tag:blogger.com,1999:blog-40250943168901347832008-05-23T08:34:32.942-07:00Psichiatria e Diritti UmaniPensa con la tua testanoreply@blogger.comBlogger74125tag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-8712861190738545502008-05-23T08:31:00.000-07:002008-05-23T08:34:32.979-07:00QUIT: Questionari Utili per Imbottire (di psicofarmaci) Tuttiarticolo di Marcello Pamio – 21 maggio 2008<br /><br />fonte :<a href="http://www.junior.cybermed.it">www.junior.cybermed.it</a> - <span><a href="http://www.disinformazione.it/"><span style="font-family:Verdana;font-size:85%;">www.disinformazione.it</span></a><br /><br />L’argomento è già stato trattato diverse volte. Ma nonostante tutto, non ci stancheremo mai di presentarlo, anche perché tratta della salute degli “adulti di domani”: i bambini!<br />Nelle scuole (nidi, elementari, ecc.) del Veneto, ma riguarda tutte le regioni d’Italia, sono partiti i cosiddetti “Quit”, i “Questionari italiani del temperamento”.<br />Questi test - veri e proprio screening mentali eseguiti inconsapevolmente dagli educatori e in parallelo dai genitori - sono stati concepiti per indagare il comportamento e il temperamento dei bambini.<br /><br /><br />Ma cosa s’intende in questo caso per “temperamento”? ....l'articolo originale continua <a href="http://www.junior.cybermed.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=780&amp;Itemid=58">qui</a><br /></span>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-31800932455682866542008-05-23T08:19:00.000-07:002008-05-23T08:21:06.928-07:00BASIGLIO: LA PIETRA MILIARE<span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;">Milano, 23/5/08<br /><br /></span></span>Il <a href="http://www.ccdu.org">Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani</a> ringrazia fortemente l'avv. Martinez per lo splendido lavoro svolto che, in tempi relativamente brevi, ha permesso il rientro a casa dei bambini sottratti alla famiglia di Basiglio.<br />Giusto l'anno scorso l'On. Lucchese aveva presentato, su nostra indicazione, la prima interpellanza sulla questione perizie e sottrazione di minori.<br />Il fenomeno in Italia è rappresentato da decine di migliaia (quasi 40.000) di bambini il cui allontanamento dalla famiglia in una percentuale di quasi il 90% è stata assolutamente inutile.<br />Migliaia di famiglie hanno oramai perso la speranza di riavere i propri figli a casa. La vittoria dell'Avv. Martinez getta una luce di speranza per queste famiglie dove il Tribunale dei Minori ed i Comuni potrebbero rivedere migliaia di queste posizioni.<br />Essa rappresenta una pietra miliare perché è uno dei primi esempi di risoluzione rapida di questi casi orrendi di sottrazione.<br />Noi come Comitato continueremo la battaglia iniziata con l'interpellanza parlamentare, il convegno<br />di Agosto 2007 a cui seguirà il convegno alla Gran Guardia di Verona del 4 Giugno, dal titolo: "Figli sottratti ai genitori - tutela o abuso?".<br />Vogliamo far sapere a tutte le famiglie, che hanno subito questa enorme ingiustizia, che continueremo nella battaglia, con l'aiuto di tutti, per creare un sistema che impedisca il verificarsi di tali situazioni in futuro, così da ristabilire una vera e propria assistenza alle famiglia in difficoltà e cessi un atteggiamento che ora è più vicino all'inquisizione.<br /><br />Con rispetto<br />Massimo Parrino<br />Direttore CCDU onlus<br />Tel 0236510685<br />www.ccdu.orgPensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-70723926363201511542008-05-22T14:03:00.000-07:002008-05-22T14:05:00.198-07:00ADHD & iperattività : la cura definitiva (video)<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9Ot_wf3QS0g&amp;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9Ot_wf3QS0g&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-81259418567141275222008-05-16T08:15:00.000-07:002008-05-16T08:16:19.056-07:00Video : "Psichiatria - Etichetta, Droga ed Uccide bambini"<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3jvVH_gWIYU&amp;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3jvVH_gWIYU&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-7389219158823866732008-05-16T08:02:00.000-07:002008-05-16T08:04:28.919-07:00Molestie sessuali per curare gli attacchi di panico: psichiatra 69enne rinviato a giudizio.<div class="NewsContentDate"><span style="font-style: italic;">Mercoledí 14.05.2008 18:00</span><br /><br /></div> <!-- <edindex> --> Ha convinto la paziente che l'unica terapia per curare gli attacchi di panico di cui soffriva fosse una terapia basata sulla "liberazione del corpo". <strong>Terapia cominciata con palpeggiamenti lascivi e culminata con una violenza sessuale perché "il corpo è bello, pulito e va vissuto"</strong>. Parola di psicologo. Questa l'accusa a carico di uno psicoterapeuta di 69 anni rinviato a giudizio oggi per i reati di maltrattamenti continuati e violenza sessuale aggravata ai danni di una donna di 40 anni. <strong>Gli episodi contestati a L. B., il 69enne iscritto all'Albo degli psicologi con studio privato a Milano, risalgono al 2003</strong>.<br /><br />continua <a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/milano/attacchidipanicoco140508.htm">qui</a> (articolo originale - fonte : libero.it)Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-80279640873422740232008-05-13T06:51:00.000-07:002008-05-13T06:52:28.406-07:00ADHD : A MILANO CONGRESSO INTERNAZIONALE PER LA MALATTIA CHE NON ESISTEIl Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, in difesa dei diritti dei bambini, sarà presente nella giornata di giovedì, 15 maggio, dalle 11:30 alle 14:00 all'esterno dell'Università Statale di Milano, luogo del Convegno Internazionale, per distribuire materiale informativo.<br /><br /><br />L'Università Statale di Milano ospita tre giorni di convegno internazionale, il 15, 16 e 17 maggio, che avrebbe l'intento di indottrinare neuropsichiatri infantili, psicologi, educatori, insegnanti sull' ADHD(Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e fornire una formazione priva di pregiudizi ideologici fondata su criteri clinici: sta cercando di convincere gli operatori della bontà di queste diagnosi e trattamenti.<br /><br />In Italia seguendo l'onda Statunitense, sempre più frequenti programmi di stampo psicologico pervadono le nostre scuole e sempre più bambini vengono direttamente indirizzati ai centri di neuropsichiatria dove invariabilmente vengono etichettati con qualche disturbo mentale.<br /><br />Secondo i recenti dati del Registro Nazionale ADHD, (http://www.medicoebambino.com/lib/Registro%20ADHD%20I%B0%20semestre%20attivit%E0-1.pdf), in Italia attualmente ci sono 124 centri di riferimento accreditati di cui 58 attivi, 373 pazienti arruolati, su cui si stanno sperimentando le somministrazioni di metilfenidato e atomoxetina che provocano effetti collaterali come crisi convulsive e disturbi epilettici, forte irritabilità, disturbi cardiocircolatori.<br /><br />Le numerose avvertenze da parte delle autorità di controllo degli effetti dannosi di questi psicofarmaci non si contano più ormai. Recente del mese di Aprile 08, l'avvertimento dell'AHA, American Heart Association, ha riconosciuto che gli stimolanti utilizzati per il trattamento dell'ADHD hanno causato eventi cardiovascolari gravi quali ictus, arresto cardiaco o fibrillazioni. e che 30 morti improvvise in bambini che prendono tali stimolanti sono state segnalate alla FDA. Tutto questo ne i 400 bambini morti in America a causa della somministrazione di psicofarmaci, tra cui quelli citati, non fermano la propaganda psichiatrica.<br /><br />Fortunatamente l'opinione pubblica e le Istituzioni stanno cominciando a comprendere queste strategie e si muovono in direzione della tutela dei bambini dagli abusi psichiatrici causati da somministrazione di psicofarmaci. Sono recenti infatti l'approvazione della legge regionale n. 21 da parte del Consiglio Regionale del Piemonte, la prima in Europa, "Norme in materia di uso di sostanze psicotropo su bambini ed adolescenti", così come la quarta commissione permanente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, ha approvato all'unanimità il disegno di legge 259, ispirato alla stessa legge del Piemonte.<br /><br />Gli unici strumenti per fare "diagnosi" di ADHD, sono liste di domandine, il bambino viene osservato e si risponde alle domande di un questionario, mettendo una crocetta sul si o sul no.<br /><br />Gli elementi scientifici illustrati hanno evidenziato la totale mancanza di qualsiasi base oggettiva ed organica a sostegno dell'esistenza di una specifica malattia o disturbo definita ADHD. Con la sigla ADHD si illustra pertanto solo un comportamento dei bambini, che come ogni altro comportamento umano, anche qualora protratto nel tempo e di particolare rilevanza può essere originato da molte e differenti cause. La parola ADHD assume quindi unicamente il "valore" di uno "spiegatutto" che in realtà non chiarisce nulla, mentre illude genitori ed insegnanti di aver trovato il perchè. Se a questo aggiungiamo la conseguente somministrazione di psicofarmaci, il quadro è perfino grottesco.<br /><br />Il Dr. Fred A. Baughman, Jr., un neurologo iscritto all'albo, e membro dell'American Academy of Neurology, ha scoperto e descritto malattie reali, tuttavia non ha trovato anomalie (nessun segno di malattia) in bambini a cui erano stati diagnosticati ADD/ADHD e «incapacità di apprendimento».<br /><br />Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale e di conseguenza "trattato" con potenti psicofarmaci, che ricadono nella categoria degli stupefacenti, assieme ad oppio, morfina, eroina e cocaina.<br /><br />Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani nella giornata di giovedì, 15 maggio, dalle 11:30 alle 14:00 sarà presente all'esterno dell'Università Statale di Milano, luogo del Convegno Internazionale, per distribuire materiale informativo.<br /><br />Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche.<br />Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus<br /><br />Tel.: 02 36510685<br />Email: ccdu.milano@gmail.com<br />www.ccdu.orgPensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-16707742417042083202008-05-09T15:21:00.000-07:002008-05-09T15:22:35.218-07:00Psichiatria - Elettroshock Video<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/l1qm4CE7MAY&hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/l1qm4CE7MAY&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-39284106976849654962008-04-30T07:31:00.000-07:002008-04-30T07:33:04.957-07:00La questione ADHD : quando la logica e la scienza perdono la strada (del dott. Elia Roberto Cestari)<span><p>Il dibattito intorno al tema ADHD è incentrato su tre differenti piani.