socialità non è più una notizia per nessuno; l’uso di psicofarmaci in età evolutiva e le diagnosi (e svariate psicosi) di deficit dell’attenzione sono problematiche diffuse tra genitori ed educatori, accettate come inevitabile connotazione generazionale. Solo di rado si riesce a mettere in discussione l’esistenza di molti dei presunti problemi, essendo diffusa e condivisa l’idea che i disturbi delle nuove generazioni aumentino perchè troppi fattori esogeni influenzano negativamente i ragazzi.

Lane invece è persuaso che le cose stiano in un altro modo. Mostra che la Bibbia della professione psichiatrica mondiale, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) si è man mano trasformato dal libricino che era stato fino a una ventina d’anni fa, in un tomo voluminoso pieno di centinaia di nuove sindromi, molte delle quali descritte sbrigativamente e spesso con poca ricerca alle spalle. Fu all’inizio degli anni ottanta che l’Associazione Americana di Psichiatria iniziò ad aggiungere disturbi come la "fobia sociale“ nella nuova edizione del suo manuale, arrivato a contare cinquecento pagine, in cui i timidi si erano già trasformati in blandi psicotici. Per cui oggi non deve sorprendere che la timidezza faccia a gara con la depressione quanto a pandemia sociale.

Nè deve sorprendere che in mezzo a tanta abbondanza di devianze, le connotazioni "normali“ del comportamento finiscano per sembrare sempre di meno. Se tutte le varianti della psiche si sono trasformate in problemi da medicare, nella maggior parte dei casi con i farmaci, si ritiene che ogni aspetto della personalità possa essere ricondotto a un disturbo. Così come si potrà ritenere deviante ogni manifestazione di ossessione maniacale per un’attività, alla base dello sviluppo di molti talenti, e si potrebbe essere portati a reprimere l’eccellenza in nome della normalità controllata e conforme.

In questo scenario di psicosi diffuse, si confonderanno i malati che hanno davvero bisogno d’aiuto. Come argomenta Lane, è già in corso la "banalizzazione del disturbo cronico“, con tutta la sottrazione che comporta in termini di attenzione e di ricerca per le malattie mentali più gravi.

Ce n’è ovviamente anche per Big Pharma e per tutto il business della cura psichiatrica. In questi ultimi decenni il mercato per gli psicofarmaci si è decisamente fatto florido, e se come ben dice Lane "prima di vendere un farmaco, devi aver venduto bene la malattia“, non è su basi infondate che muove le sue accuse. La sua ricerca lo ha portato negli archivi dell’Associazione di Psichiatria, e le evidenze che ha raccolto non fanno fare proprio una bella figura a tutta la combriccola, impegnata a escogitare i diversi sistemi per far prosperare la propria fetta di business.


fonte : www.loccidentale.it

ADHD e interessi economici, il dibattito si infuoca

Il dibattito sulla ‘epidemia’ di Sindrome da deficit di attenzione e iperattività o ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) si infuoca. La rivista Nature pubblica un intervento al vetriolo sugli interessi economici che si nasconderebbero dietro al boom di diagnosi e trattamenti di questa patologia pediatrica.

Steven Rose del Department of Life Sciences della Open University attacca: “Se non ci rendiamo conto che viviamo nel mondo reale e di qual è la situazione nella quale i farmaci vengono venduti, acquistati, prescritti e somministrati, allora ogni dibattito di natura etica sarà sempre senza senso. La presunta incidenza dell’AHD è un po’ troppo ‘ballerina’: meno dello 0,1 per cento in Gran Bretagna prima del 1990, e ora tra l’1 e il 5 per cento. Elevatissima in Australia e Islanda, bassa in Italia. Sono diagnosi spesso discutibili, di evidenze carenti. E intanto le vendite di farmaci a base di metilfenidato solo qui in Gran Bretagna sono passate dalle circa 2000 confezioni del 1991 alle circa 300.000 di oggi. Fa pensare che ci sia sotto qualcosa di più della moda, o no?”.
Bibliografia. Rose S. Drugging unruly children is a method of social control. Nature 2008; 451: 521.
david frati

fonte : t.health.yahoo.net