</p><p>Il primo, quello su cui sembra accentrarsi l'interesse generale, consiste nelle notevoli perplessità relative al trattamento farmacologico ed in particolare agli effetti secondari dei farmaci utilizzati. Contrariamente all'opinione comune, ritengo tale aspetto, sebbene degno d'attenzione, del tutto secondario. Le ragioni di questo mio atteggiamento sono semplici. Oltre al metilfenidato (Ritalin), esistono vari altri farmaci che vengono utilizzati (Adderall, Strattera, ecc., ognuno con molti e a volte differenti effetti secondari). La prescrizione di un farmaco avviene solo dopo una diagnosi. </p><p>Il medico, in scienza e coscienza, deve essere libero di praticare la medicina. Limiti a questa facoltà di scelta possono, a mio parere, esistere, ma dovrebbero essere fondati solo sul principio ippocratico "primum non nocere". Per il resto entreremmo qui in un dibattito ben più ampio e articolato, che esula dalla questione attuale. Le persone, i pazienti, hanno il diritto assoluto di essere pienamente e completamente informati in razione agli scopi, alle attese e ad ogni possibile effetto secondario delle terapie prescritte. Una volta che venga utilizzato pienamente il consenso informato, il paziente effettua liberamente le proprie scelte. Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un'inequivocabile chiarezza e trasparenza nell'informazione al cittadino, in merito ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati. Mi permetto inoltre di aggiungere due riflessioni. La prima è relativa all'età dei piccoli pazienti di cui stiamo parlando. Un adulto od un giovane che assume una sostanza con effetti psichici, è in grado di collegare eventuali sensazioni, percezioni, pensieri alterati che sopravvengano, all'utilizzo della sostanza stessa. Per un bambino di due o tre o quattro anni di vita, questo è impossibile, con tutte le conseguenze che potete immaginare. Infine qui, oltre agli effetti collaterali, entra in gioco anche "l'effetto educativo": crescere una generazione che si abitua come "modus operandi" a dipendere da questa o quella pastiglia. Quest'ultimo fenomeno è ben evidente se si ha occasione di frequentare i teenagers e i giovani americani dell'ultima generazione. </p><p>Il secondo tema è, a mio avviso, la vera domanda: l'ADHD esiste? Esiste cioè un'entità patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data? In merito a questo secondo tema, l'opuscolo "Perché non accada anche in Italia", esprime chiaramente le motivazioni dell'insussistenza della ADHD. I sostenitori della ADHD parlano di un "disturbo neurobiologico". Vorrei sapere su quali basi. Vi sono domande a cui nessuno pare sia in grado di rispondere:</p><p>•- Quale è la specifica lesione anatomo patologica e quale è l'alterazione funzionale biologica specifica?</p><p>•- Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilità e soprattutto con assoluta specificità?</p><p>Nel caso poi vi sia una qualunque risposta alle domande 1 e 2: questo significherebbe che la diagnosi di ADHD è una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bensì neurologica. Preciso che ogni singola ricerca scientifica in merito alle cause organiche della ADHD è stata non solo criticata, ma anche dimostrata come falsata o invalida, da vari autorevoli colleghi e ricercatori. Per chi volesse approfondire questo tema suggerisco la lettura di " The ADHD Fraud" di Fred A. Baughman Jr., Trafford Publishing o di visitare il sito www.adhdfraud.org , ove si possono trovare tutte le informazioni in merito.</p><p>Ne consegue che chi risponde alle due domande precedenti, dovrebbe essere in grado di comunicare quale sia l'esame o gli esami oggettivi ed essere in grado di fare diagnosi con quegli esami oggettivi da lui stesso indicati. Li sfiderò pertanto, pubblicamente, a farlo. Comunque, a chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d'impaccio: se l'ADHD è una malattia, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere.</p><p>L'obiezione: "Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!", non dimostra nulla, se non (e qui scrivo una frase per cui sarò tacciato come eretico): la scarsa attendibilità dell'intero soggetto. Inoltre questo genere di argomentazione è sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: "Perché hai dato fuoco ad un'auto?", replicasse: "Perché lo facevano in molti altri".</p><p>Poiché ho avuto occasione di confrontarmi con qualche sostenitore della ADHD (sebbene molto raramente; di fatto sono fuggiti in tutte le occasioni possibili di incontro / dibattito pubblico o televisivo), mi attendo le solite risposte fumose: "l'ADHD è un disturbo multifattoriale", "comorbilità", ecc. Una volta sviscerato il problema, arrivano a parlare di diagnosi differenziale: "Il bambino ADHD è quello dove gli altri eventuali fattori, possibile causa della iperattività e disattenzione, sono stati comunque esclusi".</p><p>Bene, questo è un argomento di reale interesse. Quindi il bambino iperattivo e disattento perché ha i genitori che si stanno separando, non è ADHD; non lo è quello dove la causa sia una vera malattia fisica; non lo è laddove vi siano problemi di relazione o affettivi; non lo è... Ne dobbiamo dedurre che il bambino ADHD è quello iperattivo e disattento, per il quale non siamo stati capaci di capire o spiegare il perché. Una diagnosi veramente interessante in questo caso poiché diagnostica, casomai, l'incapacità del medico.</p><p>Mi è stato riferito che si tratta di una questione di gravità: dipende da quanto è grave questo comportamento, da quanto disturba gli altri e ostacola se stesso. Posso concordare, ma quali sono le cause di quel comportamento nello specifico caso? Se si tratta di un problema medico vero (svariate patologie mediche possono provocare questi sintomi), allora vi sarà una diagnosi medica e una terapia conseguente. Se si tratta di un problema di relazioni umane, ci si dovrà muovere su un altro terreno. La gravità della situazione, la sua intensità, non può essere confusa con le cause che la determinano.</p><p>Alcuni mi hanno mostrato grandi quantità di testi scritti sulla ADHD: la vastità della letteratura. A costoro ho risposto e rispondo con una frase di Henri Poincaré, tratta dal libro la Scienza e l'Ipotesi: "...un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa...."</p><p>Altri si appellano al numero ed alle qualifiche degli esperti a favore della ADHD. Questa argomentazione può far presa sugli ingenui e si fonda sul principio d'autorità e sulla difficoltà di vedere ciò che si distacca dalla cultura in cui siamo immersi. Un neuropsichiatra infantile, non sapendo più cosa rispondere, mi ha detto: "Insomma, dobbiamo pur dare un nome alle cose!". Questa frase è stata illuminante poiché mi ha condotto ad una scoperta, che presto renderò pubblica.</p><p>Il terzo tema è la questione degli screening. I test per l'ADHD nelle scuole italiane, compilati da psicologi, insegnanti e a volte dai genitori (ma non sempre - anzi in alcuni casi i genitori non erano nemmeno stati informati), non sono limitati ai progetti di ricerca nazionali (ufficialmente conclusi): si diffondono a macchia di leopardo e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi sul loro territorio.</p><p>L'opera di diffusione certosina, se pur frammentaria, prosegue con alacrità e zelo tali da indurre persino ad ipotizzare un progetto orchestrato. Contestando un mio articolo apparso su "Il Sole 24 Ore - Salute", sulla stessa testata, il 12 Settembre, 2006, alcuni specialisti della ADHD, scrivevano: "Lo screening di massa è una leggenda". Sarà anche una leggenda, ma è quanto sta già accadendo, seppur in modo frammentario. Sono decine le segnalazioni che ricevo in merito. Inoltre non la scrissi certo io la proposta di legge, nella precedente legislatura, che all'art. 14, comma 1, recitava: "Per l'individuazione precoce delle situazioni di rischio psicopatologico e dei disturbi psichici, il Ministro della salute, con proprio decreto, stabilisce le modalità di realizzazione di specifici programmi atti alla diffusione di appropriati e soddisfacenti interventi presso le scuole, ad iniziare da quelle materne. I programmi devono prevedere procedure di screening e preparazione degli insegnanti".</p><p>Sebbene i test per l'ADHD siano solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine - o loro varianti - e l'osservazione del bambino), questo non è un aspetto puramente scientifico o medico.</p><p>* per chiunque non ne fosse a conoscenza, riporto qui alcune delle domande (7 su 18) del test. - "muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?" - "è distratto facilmente da stimoli esterni?" - "spesso ha difficoltà a giocare quietamente?" - "spesso chiacchiera troppo?" - "spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?" - "spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?" - "spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?" .</p><p>Apparentemente potrebbe configurarsi come un tema di politica sanitaria. In realtà è un argomento esclusivamente, profondamente, radicalmente, politico: è in gioco il concetto stesso della democrazia. Molti ricorderanno circa 10 anni or sono la così definita emergenza AIDS. Si ipotizzò una rapida diffusione della malattia, e qualcuno propose di effettuare il test HIV a tutti i cittadini italiani.</p><p>Il Parlamento, l'allora Presidente della Repubblica Italiana, la Corte Costituzionale , si alzarono all'unisono e dissero NO. Un no chiaro ed inequivocabile poiché le massime autorità dello Stato Italiano avevano ben chiara la nostra Costituzione ed i fondamenti della democrazia. Lo Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli.</p><p>E si trattava, in quel caso, di una vera malattia, di una malattia infettiva, di un test oggettivo e di un pericolo reale. Qui, di fronte ad una malattia non dimostrata, certamente non infettiva, di test non oggettivi, di nessun pericolo sanitario incombente, qualcuno vorrebbe fare gli screening. Che rileverebbero inoltre dati sensibili e come se non bastasse su bambini.</p><p>I test psicopatologici nelle scuole sono l'invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un grave rischio per la democrazia. Il tema è prettamente politico e la politica ha il dovere di esprimersi. Attendiamo quindi i pareri dei nostri politici e queste saranno nel futuro chiare indicazioni di voto per chiunque abbia a cuore la tutela dei bambini italiani.</p><p>Dr. Elia. Roberto Cestari </p><p>Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus</p><p>Per chi volesse saperne di più<br /></p><p><a href="http://www.perch%C3%83%C2%A8nonaccada.it">http://www.perchènonaccada.it</a></p></span>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-82884918846359169332008-04-28T10:39:00.000-07:002008-04-28T10:44:04.161-07:00Bambini sottratti alle famiglie : Tutela o "rapimento" legale?Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, molti avvocati, criminologi e gente comune, s'interrogano negli ultimi anni sul fenomeno dei bambini sottratti alle famiglie senza alcun valido motivo, ma unicamente in seguito a rapporti, opinioni, di assistenti sociali e (fantomatiche) perizie di psicologi e psichiatri.<br /><br />E' notizia di questi giorni che due bambini di Basiglio, da ben 40 giorni sono stati sottratti alla famiglia, solo per un disegno che, come dice lo stesso Tribunale dei minori, solleva più di una perplessità; mentre la bambina stessa e la madre non riconoscono la grafia.<br /><br />Perché un'assistente sociale o uno psicologo invece di fare una verifica, scrive un rapporto che induce il Tribunale a prendere una decisione così drammatica che può di fatto segnare per sempre la vita di un bambino e della sua famiglia? Chi pagherà questo danno? Possibile che siano solo errori? Lasciamo che il lettore formuli la sua idea.<br /><br />Il fenomeno in Italia coinvolge circa 40-50 mila bambini. Il costo che le amministrazioni pagano, per un bambino ritenuto vittima di "abusi", parte dai 150 per arrivare ai 300 euro al giorno. Moltiplicate questo per il numero di bambini.<br /><br />Ci domandiamo qual è la logica che preferisce togliere un bambino alla famiglia di origine perché, per esempio, indigente, facendo pagare alla comunità alcune migliaia di euro quando con 800 euro si potrebbe far fronte all'emergenza immediata e aiutare il padre a trovare lavoro? Che danno esistenziale viene causato al bambino ed alla famiglia? Perché l'assistenza sociale non lavora per preservare l'integrità familiare?<br /><br />Ancora, che valore hanno i rapporti e le perizie di uno psicologo o di un assistente, che il più delle volte sono unicamente opinioni? La pretesa di queste categorie è di capire da un disegno o uno scritto che esiste un abuso. I casi di Rignano e gli altri drammatici episodi, vedi Brescia, Milano, sono esemplari. Ciononostante i Tribunali continuano a fare affidamento su queste opinioni.<br /><br />Qualcuno comincia a capire e a prendere posizione. Casi eclatanti sono il Giudice Edoardo Mori, di Bolzano, che in un articolo del 21 Aprile sul giornale Alto Adige, spara a zero sul valore scientifico di queste perizie e rapporti: "Il fatto che si sia dato ingresso alla psicologia come strumento probatorio è una totale assurdità", e ancora: "…non sono scienze esatte, sono scienze sperimentali. Per definizione - prosegue ancora il giudice Mori – sono strumenti che servono più che altro per manipolare la psiche e non hanno alcun bisogno di cercare la verità". Stessa linea viene sostenuta con forza dal Dott. Marco Capparella e dal Dott. Saverio Fortunato con i loro articoli su <a href="http://criminologia.it/" target="_blank">criminologia.it</a>.<br /><br />I dubbi sollevati da questi professionisti e l'azione dell'On. Francesco Lucchese, dietro invito del nostro Comitato, con la presentazione dell'interpellanza del 27 Giugno 2007 n° 630, dovrebbero essere le strade maestre da seguire. A nessuno, siano essi assistenti, psicologi o psichiatri dovrebbe essere permesso di minare l'integrità della famiglia e la salute del bambino senza una certezza dell'abuso perpetrato. I bambini urlano nel silenzio di una comunità e le vite dei genitori sono distrutte da accuse infamanti. Una società che tollera questi fatti non può definirsi civile. Qualcuno deve intervenire per porre fine a questa incredibile violazione dei diritti che mina il mattone fondamentale della società: la famiglia.<br /><br />Massimo Parrino<br /><br />Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus<br /><br />E-mail: <a href="mailto:direttore@ccdu.org" target="_blank">direttore@ccdu.org</a><br /><br />Tel: 02/36510685<br /><br /><a href="http://www.ccdu.org/" target="_blank">www.ccdu.org</a>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-31352599335753108652008-04-28T10:17:00.000-07:002008-04-28T10:19:44.810-07:00Trento: NO test nelle scuole, legge approvata<div class="meta with-taxonomy"> <div class="submitted">Del 24 Aprile 2008</div> </div> <p><i>La Provincia autonoma di Trento approva definitivamente il progetto di Legge n. 259 che pone il divieto dei test ADHD nelle scuole e tutela i bambini dall'abuso di sostanze psicofarmacologiche.</i></p> <p>Proposta dal Consigliere Cristano De Eccher il testo è ispirato alla legge già approvata in Piemonte. Tra i punti salienti vi è il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole, salvo casi eccezionali stabiliti dall’azienda sanitaria, e l'obbligo del consenso informato scritto e firmato dai genitori prima della somministrazione di psicofarmaci.</p> <p>Durante la discussione De Eccher ha ribadito quanto sostenuto dal presidente del CCDU durante l'audizione della IV commissione permanente in relazione alla strategia di marketing in corso per diffondere gli psicofarmaci tra i nostri bambini:</p> <ol><li><i>Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!</i></li><li><i>Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.</i></li><li><i>Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.</i></li><li><i>I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.</i></li><li><i>Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.<br /> </i></li></ol> <p> <i>Il risultato finale: milioni di nuovi potenziali consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti. </i></p> <p>Paolo Roat, coordinatore regionale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Trento ha consegnato le 4000 firme raccolte a favore della legge al Presidente del Consiglio Provinciale dott. Pallaoro Dario e si è detto molto soddisfatto dell'approvazione della legge che rappresenta una pietra miliare per la tutela dei bambini. </p> <p>Anche il Senatore De Eccher ha dichiarato la sua enorme soddisfazione per l'approvazione della legge perché nella sua ultima seduta come consigliere provinciale, prima di assumere l'incarico di senatore a Roma, ha coronato il lungo lavoro svolto per tutelare i minori dagli abusi di psicofarmaci. </p> <p>Recentemente il comitato ha chiesto al provveditorato di intervenire per verificare se l’indagine “La Testa Altrove” promossa dal dr. Campolongo del Lions Host presso le scuole di Rovereto stesse continuando nonostante le prese di posizione sfavorevoli ai test di vari organi amministrativi e istituzionali, e di avviare tutte le procedure necessarie per tutelare i bambini. Con l'approvazione di questa legge i dirigenti non hanno più alcuna scusante per continuare in un'assurda indagine che mette in pericolo i nostri bambini. </p>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-15840958872317534502008-04-24T04:34:00.000-07:002008-04-24T04:39:50.052-07:00Bambini e adolescenti; iperattività e deficit di attenzione, gli psicofarmaci sono la risposta? Conferenza all’SMS Dante Alighieri di Torino<p class="MsoNormal" style="text-align: center; text-indent: 35.4pt;" align="center"><span style="font-size:100%;"><b style=""><span style="font-size: 14pt;">COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI<span style=""> </span>O.N.L.U.S.<o:p></o:p></span></b></span></p> <h4><span style="font-size:100%;">Viale Monza, 1 – 20125 MILANO – Tel. 02/36510685</span></h4> <h4 style=""><span style="font-size:100%;">C.F. 97378250159</span></h4> <p class="MsoNormal"><span style="font-size:100%;"><span style="">------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------<o:p></o:p></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size:100%;"><b style=""><span style="font-size: 10pt;">Coordinamento Regione Piemonte – Via Goffredo Casalis 70 – 10139 Torino – email ccdutrn@yahoo.it<o:p></o:p></span></b></span></p> <p class="MsoBodyText" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size:100%;"><b style="">COMUNICATO STAMPA</b></span></p><br /><p class="MsoBodyText" style="text-align: center;" align="center"><br /></p><p class="MsoBodyText" style="text-align: center;" align="center"> </p><p class="MsoNormal" style="">Continua il giro di conferenze informative promosso dal <b style="">Comitato dei Cittadini per i diritti Umani</b>, ente internazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale. Questa volta sarà a Torino<b style=""> presso <st1:personname productid="la Scuola Media" st="on"><st1:personname productid="la Scuola" st="on">la Scuola</st1:PersonName> Media</st1:PersonName> dante Alighieri nei locali di Via Carlo Capelli 66 </b>dove il </p> <p class="MsoNormal" style=""><b style="">7 Maggio </b>alle <b style="">ore 18,00</b> si discuterà di “<b style="">Bambini e adolescenti; iperattività e deficit di attenzione, gli psicofarmaci sono la risposta?”. </b><span style=""> </span>Interverranno il <b style="">dott. Roberto Elia Cestari Presidente Nazionale del CCDU Onlus,<span style=""> </span>ente promotore della recente legge regionale che vieta l’uso indiscriminato di psicofarmaci sui bambini,<span style=""> </span>Gianluca Vignale Consigliere Regionale primo firmatario della legge e Antonino Boeti, Consigliere Regionale e firmatario della legge.</b></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale del Piemonte della Legge Regionale n.21<span style=""> </span><b style=""><i style="">“Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti”</i></b> avvenuta il 30 ottobre 2007 è stato fatto un passo importante nella direzione della tutela dei bambini dagli abusi psichiatrici causati da somministrazione di psicofarmaci:<i style="">“Questo provvedimento legislativo, senza precedenti in Europa, rappresenta un grande passo avanti<span style=""> </span>per la protezione dell’infanzia e delle famiglie a fronte di una campagna di marketing che cerca di vendere nuove malattie senza alcun fondamento scientifico”</i> afferma il <b style="">dott. Roberto Cestari, medico e Presidente nazionale del<span style=""> </span>CCDU oltre che Coordinatore Nazionale della campagna “perché non accada”, </b>e aggiunge<b style=""> </b><i style=""><span style="color: black;"><span style=""> </span>“Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate. Qui ci confrontiamo con diagnosi ove si confondono sintomi con malattie. Il tutto in assenza di un fondamento scientifico adeguato. Se a questo aggiungiamo la conseguente somministrazione di psicofarmaci, il quadro è persino grottesco. Non dimentichiamo che la diffusione della somministrazione di psicofarmaci ha raggiunto negli USA ben 11 milioni di bambini e adolescenti, alcuni dei quali si sono successivamente resi responsabili delle stragi in diverse scuole americane. Noi NON vogliamo che ciò accada anche in Italia”. </span><o:p></o:p></i></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Seguendo l'onda Statunitense, in Italia ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell'ADHD<b style="">. </b><i style="">“Nei fatti l’ADHD<span style=""> </span>è solo un sintomo e la sua diagnosi non ha alcuna base scientifica certa, ciò è fin troppo noto nella comunità scientifica internazionale.”</i> commenta la <b style="">dott.ssa Maria Elena Testa. Coordinatrice regionale del CCDU</b>.<i style=""><o:p></o:p></i></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;">Ufficio Stampa<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;">Dott.ssa Maria Elena Testa<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;">CCDU Onlus<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;">Coordinamento Regione Piemonte<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;" lang="FR">Tel. :<span style=""> </span>011 – 245.88.47<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;" lang="FR">Mobile: 333 – 97.66.437<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black;" lang="FR"><span style=""> </span><span style=""> </span>380 – 72.80.368 <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="" lang="FR">Email:<span style=""> </span> </span><a href="mailto:ccdutrn@yahoo.it"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;" lang="FR">ccdutrn@yahoo.it</span></a><span style="" lang="FR"><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal">Sito internet:<span style=""> </span><a href="http://www.ccdu.org/"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">www.ccdu.org</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span style=""> </span><a href="http://www.perchenonaccada.org/"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">www.perchenonaccada.org</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span style=""> </span><a href="http://www.cchr.org/"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">www.cchr.org</span></a></p> <p class="MsoBodyText" style="text-align: center;" align="center"><br /><b style=""><o:p></o:p></b></p>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-83726645003052464552008-04-18T01:09:00.001-07:002008-04-18T01:10:35.186-07:00Grande afflusso di pubblico a Milano per la mostra multimediale "Psichiatria - un viaggio senza ritorno"<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_EPwPwUiWA80/SAhXSPlOcXI/AAAAAAAAAEI/znv-WEuMBbM/s1600-h/Mostra+Mil.+aprile+08+%28241%29.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_EPwPwUiWA80/SAhXSPlOcXI/AAAAAAAAAEI/znv-WEuMBbM/s320/Mostra+Mil.+aprile+08+%28241%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190494541476426098" border="0" /></a><br /> <p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Milano, 15 aprile 2008<br /><br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic;"> Grande afflusso di pubblico a Milano per la mostra multimediale "Psichiatria - un viaggio senza ritorno"</span><br /> <br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic;"> Firmate oltre 1.000 petizioni contro l'elettroshock e gli psicofarmaci ai bambini </span><br /><br /><br />Milano - Inaugurata lo scorso 5 aprile dal Presidente del Consiglio Manfredi Palmeri e dal Presidente della Commissione Educazione e Scuola del Comune di Milano Paolo Massari, si è conclusa domenica sera la mostra Multimediale "Psichiatria - un viaggio senza ritorno".<br /><br />La mostra, organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), è un viaggio attraverso il tempo, una rivisitazione delle teorie che hanno dato vita agli errori ed agli orrori della psichiatria, dalle sue origini ai giorni nostri, senza censurare le pratiche brutali realizzate ai danni dell'uomo, dai salassi agli psicofarmaci ai bambini, passando per l'elettroshock e la lobotomia prefrontale.<br /><br />Oltre 4.000 visitatori in soli 8 giorni, hanno affollato le sale del Palazzo Affari ai Giureconsulti, dove il CCDU ha raccolto più di 1.000 petizioni contro l'elettroshock e la somministrazione di psicofarmaci ai danni dei bambini, già saliti a quota 35.000 solo in Italia. <br /><br />Durante la mostra, moltissimi cittadini hanno voluto rilasciare la propria testimonianza, storie di vita e di umana sofferenza a cui molte volte, l'insensibilità della psichiatria aggiunge ulteriore violenza. <br /><br />Prossima tappa a Ravenna, dove la mostra sarà aperta dal 19 aprile al 29 aprile.<br /><br />Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus<br />Tel 02 36510685<br />Email <a href="mailto:ccdu.milano@gmail.com" target="_blank">ccdu.milano@gmail.com</a><br /><a href="http://www.ccdu.org/" target="_blank">www.ccdu.org</a></span></p>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-36440741669415638122008-04-10T01:18:00.000-07:002008-04-10T01:29:00.389-07:00Chi fa uso di medicine antipsicotiche ha maggiori probabilità di morire prima.<span style="font-style: italic;"> NUOVI DATI DIMOSTRANO I RISCHI DEGLI PSICOFARMACI SUI BAMBINI<br /><br /></span>Nuove ricerche dimostrano come i farmaci ansiolitici e antipsicotici possano costituire un grave rischio per la vita dei bambini cui vengono somministrati. Alcuni di questi farmaci, scrive il quotidiano britannico Guardian, vengono prescritti a bambini sotto i 6 anni di età, anche se espressamente non previsto dal protocollo se non in alcuni casi di schizofrenia. Il numero dei bambini che fa uso di questo genere di farmaci è raddoppiato in Gran Bretagna, sulla scia di quanto accade negli Stati uniti, ma alcuni ricercatori ritengono che essi rappresentino un cocktail chimico micidiale capace anche di provocare morte prematura.<br /><br />l'articolo continua <a href="http://www.junior.cybermed.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=702&amp;Itemid=55">qui..</a><br /><br />fonte : www.junior.cybermed.itPensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-61906381949073247602008-04-08T08:16:00.000-07:002008-04-08T08:22:23.372-07:00Inaugurata la mostra “Psichiatria, un viaggio senza ritorno" a Milano<span style="font-weight: bold;">MILANO </span>- Presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano, è stata inaugurata la mostra multimediale: “Psichiatria, un <a id="ed_Id_1" ed_created="1" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(0, 128, 0); cursor: pointer;">viaggio</a> senza ritorno”, organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), una onlus di tutela dei diritti umani nel campo della <span style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(0, 128, 0);">salute</span> <span style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: rgb(0, 128, 0);">mentale</span>. La mostra continua sino al 13 aprile con orario continuato dalle 9 alle 19. L’ingresso é gratuito.<span id="more-6229"></span><br />Al taglio del nastro hanno partecipato il Dr. Roberto Cestari, Presidente del CCDU, il Prof. Saverio Fortunato, Criminologo e Docente di Scienza dell’Investigazione presso l’Università dell’Aquila, l’Avvocato Francesco Miraglia, Penalista del Foro di Mondena, il DR. Manfredi Palmeri, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, il Dr. Paolo Massari, consigliere comunale e presidente della Commissione Scuola Educazione del Comune di Milano e il Dr. Mariano Loiacono, Dirigente del Centro di Medicina Sociale del Policlinico di Foggia. Manfredi Palmeri, ricordando il decisivo contributo dato dal CCDU all’approvazione della mozione che impegna il Comune di Milano alla...<br /><br />l'articolo originale continua <a href="http://www.caserta24ore.it/06042008/inaugurata-la-mostra-psichiatria-un-viaggio-senza-ritorno.php">qui..</a><br /><br /><br />Questo è uno dei video tratti dalla mostra :<br /><br /><object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cTTCJ3xfkIw&amp;hl=en"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/cTTCJ3xfkIw&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-68272051058072168672008-04-03T02:53:00.000-07:002008-04-03T02:57:09.617-07:00Perchè i manicomi furono smantellati. Intervista al dott. Giorgio Antonucci<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_EPwPwUiWA80/R_SpnzL6KeI/AAAAAAAAAEA/-pPJ0kyBbjE/s1600-h/antonucci.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_EPwPwUiWA80/R_SpnzL6KeI/AAAAAAAAAEA/-pPJ0kyBbjE/s400/antonucci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184955572230433250" border="0" /></a><span style=";font-family:Arial;font-size:8;" ><span style="font-family: verdana;font-size:100%;" ><br />Int</span><span style="font-family: verdana;font-size:100%;" >ervista a GIORGIO ANTONUCCI di CLARISSA BRIGIDI </span></span><span style=";font-family:arial,helvetica,sans-serif;font-size:10;" ><p style="text-align: justify;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >(° da <i>Diogene: magazine italiano di filosofia</i>)</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Qual è stata la sua esperienza all´interno dell´istituzione psichiatrica in Italia, in particolare nel periodo in cui ha lavorato a Gorizia e all´Ospedale Civile di Cividale del Friuli?</span></b></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Sono stato chiamato a Gorizia da Basaglia. Mi aveva conosciuto bene anche nel periodo in cui stavo a Firenze perché ci eravamo sentiti telefonicamente per il mio lavoro in cui cercavo di evitare gli internamenti.<br />Così aveva conosciuto il mio modo di rapportarmi con le persone, che era un modo diretto, in cui io mi impegnavo a parlare oppure a condividere con loro delle situazioni. Per esempio a Cividale del Friuli c´era una ragazza che quando era in crisi batteva la testa contro il muro e allora cercavo di impedirglielo senza l´utilizzo della forza, semplicemente ponendo qualcosa tra lei e il muro.</span> </p> </span> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >E poi una volta, siccome noi due polemizzavamo quando si faceva male perché io le dicevo che avrebbe potuto esprimere le stesse cose in un altro modo, mi misi a battere la testa anch´io, così lei smise immediatamente e riprendemmo la discussione. Basaglia conosceva di me queste ed altre cose, così, quando nel settembre del 1968 questo reparto fu chiuso con la forza, soprattutto perché le persone erano sempre in giro per il paese invece di essere chiuse dentro alle proprie stanze, mi invitò, nel 1969, a lavorare a Gorizia.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Gorizia era una realtà complessa perché all´interno della stessa istituzione convivevano tre diverse posizioni. Basaglia affermava che il manicomio doveva a tutti i livelli essere superato definitivamente, come spiegò anche nel libro L´istituzione negata. Nella pratica ciò significava non tanto migliorare il manicomio, quanto cercare di collocare le persone al di fuori di esso.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Che cosa significava in quel momento operare per lo smantellamento del manicomio?</span></b></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Si trovano persone rinchiuse in cella e si aprono le celle; ci sono persone in camicia di forza e si tolgono loro le camicie di forza; si trovano ostacoli per poter circolare all´interno di queste istituzioni che sono tutte a compartimenti separati l´uno dall´altro e si tolgono i compartimenti. Poi, problema centrale, si comincia a discutere con gli internati. Basaglia aveva organizzato l´ospedale con riunioni e assemblee: riunioni particolari in ogni singolo reparto, in modo che un luogo di assoluta segregazione diventasse un luogo di dibattito e discussione. Basaglia aveva aperto questa enorme contraddizione: unico in tutto il mondo, un direttore di istituto psichiatrico, anziché portare avanti l´istituto, voleva distruggerlo.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Cosa può dire sull´utilizzo dell´elettroshock?</span></b></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Le posso raccontare un episodio. Ero appena arrivato a Gorizia e non avevo ancora avuto l´assegnazione dei reparti. Una domenica ero di guardia, quindi avrei dovuto svolgere le funzioni dei medici assenti, ed il mio collega Jervis mi telefonò dicendomi che dovevo fare l´elettroshock a una sua paziente. Io risposi che l´elettroshock non lo facevo, egli disse che l´avrebbe eseguito di persona e mi invitò ad andare a vedere.<br />Così, perché non pensasse che io non facevo l´elettroshock per l´impressione, anziché per principio, cioè perché l´elettroshock fa male ed è una forma di tortura, fui costretto ad andare a vedere. </span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Vidi fare l´elettroshock ad una suora di ventotto anni che era stata internata dalle consorelle del suo convento perché ad un certo punto aveva cominciato a dire che lei non voleva più saperne di essere sposa di Gesù, ma voleva degli sposi sul serio. Jervis allora le fece l´elettroshock. La situazione si commenta da sola!</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Io presi i reparti di donne che erano di Jervis e vi trovai che l´elettroshock era molto usato, mentre nei reparti degli uomini esso era stato già eliminato. Questa è una testimonianza di un´altra situazione complicata, contraddittoria. Inoltre i medici sostenevano che le persone dovevano essere liberate dal manicomio, ma non tutte potevano uscire.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Le uscite erano consentite solo se controllate, mentre con me non erano più controllate perché ritenevo che ogni persona avesse il diritto di uscire quando voleva e secondo le sue intenzioni. Operai così due cambiamenti: tolsi l´elettroshock e lasciai le persone libere.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Inoltre cominciai a ridurre drasticamente gli psicofarmaci, per poterli in seguito togliere definitivamente.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Cosa pensa del ricorso agli psicofarmaci nella pratica psichiatrica?</span></b></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Mi ricordo di una ragazza che da mesi era in uno stato di inquietudine, notte e giorno. Era imbottita di psicofarmaci: parlando con lei e con il suo consenso glieli tolsi tutti, di colpo. La notte la ragazza dormì e il mattino era tranquilla. Mi dissero che questo era un effetto paradosso; io replicai che non lo era affatto, era piuttosto un effetto logico, perché i farmaci a lungo andare intossicano e creano malessere e inquietudine. La persona stava meglio perché non era più intossicata: si tratta di un effetto logico, non certo paradossale.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Che tipo di relazione umana si dovrebbe instaurare fra lo psichiatra e i pazienti?</span></b></span> </p> <span style="font-family: verdana;font-family:Arial;font-size:100%;" > <p style="text-align: justify;"> Sono convinto che le persone che sono nella sfera psichiatrica sono persone come noi che hanno dei problemi, forse più difficili da affrontare, ma con le quali bisogna comunicare e non porsi in maniera paternalistica. Per esempio, se una persona viene da me e dice di essere perseguitata dai servizi segreti, io ci discuto perché mi sta comunicando una sua idea. </p> </span> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Questa idea può essere giusta o sbagliata, ma il fatto di sbagliare non significa essere malati di mente poiché sbagliamo tutti in continuazione. Oppure se qualcuno viene da me e dice di credere nella Trinità, io lo rispetto, anche se la sua idea di tre persone distinte riunite in unico Dio non è fondata certamente sulla logica.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Si può invocare il diritto alla libertà di pensiero per gli internati?</span></b></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Non mi sono mai occupato del pensiero degli internati, cioè non mi interessava se qualcuno pensava delle cose sbagliate su di sé. Io non volevo modificare il loro pensiero perché questa è una violenza e non mi sono mai permesso di far cambiare le idee a qualcuno. Io mi sono occupato di rendere loro liberi e quindi anche liberi di pensare ciò che vogliono.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Anche ora, quando mi occupo di evitare gli internamenti alle persone, non discuto con loro perché cambino il loro pensiero.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Piuttosto ci parlo di problemi pratici relativi anche alla nostra differenza nel modo di affrontarli. Il nocciolo della psichiatria è, invece, modificare il pensiero degli altri con la forza. La libertà di pensiero non significa pensare certe cose e altre no; anche nella storia della filosofia ci troviamo davanti a un orizzonte di idee differenti l´una dall´altra e spesso contrastanti.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Per me il problema è cominciato non come psichiatra o antipsichiatra, ma dall´idea semplice che una persona ha diritto di pensare quello che vuole senza che nessuno interferisca. Certamente si può discutere: per esempio, se uno mi dice che si sente Carlo Magno io gli posso controbattere che ho studiato la storia e che Carlo Magno è vissuto in un´altra epoca; allora lui mi potrà ribadire che è una sua reincarnazione e così via. Però, costringere una persona ad aderire a quello che io ritengo vero è una forma di tirannide.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" ><strong>Lei ha portato gli internati ad incontri significativi, persino con il Papa Giovanni Paolo II.</strong></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Un episodio interessante. Davanti al manicomio c´è una chiesetta dei francescani e alcune delle donne del reparto 14 o di altri reparti andavano a messa lì oppure a fare una visita in chiesa poiché erano religiose.<br />Una volta trovai il frate francescano che le stava buttando fuori e io gli domandai che cosa stava succedendo: lui mi rispose che non voleva quelle donne in chiesa; io gli ribattei che quelle donne avevano il diritto di andare lì a pregare come tutti gli altri, inoltre di ricordarsi, dal momento che era un francescano, che S. Francesco baciava sulle labbra i lebbrosi.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Tornai a casa molto arrabbiato e parlai con mia moglie di questa cosa: lei mi ricordò che avevo aiutato un diplomatico del Vaticano, che sta qui a Firenze, che aveva paura di prendere l´aereo e si era rivolto a me. Allora gli telefonai e gli dissi che avevo intenzione di portare le persone religiose dei miei reparti dal Papa. Egli mi disse che prima di decidere, voleva incontrare queste persone per parlare con loro; così decidemmo di andare a pranzo fuori con le mie ex ricoverate. </span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Egli ne rimase entusiasta e ne parlò in Vaticano. Così ci decidemmo a partecipare a un incontro con il Papa, ci sedemmo in prima fila e Giovanni Paolo II parlò volentieri sia con le mie ex ricoverate che con me. Infine facemmo delle fotografie che mandai al frate.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Andare con loro dal Papa significava che le persone rifiutate da tutti venivano ricevute perfino dal Pontefice. Oppure andare al Parlamento Europeo significava esprimere il fatto che gli internati sono cittadini, con i loro diritti civili e politici. Tutti i viaggi che abbiamo fatto sono stati un modo per restituire alla vita civile persone per le quali qualcuno aveva deciso che alla vita civile non avrebbero partecipato mai più.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Come ha reagito la popolazione internata a quest´azione di eliminazione della contenzione e della coercizione</span></b></span><span style=";font-size:100%;" >?</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >All´inizio non capirono bene cosa stesse succedendo. Era logico: stavo portando avanti un cambiamento mai visto prima, ed inoltre erano molto spaventate. Vivere in un´istituzione psichiatrica significa avere continuamente paura perché gli psichiatri usano terrorizzare continuamente i propri pazienti.<br />In manicomio le persone che ho visto avevano sempre paura: all´inizio la ebbero anche di me, anche se con il tempo riuscii a conquistare la loro fiducia. </span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Appena cominciai il mio lavoro le internate erano impaurite ed esitavano spesso a farsi slegare. Spesso alcuni membri del personale dicevano che certi ricoverati stavano legati perché lo volevano. Risposi che ormai potevano "volerlo", mentre per anni interi la loro volontà non era stata considerata. Slegati all´improvviso, avevano paura di fare qualcosa per cui avrebbero potuto essere perseguitati, picchiati e legati di nuovo, quindi preferivano stare legati.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Tuttavia la situazione andava affrontata. Per esempio, nel reparto 14 c´era una donna che non voleva essere slegata, così io non la slegai subito. Ho passato accanto a lei ore e ore. Le dicevo: "Io sono qui perché lei deve essere liberata. Ci vorrà tempo, dovrà convincersi. Io sono un medico e non un carceriere e non posso ammettere che lei stia in questa condizione. Però aspetto, perché lei ha diritto di esprimere quello che sente e le paure che comporta il ritornare ad essere una persona libera".</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Via via, ci siamo messi d´accordo. Lei ha cominciato a camminare nel giardino e le sue condizioni fisiche spaventose sono lentamente guarite quando è passata dalla condizione di donna legata continuamente a quella di una donna libera che può camminare, parlare, vestirsi, uscire, e così via.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Il lavoro che io ho fatto contro il manicomio è stato quello di partire dalla "camera di tortura" e di arrivare alla residenza. Questo nel rispetto delle scelte degli internati e delle loro necessità: non ho mai obbligato nessuno ad uscire se non ne aveva voglia o non se la sentiva.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Le camere delle internate vennero per esempio abbellite a loro piacimento. Alcune persone trovarono invece sistemazioni esterne al manicomio, si trasferirono in appartamenti. C´erano alcune persone che avevano un rapporto affettivo o amoroso tra di loro che, con l´aiuto del Comune, trovarono degli appartamenti e si sistemarono in essi. Altri tornarono dalle famiglie. Chi rimaneva non aveva nessuno fuori, ma viveva in manicomio come in una residenza con i propri oggetti, con le proprie abitudini, con il proprio modo di vestire. Ognuno viveva secondo le proprie scelte.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style="font-size:100%;"><b><span style="">Lei sostiene che la malattia mentale non esiste in quanto non si tratta di una malattia fisica.</span></b></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Una malattia ha un riferimento biologico preciso: se un individuo ha il morbo di Alzheimer attraverso l´esame delle cellule cerebrali si vede che queste stanno degenerando. Nel caso della psichiatria si tratta invece d´interpretazioni di comportamenti. Comportarsi bene o male non è un problema medico, ma etico: dire che una persona che si comporta bene è sana e che quella che si comporta male è malata non ha senso.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >Lo psichiatra <b>Szasz</b> dice che un´indagine scientifica non può rivolgersi ad entità non materiali come amore o odio, angelo e diavolo. Questo non significa che queste cose non esistano, ma che non fanno parte del mondo materiale. Quando mi occupo di problemi psicologici non uso i termini malattia e cura. Si ascolta una persona che chiede un aiuto, un consiglio, o che semplicemente ha bisogno di raccontare tali vicende, perché il fatto stesso di comunicarle è un sollievo, un uscire dalla solitudine.</span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" ></span> </p> <p style="text-align: justify; font-family: verdana;"> <span style=";font-size:100%;" >(° da <i>Diogene: magazine italiano di filosofia</i>)</span> </p>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-44215610357993188232008-04-01T04:22:00.000-07:002008-04-01T04:24:51.515-07:00"PSICHIATRIA - UN VIAGGIO SENZA RITORNO" - A palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano si inaugura la nuova mostra multimediale.<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-family: verdana;font-family:&quot;;font-size:100%;" >"PSICHIATRIA - UN VIAGGIO SENZA RITORNO"<br /><br />A palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano<br />si inaugura la nuova mostra multimediale<br /><br />Milano - Sabato 5 aprile alle ore 11:00 presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti,<br />Via Mercanti 2, verrà inaugurata la nuovissima mostra multimediale itinerante<br />intitolata: "PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO".<br /><br />Farà seguito, con inizio alle ore 14:00 nella Sala delle Colonne del Palazzo<br />Affari, il convegno: "Psichiatria e Diritti Umani: aspetti giuridici e sociali" con la partecipazione di:<br /><br />- Giorgio Antonucci, Medico psicanalista;<br /><br />- Dott. Roberto Cestari, Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani;<br /><br />- Prof. Dott. Saverio Fortunato, Specialista in Criminologia Clinica e Docente al Corso di Laurea di Scienze dell'Investigazione, Università di L'Aquila e direttore di Criminologia.it;<br /><br />- Dott. Mariano Loiacono, Dirigente Responsabile Centro di Medicina Sociale<br />Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Foggia;<br /><br />- Avv. Francesco Miraglia, Penalista del Foro di Modena;<br /><br />Modera il Dott. Paolo Massari, Presidente della Commissione Istruzione del<br />Comune di Milano e giornalista di Mediaset.<br /><br />La mostra e il convegno sono organizzati dal Comitato dei Cittadini per i<br />Diritti Umani Onlus (CCDU), associazione affiliata alla Citizens Commission<br />for Human Rights, ente internazionale fondato nel 1969 dal Professore Emerito di Psichiatria Thomas Szasz e dalla Chiesa di Scientology.<br /><br />La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici<br />e interviste ad oltre 160 professionisti della salute, avvocati, insegnanti, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito soprusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" ricevuti. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi.<br /></span></p><p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="font-family: verdana;font-family:&quot;;font-size:100%;" >L'obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e di sensibilizzarli<br />sulle violazioni dei diritti umani in questo ambito. <br /><br />Patrocinano l'iniziativa la Provincia e la Camera di Commercio di Milano, la<br />Confartigianato Lombardia e il Codacons.<br />____________________<br />Per ulteriori informazioni:<br />Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus<br />Tel 02 36510685 – 335 6533305 - 345 2522618<br />Email: ccdu.milano@gmail.com<br /></span><span style="font-family: verdana;font-family:&quot;;font-size:100%;" ><a href="mailto:ccdu.milano@gmail.com" target="_blank"><span style="color:blue;"></span></a></span><span style=";font-family:&quot;;font-size:12;" ><o:p></o:p></span></p>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-68568574109467382912008-03-31T03:51:00.000-07:002008-03-31T03:52:39.799-07:00''La Basaglia? Una gran bella legge, mi ha salvato dal manicomio''. La storia di Mario<h3 class="post-titolo"></h3><div style="text-align: center;"><a href="http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Associazioni/Inchieste/info1363389280.html" target="_blank"><img src="http://informati.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11903bbd25f.580.0.jpg" alt="" /></a></div><p><br /></p><p align="justify" style="font-family:verdana;"><span style="font-size:100%;"><em>Trent'anni fa scampò al manicomio grazie alla 180. E Luigi ha 29 anni e da 10 combatte con la depressione: ''A quelli come me suggerisco di rivolgersi ai servizi, ma di stare alla larga dagli ospedali''</em></span></p><p align="justify" style="font-family:verdana;"><span style="font-size:100%;"><em><br /></em></span></p><p> </p><p align="center"><span style="font-size:100%;"><em><span style=";font-family:arial black,avant garde;" ><a href="http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Associazioni/Inchieste/info1363389280.html" target="_blank">L'ARTICOLO ORIGINALE CONTINUA QUI'...</a></span></em></span></p>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-86600067989600011942008-03-30T04:06:00.000-07:002008-03-30T04:08:08.185-07:00TRENTO - Grande afflusso di pubblico alla mostra “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO”<p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><i><span style="font-size:78%;"><span style="font-size: 8pt; font-style: italic;">Circa 2000 persone hanno visitato la mostra. Sono state raccolte varie testimonianze di persone vittime della psichiatria. Denunciamo l’ipocrisia della psichiatria trentina. </span></span></i></p> <p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><b><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold;">Trento.</span></span></b><i><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt; font-style: italic;"> </span></span></i><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;">La mostra multimediale itinerante “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO” ha chiuso i battenti presso il Palazzo della Regione. La sala è stata affollatissima con circa 2000 persone che hanno visitato la mostra. I commenti dei visitatori sono entusiastici e la nota dominante è stata l'aumento della consapevolezza sulla psichiatria. Una persona ha commentato che la mostra “… ti permette di capire che cos'è in realtà la psichiatria”, un’altra ha commentato: “Interessante. Apre gli occhi. Mai avrei immaginato certe cose.” La mostra è stata visitata da dottori, avvocati, professionisti, politici, studenti e persone di qualsiasi ceto, professione e condizione sociale, così come anche da vari psichiatri, operatori e volontari del settore. </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;">Gli organizzatori sono molto soddisfatti della partecipazione e dei commenti ricevuti. Inoltre molte persone hanno approfittato della mostra per denunciare gli abusi subiti e le carenze osservate nell’ambito della psichiatria locale. Purtroppo la risposta della psichiatria trentina non è stata incoraggiante. Invece di accettare il dialogo si sono arroccati su una posizione difensivistica. A parte alcuni operatori, nessuno psichiatra del centro di salute mentale è venuto alla mostra (almeno apertamente). Uno psichiatra del centro a cui abbiamo offerto il DVD lo ha accettato solo per cortesia, ma senza poter nascondere una nota di disappunto. E abbiamo saputo da un paziente che questo stesso psichiatra ha sconsigliato alle persone di visitare la mostra dicendo loro che era di parte. Paolo Roat, coordinatore regionale del CCDU Onlus ha affermato in proposito: ”Certo, la mostra è di parte. È dalla parte dei più deboli, i malati mentali. Ed è dalla parte dei diritti umani. Lui invece da che parte sta?” Una volontaria ci ha riferito che la locandina della mostra è stata rimossa dal Centro di Salute Mentale, ma lei ne ha subito esposto un'altra. E a un paziente è stato impedito di esporre la locandina nel dipartimento di psichiatria dell’ospedale Santa Chiara.</span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;">Chiudendo questa mostra desideriamo denunciare l’ipocrisia della psichiatria di casa. Si fanno varie manifestazioni di facciata molto allettanti da un punto di vista promozionale. Ma la realtà è ben diversa. Abbiamo raccolto le storie di vari “TSO volontari”: pazienti costretti a subire trattamenti sotto la minaccia di un TSO effettivo o di perdere dei sussidi economici. Pazienti che si presentano ogni mese od ogni settimana (pratica che continua per anni con pazienti che diventano sempre più dipendenti dai farmaci) per una puntura di psicofarmaci a rilascio graduale o per la loro dose di psicofarmaci nonostante abbiano più volte manifestato oralmente la loro volontà di ridurre ed eliminare questi farmaci per tornare a una vita normale. Pazienti che hanno chiesto ripetutamente (sempre a voce) un supporto psicologico ma che sono stati mantenuti su terapie farmacologiche. La situazione è talmente degradata che sembra che questi abusi non vengano neppure riconosciuti come tali dalle persone che lavorano in questo campo. Solo alcuni volontari hanno mantenuto un punto di vista sano e si rendono conto degli abusi subiti dai pazienti. Invece, gli psichiatri che agiscono in tal modo continuando queste terapie farmacologiche coercitive della durata di molti anni sui loro pazienti sono persino convinti di “aiutare” queste persone. Consigliamo ai pazienti di mandare le loro richieste per iscritto tramite fax e di richiedere che vengano inserite nella loro cartella clinica. Inoltre, se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.</span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;"><br />Paolo Roat</span></span></p> <p style="margin-left: 1cm; text-indent: -1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;"><span style="font-size: 10pt;">Coordinatore Regionale </span></span></p> <p style="margin-left: 1cm; text-indent: -1cm; font-family: verdana;"><b><span style="font-size:85%;color:red;"><span style="font-size: 10pt; color: red; font-weight: bold;">CCDU ONLUS Sezione di Trento</span></span></b><span style="font-size:85%;color:navy;"><span style="font-size: 10pt; color: navy;"><a href="http://www.ccdutrento.org/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)"><br /></a></span></span></p><p style="margin-left: 1cm; text-indent: -1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:85%;color:navy;"><span style="font-size: 10pt; color: navy;"><a href="http://www.ccdutrento.org/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">www.ccdutrento.org</a> - <a href="mailto:ccdutrento@tiscali.it" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">ccdutrento@tiscali.it</a> </span></span></p> <span style="font-family: verdana;font-family:Times New Roman;font-size:85%;" ><span style="font-size: 10pt;">Sito nazionale:<span style="color:red;"><span style="color: red;"> <a href="http://www.ccdu.org/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">www.ccdu.org</a> </span></span></span></span>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-6064510602647238572008-03-25T02:46:00.000-07:002008-03-25T02:48:12.754-07:00Seminario "ADHD : criticità della diagnosi e della terapia" - Facoltà dì Medicina - Università di Torino - 9 aprile 2008<div style="text-align: center;"> <p> <img src="http://www.ccdu.org/files/u1/ccdu-pna.gif" alt="Loghi" height="110" width="335" /> </p> <p> Mercoledì 9 aprile 2008<br />dalle ore 14,30 alle ore 16,30 </p> <h2> Seminario</h2> <h2>ADHD:<br />criticità della diagnosi e della terapia</h2> <p> Facoltà dì Medicina - Università di Torino<br />Aula Valentino 2 (Teatro Nuovo)<br />Corso Massimo d'Azeglio, 17 </p> </div> <div style="text-align: center;"><br /><b>RELATORI:</b><br /><br /><b>Prof. Dott PAOLO PORTALEONE</b><br />Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l'Università di Torino </div> <div style="text-align: center;"><br /><b>Dott ROBERTO ELIA CESTARI</b><br />Medico, Presidente Nazionale Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus </div> <div style="text-align: center;"> e Coordinatore Nazionale della campagna "Perché NON Accada" </div> <div style="text-align: center;"><br /><b>Si rilascia attestato di partecipazione ai richiedenti</b> </div>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-32117815560245311252008-03-21T02:46:00.001-07:002008-03-21T02:48:01.976-07:00Psicofarmaci e case farmaceutiche : dov'è finita la verità?Egregio Direttore,<br /><br />ho sentito al telegiornale la notizia del chirurgo Brandimarte di Taranto che dopo aver ucciso barbaramente la moglie e le due figlie ( di 11 e 14 anni), si è tolto la vita. Il giornalista alla fine del servizio, puntualmente, come nei tanti altri casi simili, ha concluso dicendo che il medico soffriva di depressione. La domanda che mi sono posta è stata:<br />"Qual' è l'antidepressivo che stava assumendo questa persona ?".<br /><br />Da quando qualche hanno fa ho letto di 800 famiglie che negli USA hanno fatto causa alla casa produttrice del Prozac (un antidepressivo denominato anche "la pillola della felicità"), perché aveva indotto i loro parenti a commettere omicidio e/o suicidio. Da quando ho visto alcuni servizi televisivi americani, nei quali mariti, mogli, madri di pazienti e le stesse persone che erano state in cura con il Prozac , Ritalin , Praxil ed altri psicofarmaci, raccontavano come era cambiata la loro personalità, degli incubi , degli impulsi omicidi e/o suicidi, avuti dopo l'assunzione di tali sostanze e di quanto fossero diventate violente, mi domando: "La stessa cosa si sta ripetendo da noi, perché nessuno fa niente ?".<br /><br />Perché non viene aperta un'inchiesta e fatte ricerche per accertare la relazione tra il gesto omicida/suicida commesso dalla persona e lo psicofarmaco assunto? Quanti bambini, mogli o parenti devono ancora morire prima che le autorità preposte alla tutela della salute dei cittadini facciano qualcosa a riguardo?<br /><br />E' da diversi anni ormai che nel nostro paese assistiamo a stragi come quella di cui sopra, in ognuno di questi casi ci sono due fattori sempre presenti: la persona era sotto cure psichiatriche ed assumeva psicofarmaci. Perché 20, 15 anni fa queste cose non succedevano, cosa è cambiato?<br /><br />Il tutto diventa inaccettabile quando si leggono i risultati di ricerche, come quella recentemente condotta dal gruppo di Irving Kirsch della Hull University assieme a canadesi e statunitensi, che dopo aver messo a confronto gli effetti di un gruppo di antidepressivi (Prozac e affini, cioè oltre alla fluoxtetina, anche paroxetina, venlafaxtina e nefazodone) con il placebo, hanno evidenziato che sono inefficaci nella cura della depressione, che sono migliori le cure alternative. E come qualche giornale ha titolato riferendosi al Prozac: "E' inutile, come una caramella". Peccato che gli gli effetti collaterali di questi psicofarmaci (allucinazioni, confusione, nausea, pensieri suicidi , ostilità, comportamento violento, per citarne alcuni di quelli scritti sui bugiardini (foglio allegato ad ogni medicina) influenzano pesantemente il paziente.<br /><br />Si resta sconcertati quando legittimamente qualche giornalista solleva il sospetto che dietro tutto ciò ci sia un'operazione di marketing, vengono pubblicati studi negativi sugli psicofarmaci in questione a brevetto scaduto, quando ormai questi farmaci sono diventati generici , a costo più basso e non più fonte di grossi introiti per le case farmaceutiche, mentre contestualmente escono sul mercato nuovi farmaci sotto brevetto. (Corriere della Sera del 27/2/2008).<br /><br />Si resta senza parole quando si leggono i commenti fatti dalle autorità del settore, in merito alla pubblicazione dei risultati degli studi sugli psicofarmaci , tra questi il Presidente della Società mondiale di psichiatria, Mario Maj, sul Corriere della sera del 27/3/08, che dice : " Sicuramente il peso dell'industria si fa sentire nella letteratura sui farmaci antidepressivi (...)". "Non è escluso ma nemmeno dimostrato che in questa fase il "publication bias", intervenga in senso opposto, cioè, nel senso di favorire la pubblicazione di quei dati che documentano l'inferiorità dei farmaci in scadenza di brevetto rispetto ad altri di più recente introduzione". E parlando di questa "prassi" che sembra consolidata nel settore, il "publication bias", dice che : "E' quel fenomeno per cui gli studi che portano a risultati positivi sono più frequentemente pubblicati di quelli che hanno esito negativo. Il fenomeno si spiega con la minore motivazione dei ricercatori e degli sponsor a pubblicare i dati negativi".<br /><br />Alla luce di ciò non ci si può non chiedere: è scienza tutto ciò'?<br />Dove è finita la verità , l'oggettività e l'onestà scientifica? Questa gente si sta rendendo conto di avere a che fare con la sanità mentale e la vita di milioni di persone o pensano veramente che stanno vendendo Caramelle?<br /><br />Perché medici e psichiatri prescrivono psicofarmaci nonostante sia espressamente indicato (nei bugiardini), che possono indurre la persona al suicidio? Perché non vengono immediatamente tolti dal mercato? Forse questi avvertimenti servono solo per tutelare le case farmaceutiche da eventuali azioni legali?<br /><br /><span style="font-style: italic; font-weight: bold;"> Prof.ssa Margherita Pellegrino</span>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-35787163482262236692008-03-21T00:27:00.000-07:002008-03-21T00:29:37.151-07:00Adhd e psicofarmaci ai bambini : i test nelle scuole di Rovereto stanno continuando?<p style="text-align: right; font-family: verdana;" align="right"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"><br /></span></span></p><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Trento, 21 marzo 2008</span></span><p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style="font-size:100%;"><b><span style="font-size: 10pt; font-weight: bold;">I test nelle scuole di Rovereto stanno continuando?</span></b></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Dopo la telefonata allarmata di ieri da parte di un insegnante di una scuola di Rovereto che ci ha comunicato che i sondaggi dell’indagine “La Testa Altrove” promossi dal dr. Campolongo del Lions Host sono stati distribuiti in alcune scuole di Rovereto, ci chiediamo se, nonostante le recenti prese di posizione sfavorevoli ai test di vari organi amministrativi e istituzionali, i test non stiano continuando.</span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede al provveditorato, o a chiunque sia preposto a investigare eventuali violazioni, di intervenire per verificare queste notizie e avviare tutte le procedure necessarie per tutelare i bambini.</span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Nel corso dell’audizione sulla legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" e approvata all’unanimità da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, il dott. <u>Fontana</u>, responsabile della direzione cura e riabilitazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha affermato </span></span><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">che l'Azienda sanitaria condivide il divieto di svolgere <i><span style="font-style: italic;">test</span></i> sullo stato psichico degli alunni. Evidenzia a questo proposito la differenza tra la somministrazione di questionari anonimi per indagini sui comportamenti e <i><span style="font-style: italic;">test</span></i> finalizzati a <i><span style="font-style: italic;">screening</span></i> diagnostici. Sottolinea che l'Azienda sanitaria non ritiene che la scuola sia l'ambiente adeguato per rilievi diagnostici e ricorda che a fronte della richiesta di interventi riabilitativi nelle scuole essa ha sempre espresso parere negativo segnalando che le sedi appropriate per tali attività sono quelle dell'Azienda sanitaria appositamente deputate. Nella stessa audizione il dott. <u>Renna</u>, dirigente del servizio per lo sviluppo e l'innovazione del sistema scolastico e formativo, ha avvisato che la struttura provinciale di competenza può occuparsi del problema nella prospettiva di risolvere difficoltà di apprendimento, diversa dall'approccio sanitario. In questo senso avverte che i test, di cui all'articolo 6 del disegno di legge n. 259, non rientrano nella competenza del dipartimento istruzione. Afferma che quest'ultimo è estraneo a tali attività e il sostegno inizialmente accordato ai convegni svolti in Vallagarina, che si giustificava come attività di aggiornamento dei docenti, è stato ritirato poiché non si tratta di una pratica che si voleva introdurre nella scuola trentina, né tantomeno di un indirizzo per il futuro. </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Nel corso della tavola rotonda ADHD Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività “I lati oscuri di una ‘nuova’ malattia curata con la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti” l’avvocato Di Francia ha sostenuto quanto segue: “Non impedire un evento che si ha il dovere di impedire, equivale a cagionarlo: art. 40, comma 2 c.p.). Per accertare se una interferenza è legale oppure illegale occorre riferirsi alla legge. Soltanto la legge può consentire le interferenze ed indicarne le modalità. Soltanto la legge può negare o limitare nella persona –minore o maggiore di età– l’esercizio di un sacrosanto diritto, qual è quello alla riservatezza. Legge e non atto amministrativo, qual è quello assunto in nome di una generica e non meglio precisata autonomia scolastica, come, purtroppo, è accaduto. La giustificazione è, a dir poco, singolare. Chi frequenta l’ambiente scolastico sa perfettamente che, in tale ambiente, nulla si muove se non dopo che sia pervenuta una specifica circolare. È, dunque, pensabile che, in una materia tanto delicata, qual è un’indagine psicologica sui bambini, il diritto alla riservatezza, il diritto al consenso informato, il diritto alla privacy, possano essere violati in base ad una generica e non meglio precisata “autonomia scolastica”? È bene chiarire che “autonomia” non vuol dire autarchia; non vuol dire fare quello che si vuole; non vuol dire “sovranità”. Vuol dire più semplicemente, facoltà di agire all’interno di una sfera, più o meno ampia di competenze, fissata dalla legge.</span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Si dice che i test vengono fatti solo per contribuire alla conoscenza del fenomeno nelle scuole trentine, ma teniamo a ribadire che prima negli USA e poi nelle altre nazioni, si può facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto di una precisa strategia di marketing. La strategia di marketing è organizzata come segue:</span></span></p> <p style="margin-left: 54pt; text-indent: -25.65pt; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!</span></span></p> <p style="margin-left: 54pt; text-indent: -25.65pt; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">2) Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.</span></span></p> <p style="margin-left: 54pt; text-indent: -25.65pt; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">3) Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.</span></span></p> <p style="margin-left: 54pt; text-indent: -25.65pt; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.</span></span></p> <p style="margin-left: 54pt; text-indent: -25.65pt; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.</span></span></p> <p style="margin-left: 54pt; text-indent: -25.65pt; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">Il risultato finale: potenziali milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti. Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale. Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.</span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-size: 10pt;">L’uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre “rischi tremendi” ad un’intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per “controllare il comportamento in breve tempo” e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. Ricordiamo che dal 2004 negli USA, la FDA ha emanato una direttiva relativa a "black box" label warning indicando che molti antidepressivi possono incrementare il rischio di pensiero e di comportamento in alcuni bambini ed adolescenti. Il black-box warning è il più serio genere di avvertimento relativo alla prescrizione di farmaci (consiste in una etichetta con riquadro nero che avverte il consumatore dei rischi – lo stesso genere di etichette che oggi vediamo in Italia sui pacchetti di sigarette e che ne ricordano i rischi del consumo). </span></span></p> <p style="text-indent: 1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><b><span style="font-size: 12pt; font-weight: bold;"> </span></b><br /><span style="font-size: 10pt;">Paolo Roat</span></span></p> <p style="margin-left: 1cm; text-indent: -1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><b><span style="color:red;"><span style="font-size: 10pt; color: red; font-weight: bold;">CCDU ONLUS Sezione di Trento</span></span></b></span><span style="font-size:100%;color:navy;"><span style="font-size: 10pt; color: navy;"><a href="http://www.ccdutrento.org/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)"><br /></a></span></span></p><p style="margin-left: 1cm; text-indent: -1cm; font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;color:navy;"><span style="font-size: 10pt; color: navy;"><a href="http://www.ccdutrento.org/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">www.ccdutrento.org</a> - <a href="mailto:ccdutrento@tiscali.it" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">ccdutrento@tiscali.it</a> </span></span></p> <span style="font-family: verdana;font-family:Times New Roman;font-size:100%;" ><span style="font-size: 10pt;">Sito nazionale:<span style="color:red;"><span style="color: red;"> <a href="http://www.ccdu.org/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">www.ccdu.org</a> </span></span></span></span>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-51213911557949892792008-03-19T09:52:00.000-07:002008-03-19T09:57:57.700-07:00Servizio televisivo della mostra "Psichiatria : un viaggio senza ritorno" a Trento<div style="text-align: center;"><object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-59566cb1f32bfdfb" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqgAAAPEbdexZYqODP9Nt5kZfcH3zPlgoWhfnWOlTbUtC_hz7CRgMp8fSnJiX12inJy0ARpqIovLPPIHQe4hCWUf1MMHrJjhdJRtk9mWhkAB9qQWOL2_9OVI0gA1d3mMNFyjlgJKrMqvEq9hb5TLqMgcBfttl_hiB8Ht9btwSV4FcBFapEh_ljY4gSCtFK6pitBjzOEGh575F-PbehP7deGTg5qQU3TtFNAiNCGlhjTZf2m_D%26sigh%3DsvtWN7m3a09i3I6vPOdv1j2i8Xk%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;nogvlm=1&amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D59566cb1f32bfdfb%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DDT9V_-wphJCNZ-GAcD3UldW0tRo&amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"> <param name="bgcolor" value="#FFFFFF"> <embed width="320" height="266" src="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqgAAAPEbdexZYqODP9Nt5kZfcH3zPlgoWhfnWOlTbUtC_hz7CRgMp8fSnJiX12inJy0ARpqIovLPPIHQe4hCWUf1MMHrJjhdJRtk9mWhkAB9qQWOL2_9OVI0gA1d3mMNFyjlgJKrMqvEq9hb5TLqMgcBfttl_hiB8Ht9btwSV4FcBFapEh_ljY4gSCtFK6pitBjzOEGh575F-PbehP7deGTg5qQU3TtFNAiNCGlhjTZf2m_D%26sigh%3DsvtWN7m3a09i3I6vPOdv1j2i8Xk%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;nogvlm=1&amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D59566cb1f32bfdfb%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DDT9V_-wphJCNZ-GAcD3UldW0tRo&amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object> <br /></div><br /><div style="text-align: center;">Servizio televisivo della mostra <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">"Psichiatria : un viaggio senza ritorno</span>" a Trento.<br /><br />per maggiori infomazioni : <a href="http://www.ccdu.org">www.ccdu.org</a><br /></div>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-19065567948856831012008-03-16T15:53:00.000-07:002008-03-16T16:08:27.540-07:00La rivista ufficiale dei chirurghi ed odontoiatri di Torino contro l'uso indiscriminato di psicofarmaci sui bambini.Nel numero di febbraio 2008 della rivista ufficiale dei chirurghi ed odontoiatri di Torino si analizzano le motivazioni alla base della legge approvata in Piemonte contro lo screening psichiatrico di massa nelle scuole.<br /><br />Per leggere l'articolo cliccare sull'immagine sottostante :<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.dirittiumanitrento.org/Articolo-Portaleone.pdf"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_EPwPwUiWA80/R92n1pcoO0I/AAAAAAAAAD4/u5hMvdpGgq8/s400/rivista.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178479686646774594" border="0" /></a>Pensa con la tua testanoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4025094316890134783.post-75594740714679704202008-03-13T01:32:00.001-07:002008-03-13T01:34:43.710-07:00Inaugurazione della mostra “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO” - Trento, Martedì 18 marzo 2008<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_EPwPwUiWA80/R9jmm5coOyI/AAAAAAAAADs/XZYlqsD7bvI/s1600-h/ccduTrentoMostra.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_EPwPwUiWA80/R9jmm5coOyI/AAAAAAAAADs/XZYlqsD7bvI/s400/ccduTrentoMostra.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177141327592700706" border="0" /></a><br /><span style="font-family: verdana;font-family:TTE176C8B0t00;font-size:100%;" ><span style="">Trento, 13 marzo 2008</span></span><span style="font-family: verdana;font-size:100%;" ><br /></span><p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style=";font-size:100%;" ><span style="">COMUNICATO STAMPA</span></span></p> <p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style=";font-size:100%;" ><span style=""> </span></span></p> <p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style="font-size:100%;"><b><span style=""><span style="font-weight: bold;">Inaugurazione della mostra “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO”</span></span></b></span></p> <p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style="font-size:100%;"><i><span style=""><span style="font-style: italic;">Per colmare il vuoto di informazione sulla psichiatria e denunciare gli episodi di malapsichiatria in Trentino. </span></span></i></span></p> <p style="text-align: center; font-family: verdana;" align="center"><span style=";font-size:100%;" ><span style=""> </span></span></p> <p style="font-family: verdana;"><span style="font-size:100%;"><b><span style=""><span style="font-weight: bold;">Trento.</span></span></b><i><span style=""><span style="font-style: italic;"> </span></span></i></span><span style=";font-size:100%;" ><span style="">Martedì 18 marzo alle ore 10.30 presso il Palazzo della Regione verrà tenuta la cerimonia di taglio del nastro per la mostra multimediale itinerante “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO”. Saranno presenti parecchi consiglieri provinciali, politici, medici, psichiatri, avvocati e altre personalità che hanno confermato la loro partecipazione. La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tr